Google ha mostrato una Volvo EX60 in cui Gemini analizza in tempo reale cartelli stradali e punti di interesse attraverso la fotocamera esterna della vettura. L'annuncio arriva a due mesi dall'aggiornamento di 4 milioni di veicoli General Motors con lo stesso assistente. Nello stesso periodo la spesa italiana in ricerca e sviluppo resta ferma all'1,37% del PIL, secondo l'ISTAT: meno della metà della media OCSE.
Cosa fa Gemini nella Volvo EX60
La fotocamera dell'auto invia dati a Gemini soltanto su richiesta del conducente. Nessun monitoraggio continuo dell'ambiente esterno, per contenere i rischi legati alla privacy. Il sistema riconosce cartelli in lingua straniera, edifici e punti di riferimento locali, e risponde a voce alle domande. La demo ha mostrato tempi di risposta più lenti rispetto all'assistente Google presente sugli smartphone, ma la comprensione visiva è risultata solida.
La funzione poggia su Google Built-in, la piattaforma software integrata di fabbrica sulla EX60. Big G non ha comunicato una data di rilascio pubblico: parla di ulteriori dettagli nelle prossime settimane. Il salto tecnologico riguarda l'integrazione fra fotocamere del veicolo, riconoscimento visivo multimodale e assistente vocale, non ancora presente in commercio su altri modelli.
L'Italia paga il gap ricerca mentre l'AI entra nell'abitacolo
I dati sull'investimento italiano raccontano un'altra corsa. Nel 2023 la spesa in ricerca e sviluppo intra-muros è stata di 29,4 miliardi di euro, il 7,7% in più rispetto al 2022, ma con l'intensità di R&S ferma all'1,37% del PIL. La media OCSE si attesta intorno al 2,8%, quella UE al 2,1%: l'Italia investe circa la metà di chi progetta le AI multimodali destinate al mercato di massa.
Il gap con gli Stati Uniti, patria di Google, è cresciuto da 1,5 punti percentuali di PIL nel 1981 a 2,3 nel 2022. Con la Germania, dove Volvo produce parte delle EX60 attraverso il gruppo Geely, la distanza è passata da 1,3 a 1,8 punti. Il comunicato ISTAT sulla ricerca e sviluppo 2023-2025 segnala crescita nelle università e nelle istituzioni pubbliche, ma il divario strutturale non si chiude.
È coerente con l'analisi sul gap italiano negli investimenti in ricerca pubblicata su Edunews24: la metà OCSE non è una lettura congiunturale, è la fotografia stabile di due decenni.
Cosa cambia per chi fa ricerca in Italia
Un mercato che assorbe AI multimodali di massa nelle auto, negli smartphone e negli elettrodomestici crea domanda immediata di ricercatori applicati in visione artificiale, edge computing e machine learning. Ma l'Italia esporta cervelli invece di attrarli. Dei 29 vincitori italiani di un ERC Starting Grant, solo 19 hanno svolto il progetto in istituzioni italiane, come descritto nel report Edunews24 sul gap ERC italiano.
Sul fronte imprese l'immagine è squilibrata. Nel 2023 la spesa privata in R&S è cresciuta del 5,4%, ma il traino sono le medie imprese (+2,8%) e le grandi (+7,3%): le piccole imprese hanno tagliato del 2,3%. Oltre l'80% della spesa privata è sostenuta da multinazionali, metà delle quali estere. Chi fa ricerca in Italia finisce così in filiali di gruppi che decidono altrove roadmap e investimenti.
Il gap va oltre l'economia. La ricerca Edunews24 sul divario italiano di aspettativa di vita in salute mostra come sotto-investimenti pluriennali producano effetti misurabili anche sulla popolazione, non solo nelle classifiche accademiche.
L'auto che vede e parla arriverà nei concessionari europei prima che l'Italia raggiunga la media UE di spesa in ricerca. Il calcolo è aritmetico: crescere di 0,7 punti di PIL richiederebbe oltre 15 miliardi di euro l'anno in più, contro l'aumento dello 0,1% previsto dal governo nei prossimi cinque anni. Senza una correzione di questa traiettoria, i laboratori dove nascono le AI multimodali resteranno oltre confine e le università italiane continueranno a formare talenti che vanno a lavorare per aziende straniere.
Domande frequenti
Quali sono le principali funzionalità di Gemini nella Volvo EX60?
Gemini nella Volvo EX60 analizza in tempo reale cartelli stradali e punti di interesse tramite la fotocamera dell'auto, fornendo risposte vocali su richiesta del conducente. Il sistema riconosce anche cartelli in lingua straniera, edifici e punti di riferimento locali, senza monitoraggio continuo per tutelare la privacy.
Quando sarà disponibile Gemini sulle auto Volvo per il pubblico?
Google non ha ancora comunicato una data di rilascio pubblico per Gemini sulla Volvo EX60. L'azienda prevede di fornire ulteriori dettagli nelle prossime settimane.
Perché l’Italia resta indietro rispetto alla media OCSE negli investimenti in ricerca e sviluppo?
L’Italia investe solo l’1,37% del PIL in ricerca e sviluppo, meno della metà della media OCSE (2,8%) e sotto la media UE. Il divario è stabile da due decenni e riguarda sia il settore pubblico che privato.
Qual è l’impatto del basso investimento in ricerca sull’ecosistema italiano?
Il basso investimento limita la capacità di attrarre e trattenere ricercatori, portando molti talenti italiani a lavorare all’estero. Inoltre, la maggior parte della spesa privata in R&S è sostenuta da multinazionali, spesso con centri decisionali fuori dall’Italia.
Come si distribuisce la spesa privata in ricerca e sviluppo tra le imprese italiane?
Nel 2023 la crescita maggiore si è registrata nelle medie (+2,8%) e grandi imprese (+7,3%), mentre le piccole imprese hanno ridotto gli investimenti del 2,3%. Oltre l’80% della spesa privata è sostenuta da multinazionali, metà delle quali estere.
Quali conseguenze sociali comporta il gap di ricerca e sviluppo in Italia?
Oltre agli effetti economici e accademici, il sotto-investimento pluriennale in ricerca produce impatti misurabili anche sulla salute della popolazione, come evidenziato dal divario nell’aspettativa di vita in salute.