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Aperto 15 giorni rimasti Cod. 2026-PROT181665-ALBO3505

Università di Palermo, bando per un incarico post-doc sul progetto White Wine Identity: scadenza il 6 novembre

L'ateneo siciliano cerca un ricercatore per studiare l'impiego di lieviti non-Saccharomyces nella produzione di vini bianchi di qualità. Durata dell'incarico: 12 mesi presso il Dipartimento SAAF

Universita' degli Studi di Palermo Sicilia Pubblicato il 07 ottobre 2026

Indice

Un bando che guarda al futuro del vino bianco siciliano

L'Università degli Studi di Palermo apre le candidature per una procedura selettiva finalizzata all'attribuzione di un incarico post-dottorato destinato alla ricerca enologica applicata. Il bando, identificato con il codice 2026-PROT181665-ALBO3505, si inserisce in un programma scientifico ambizioso che punta a ridisegnare l'identità dei vini bianchi siciliani attraverso l'impiego di lieviti non-Saccharomyces, una delle frontiere più promettenti dell'enologia contemporanea.

La selezione, per titoli e colloquio, mette in palio un solo posto per la durata di dodici mesi. A guidare scientificamente il progetto sarà il Dott. Antonio Alfonzo, mentre il centro operativo delle attività sarà il Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Forestali (SAAF) dell'ateneo palermitano, con fasi sperimentali che si svolgeranno anche nelle cantine delle aziende partner.

Dettagli del bando e attività previste

La procedura si inquadra nell'ambito dell'art. 22-bis della Legge 240/2010, lo strumento normativo che regola gli incarichi post-doc nelle università italiane. Il bando è stato pubblicato il 7 ottobre 2026 e la scadenza per la presentazione delle domande è fissata al 6 novembre 2026 alle ore 22:59.

La complessità e la ricchezza delle attività previste restituiscono l'immagine di un programma di ricerca strutturato su più piani. Il vincitore sarà chiamato a:

  • Valutare l'impiego di lieviti non-Saccharomyces (Starmerella spp., Candida spp. e altri ceppi già selezionati) per migliorare qualità aromatica e sostenibilità dei vini bianchi
  • Sviluppare e validare protocolli fermentativi innovativi
  • Realizzare il monitoraggio microbiologico e chimico-fisico dei processi fermentativi
  • Caratterizzare il volatiloma e il metaboloma di mosti e vini attraverso tecniche cromatografiche e spettrometriche avanzate
  • Analizzare profili aromatici e metabolici con elaborazioni statistiche dei dati
  • Fornire supporto scientifico alle sperimentazioni e trasferire i risultati alle aziende partner

Un capitolo rilevante dell'attività riguarderà le sperimentazioni multidisciplinari sulle chiarifiche dei mosti, condotte con tecnologia Dynamos Padoan presso la cantina Settesoli, capofila del progetto di filiera.

Il progetto White Wine Identity e le aziende partner

Il progetto White Wine Identity rappresenta uno dei tentativi più strutturati di coniugare ricerca accademica e tessuto produttivo vitivinicolo nel panorama siciliano. La scelta di coinvolgere direttamente le cantine partner, con Settesoli nel ruolo di capofila, risponde a una logica di filiera che l'ateneo palermitano ha progressivamente consolidato negli ultimi anni.

L'impiego di lieviti non-Saccharomyces non è un dettaglio tecnico: stando a quanto emerge dalla ricerca enologica internazionale degli ultimi anni, questi microrganismi possono generare profili aromatici distintivi, ridurre il contenuto alcolico e aumentare la sostenibilità dei processi produttivi. In un mercato in cui l'identità territoriale dei vini bianchi diventa fattore competitivo decisivo, la ricerca condotta a Palermo potrebbe tradursi in ricadute industriali concrete.

Come candidarsi alla selezione

La domanda di partecipazione dovrà pervenire entro la scadenza del 6 novembre 2026 secondo le modalità indicate dal bando ufficiale, consultabile sull'Albo Ufficiale dell'Università degli Studi di Palermo.

Il link di riferimento è il seguente: https://www.unipa.it/albo.html

La procedura, come indicato, prevede due fasi:

  1. Valutazione dei titoli, con analisi del curriculum scientifico e delle pubblicazioni
  2. Colloquio, finalizzato ad accertare la preparazione specifica e l'attitudine alla ricerca

Si raccomanda ai candidati di consultare integralmente il testo del bando sull'albo di ateneo per prendere visione dei documenti richiesti, delle modalità di presentazione della domanda e delle date della prova orale.

Requisiti e profilo ricercato

Trattandosi di un incarico post-doc disciplinato dall'art. 22-bis della Legge 240/2010, il profilo ricercato è quello di un ricercatore in possesso di titolo di dottorato di ricerca o di titolo equivalente conseguito all'estero. Le competenze attese, deducibili dal contenuto del progetto, riguardano:

  • Microbiologia enologica, con particolare riferimento ai lieviti non-Saccharomyces
  • Chimica analitica applicata all'enologia, con conoscenza di tecniche cromatografiche (GC-MS, HPLC) e spettrometriche
  • Esperienza nella caratterizzazione di volatiloma e metaboloma
  • Competenze di analisi statistica multivariata dei dati sperimentali
  • Capacità di interagire con il mondo produttivo e di trasferire i risultati della ricerca

Il requisito formale sui titoli di accesso e le eventuali preferenze scientifiche sono dettagliati nel testo integrale della procedura selettiva.

Il quadro normativo: l'art. 22-bis della Legge 240/2010

L'articolo 22-bis, introdotto nel corpo della cosiddetta "Legge Gelmini" dagli interventi di riforma successivi, disciplina gli incarichi post-doc negli atenei italiani. Si tratta di uno strumento pensato per garantire continuità di ricerca ai dottori di ricerca nella fase successiva al conseguimento del titolo, consentendo loro di maturare esperienza scientifica qualificata nell'ambito di progetti finanziati.

La durata di dodici mesi prevista dal bando palermitano è coerente con l'impostazione della norma, che punta a offrire opportunità temporanee ma qualificanti nel percorso di carriera accademica e di ricerca. La questione del rapporto tra queste figure e la stabilizzazione della carriera scientifica resta aperta nel dibattito universitario italiano, ma strumenti come quello attivato dall'Università di Palermo rappresentano una delle vie di accesso al sistema della ricerca pubblica.

FAQ - Domande frequenti

Qual è la scadenza per presentare la domanda?

La domanda di partecipazione deve pervenire entro le ore 22:59 del 6 novembre 2026. Oltre tale termine non saranno accolte candidature. Si raccomanda di non attendere le ultime ore per evitare problemi tecnici legati alla piattaforma di invio.

Dove si svolgeranno le attività di ricerca?

L'attività sarà svolta principalmente presso il Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Forestali (SAAF) dell'Università degli Studi di Palermo, con fasi sperimentali presso le cantine delle aziende partner del progetto White Wine Identity, tra cui la cantina Settesoli, capofila del progetto di filiera.

Quali sono le competenze tecniche richieste?

Il profilo ideale possiede competenze in microbiologia enologica, con esperienza sui lieviti non-Saccharomyces, e padronanza di tecniche cromatografiche e spettrometriche avanzate per l'analisi di volatiloma e metaboloma. Sono richieste inoltre capacità di analisi statistica dei dati e attitudine al trasferimento tecnologico verso le aziende.

Qual è la durata dell'incarico e di che tipo di contratto si tratta?

L'incarico ha durata di 12 mesi e viene conferito ai sensi dell'art. 22-bis della Legge 240/2010, che regola gli incarichi post-dottorato nelle università italiane. È uno strumento rivolto a chi ha già conseguito il dottorato di ricerca e intende proseguire l'attività scientifica nell'ambito di progetti finanziati.

Dove posso consultare il testo integrale del bando?

Il testo completo del bando, con tutti i dettagli su requisiti, documenti da allegare, modalità di presentazione della domanda e criteri di valutazione, è pubblicato sull'Albo Ufficiale dell'Università degli Studi di Palermo all'indirizzo https://www.unipa.it/albo.html. Il codice identificativo da ricercare è 2026-PROT181665-ALBO3505.