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Aperto 11 giorni rimasti Cod. R-LAZIO_MOB_13-FUNZ_72026

Regione Lazio, mobilità volontaria per 13 funzionari esperti in pianificazione e gestione progetti

La Direzione Regionale Personale apre le porte al personale di ruolo delle pubbliche amministrazioni: candidature entro il 7 settembre 2026 per il profilo Pce02 dell'Area Funzionari ed Elevata Qualificazione

Regione Lazio - DIREZIONE REGIONALE PERSONALE, ENTI LOCALI E SICUREZZA Lazio Pubblicato il 28 luglio 2026

Indice

Un'opportunità per chi già lavora nella PA

La Regione Lazio torna a puntare sulla mobilità interna al comparto pubblico. Con un nuovo avviso pubblicato dalla Direzione Regionale Personale, Enti Locali e Sicurezza, l'amministrazione regionale mette in campo 13 posti da coprire tramite passaggio diretto di dipendenti già in servizio presso altre pubbliche amministrazioni.

Si tratta di una procedura di mobilità volontaria ex articolo 30 del decreto legislativo 165/2001, uno strumento sempre più utilizzato dagli enti per intercettare professionalità già formate senza dover attendere i tempi lunghi dei concorsi ordinari. Il bando è riservato al personale di ruolo delle amministrazioni indicate all'articolo 1, comma 2, del medesimo decreto: un bacino ampio che comprende ministeri, enti locali, agenzie fiscali, istituti scolastici e università.

La scadenza per presentare la propria candidatura è fissata al 7 settembre 2026, con oltre un mese di tempo dalla pubblicazione avvenuta lo scorso 28 luglio.

Dettagli del bando

Ecco in sintesi gli elementi chiave della procedura:

  • Ente banditore: Regione Lazio – Direzione Regionale Personale, Enti Locali e Sicurezza
  • Codice avviso: R-LAZIO_MOB_13-FUNZ_72026
  • Posti disponibili: 13
  • Area contrattuale: Area dei Funzionari e dell'Elevata Qualificazione
  • Profilo professionale: Pce02 – Esperto pianificazione e gestione policy/programmi/progetti/servizi
  • Sede di lavoro: Lazio
  • Tipologia di selezione: valutazione dei titoli e colloquio
  • Data di pubblicazione: 28 luglio 2026
  • Termine per la presentazione delle domande: 7 settembre 2026, ore 23:59
  • Riferimento normativo: art. 30, d.lgs. 165/2001

Un pacchetto di posizioni non trascurabile, che va a rafforzare l'ossatura tecnica dell'ente proprio in una fase in cui le regioni italiane sono chiamate a gestire una mole crescente di programmi europei, fondi PNRR e politiche di sviluppo territoriale.

Il profilo Pce02: chi cerca la Regione Lazio

La denominazione Pce02 – Esperto pianificazione e gestione policy/programmi/progetti/servizi identifica una figura trasversale e strategica, destinata a operare nei processi decisionali e attuativi dell'amministrazione.

Stando a quanto emerge dalla stessa denominazione del profilo, i funzionari selezionati saranno chiamati a occuparsi di:

  • progettazione e pianificazione di policy pubbliche, con analisi di contesto e definizione di obiettivi misurabili;
  • gestione di programmi e progetti complessi, inclusi quelli finanziati da fondi europei, nazionali o regionali;
  • coordinamento operativo di servizi rivolti a cittadini, imprese o altri enti del territorio;
  • monitoraggio e valutazione dei risultati, con attenzione agli indicatori di performance e alla rendicontazione.

Si tratta di competenze che, negli ultimi anni, sono diventate cruciali per le regioni italiane, sempre più chiamate a fungere da cerniera tra il livello europeo, quello statale e quello locale. La Regione Lazio, in particolare, gestisce una programmazione comunitaria di ampio respiro che richiede figure con solida esperienza nella gestione del ciclo di progetto.

Requisiti richiesti

La procedura è riservata al personale di ruolo delle pubbliche amministrazioni elencate all'articolo 1, comma 2, del d.lgs. 165/2001. Ciò significa che possono candidarsi esclusivamente dipendenti già assunti a tempo indeterminato presso:

  • amministrazioni dello Stato, comprese scuole di ogni ordine e grado e istituzioni universitarie;
  • aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo;
  • Regioni, Province, Comuni, Comunità montane e loro consorzi e associazioni;
  • istituzioni universitarie;
  • Istituti autonomi case popolari;
  • Camere di commercio e loro associazioni;
  • enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali;
  • amministrazioni, aziende ed enti del Servizio sanitario nazionale;
  • Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (ARAN) e Agenzie fiscali.

Ulteriore requisito essenziale è l'inquadramento nella medesima area di destinazione – ovvero l'Area dei Funzionari e dell'Elevata Qualificazione (già Categoria D del precedente ordinamento) – o in categoria equivalente secondo le tabelle di equiparazione ministeriali.

Come prassi consolidata per le procedure di mobilità, sarà inoltre necessario disporre del nulla osta al trasferimento rilasciato dall'amministrazione di appartenenza, oltre all'assenza di procedimenti disciplinari o penali pendenti che ostino al passaggio.

Per il dettaglio puntuale dei requisiti – inclusi eventuali titoli di studio specifici, esperienze professionali richieste e competenze tecniche – è indispensabile consultare il testo integrale dell'avviso pubblicato dalla Regione Lazio.

Come candidarsi

La presentazione della domanda avviene, secondo la prassi ormai generalizzata per i concorsi e le selezioni pubbliche, attraverso il portale InPA (portale del reclutamento della Pubblica Amministrazione) oppure attraverso la piattaforma telematica dedicata della Regione Lazio, previa registrazione con SPID, CIE o CNS.

Gli aspiranti candidati dovranno:

  1. accedere alla piattaforma con le proprie credenziali digitali;
  2. compilare la domanda in ogni sua parte, dichiarando il possesso dei requisiti previsti;
  3. allegare la documentazione richiesta, in particolare il curriculum vitae in formato europeo e il nulla osta preventivo (o l'impegno a produrlo in caso di esito positivo della selezione);
  4. inviare la candidatura entro e non oltre le ore 23:59 del 7 settembre 2026.

Oltre il termine indicato, il sistema non consentirà più l'inoltro della domanda. Si consiglia, come sempre, di non ridursi alle ultime ore per evitare disservizi tecnici legati al sovraccarico della piattaforma.

Le prove selettive: titoli e colloquio

La selezione si articola in due fasi distinte: valutazione dei titoli e colloquio.

Nella prima fase, una commissione appositamente nominata esaminerà il curriculum di ciascun candidato, attribuendo un punteggio sulla base di criteri predeterminati: esperienze professionali maturate nel settore di riferimento, titoli di studio ulteriori rispetto a quello di accesso, corsi di specializzazione, pubblicazioni, incarichi ricoperti e competenze linguistiche o informatiche certificate.

Il colloquio, di norma, verte sulle materie attinenti al profilo professionale ricercato: elementi di programmazione e pianificazione strategica, gestione dei fondi europei, project management applicato alla PA, contabilità pubblica, ordinamento regionale e conoscenza delle politiche settoriali della Regione Lazio. Non mancherà, presumibilmente, una parte dedicata alla verifica delle motivazioni personali e delle attitudini relazionali del candidato.

Al termine della procedura, la commissione stilerà una graduatoria di merito dalla quale attingere per la copertura dei 13 posti banditi.

Il quadro normativo di riferimento

La procedura si colloca nell'alveo dell'articolo 30 del d.lgs. 165/2001, la norma cardine che disciplina il passaggio diretto di personale tra amministrazioni diverse. Il meccanismo consente agli enti pubblici di ricoprire posti vacanti nella propria dotazione organica prima di attivare procedure concorsuali, favorendo la valorizzazione del capitale umano già presente nel comparto.

Come sottolineato in più occasioni dalla giurisprudenza amministrativa, la mobilità volontaria rappresenta uno strumento di razionalizzazione della spesa pubblica, poiché evita duplicazioni di percorsi formativi e consente di intercettare professionalità già rodate. Non a caso il legislatore, negli ultimi anni, ha più volte ribadito l'obbligo per le amministrazioni di verificare la disponibilità di personale mediante mobilità prima di indire nuovi concorsi.

Per il candidato, il passaggio in mobilità comporta la conservazione dell'anzianità di servizio maturata e del trattamento economico fondamentale in godimento, con applicazione del contratto collettivo dell'ente di destinazione – nel caso di specie, il CCNL Funzioni Locali per il comparto Regioni ed Enti locali.

FAQ

Chi può partecipare al bando di mobilità della Regione Lazio?

Possono presentare domanda esclusivamente i dipendenti di ruolo a tempo indeterminato delle pubbliche amministrazioni indicate all'articolo 1, comma 2, del d.lgs. 165/2001, inquadrati nell'Area dei Funzionari e dell'Elevata Qualificazione (o categoria equivalente). Sono quindi esclusi i lavoratori a tempo determinato, i collaboratori e i dipendenti di società partecipate non rientranti tra le amministrazioni pubbliche in senso stretto.

Serve il nulla osta dell'amministrazione di appartenenza?

Sì. Il nulla osta al trasferimento rilasciato dall'ente di provenienza è un requisito fondamentale per il perfezionamento della mobilità. In alcuni casi, il bando consente di presentare la domanda con l'impegno a produrre il nulla osta successivamente, in caso di esito positivo della selezione. È comunque essenziale verificare tempestivamente la disponibilità dell'amministrazione datrice di lavoro a rilasciare tale atto.

Quando scade il bando e dove si presenta la domanda?

La scadenza è fissata per il 7 settembre 2026 alle ore 23:59. La domanda va presentata esclusivamente in modalità telematica, attraverso il portale InPA o la piattaforma indicata nell'avviso ufficiale, previo accesso con SPID, CIE o CNS. Non sono ammesse candidature inviate via PEC, raccomandata o consegnate a mano.

Come si svolge la selezione?

La procedura prevede due fasi: la valutazione dei titoli presentati (curriculum, esperienze professionali, titoli di studio ulteriori) e un colloquio finalizzato ad accertare le competenze tecniche e le attitudini del candidato rispetto al profilo Pce02. Al termine delle prove viene redatta una graduatoria di merito.

Cosa cambia in termini economici e contrattuali con la mobilità?

Il dipendente trasferito conserva l'anzianità di servizio e il trattamento economico fondamentale in godimento presso l'amministrazione di provenienza. Verrà però applicato il contratto collettivo nazionale di lavoro dell'ente di destinazione – nel caso della Regione Lazio il CCNL Funzioni Locali – con eventuali differenze sul salario accessorio e sulle indennità legate alla specifica organizzazione regionale.