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Aperto 29 giorni rimasti Cod. istruttore14

Regione Calabria, mobilità per 14 istruttori: riserva del 50% per chi vuole rientrare a casa

La Giunta regionale apre un avviso di mobilità esterna ex art. 30 D.lgs. 165/2001 per 4 istruttori amministrativi e 10 tecnici. Domande sul portale INPA fino al 26 settembre 2026

Regione Calabria Calabria, Catanzaro Pubblicato il 29 luglio 2026

Indice

Un bando che guarda ai calabresi fuori sede

La Regione Calabria rilancia sulla mobilità volontaria e lo fa con una scelta politica precisa: agevolare il rientro in patria dei dipendenti pubblici calabresi che oggi lavorano in amministrazioni fuori regione. È questa la vera cifra del nuovo avviso pubblico di mobilità esterna pubblicato dalla Giunta regionale, che mette sul piatto 14 posti a tempo pieno e indeterminato nell'Area degli Istruttori.

La procedura, indetta ai sensi dell'articolo 30, comma 1, del D.lgs. 30 marzo 2001, n. 165, segue lo schema classico del passaggio diretto tra pubbliche amministrazioni: nessun nuovo concorso, ma il trasferimento nei ruoli regionali di dipendenti già di ruolo altrove. Un canale, quello della mobilità, che negli ultimi anni la Pubblica Amministrazione italiana ha rilanciato con forza per accelerare i tempi di copertura degli organici.

I numeri del bando e le figure ricercate

Stando a quanto emerge dall'avviso, i 14 posti disponibili sono così ripartiti:

  • 4 posti con profilo di Istruttore Amministrativo
  • 10 posti con profilo di Istruttore Tecnico

Tutte le posizioni saranno assegnate alle Strutture Amministrative della Giunta regionale, con sede di lavoro in Calabria e in particolare nel capoluogo Catanzaro. Si tratta di inquadramenti nella nuova Area degli Istruttori prevista dal CCNL Funzioni Locali, la stessa categoria che nell'assetto precedente corrispondeva grosso modo alla vecchia categoria C.

Il rapporto di lavoro sarà, in tutti i casi, a tempo pieno e indeterminato: nessuna forma part-time è prevista dal bando.

La riserva del 50% e il rientro in Calabria

Il punto qualificante dell'avviso è la riserva del 50% dei posti a favore dei dipendenti pubblici in servizio presso amministrazioni ricadenti nel territorio extraregionale. Tradotto: sette posizioni su quattordici sono destinate, in prima battuta, a chi oggi presta servizio in una PA fuori dai confini calabresi.

La finalità dichiarata nell'atto è esplicita: facilitare il rientro dei calabresi in sede. Una misura che si inserisce nel solco di quelle politiche di contrasto allo spopolamento e alla fuga di competenze che caratterizzano il dibattito sul Mezzogiorno. Non è un caso che negli ultimi anni diverse regioni del Sud abbiano varato strumenti simili, dai bandi "restanza" ai concorsi con riserva territoriale, tutti orientati a trattenere o riportare capitale umano qualificato.

È garantita, come previsto dal D.lgs. 11 aprile 2006 n. 198 e dall'articolo 35 del D.lgs. 165/2001, la pari opportunità tra uomini e donne nell'accesso.

Requisiti di partecipazione

Per partecipare alla procedura i candidati devono possedere, alla data di scadenza del bando e mantenere fino all'effettivo trasferimento, una serie di requisiti stringenti:

  • essere dipendenti a tempo pieno e indeterminato presso una Pubblica Amministrazione di cui all'art. 1, comma 2, del D.lgs. 165/2001, assunti tramite pubblico concorso;
  • essere inquadrati in Area o categoria corrispondente a quella dei posti da coprire;
  • possedere il macro-profilo professionale amministrativo o tecnico come declinato dalla DGR n. 405/2023 della Regione Calabria;
  • aver già superato il periodo di prova presso l'amministrazione di appartenenza;
  • non avere procedimenti disciplinari in corso;
  • non essere stati sospesi cautelarmente o per ragioni disciplinari dal servizio;
  • non aver riportato condanne, nemmeno non definitive, per delitti contro la Pubblica Amministrazione (Libro II, Titolo II, Capo I del codice penale);
  • non essere stati rinviati a giudizio o condannati con sentenza non definitiva per reati che, se accertati, comporterebbero il licenziamento disciplinare.

Un dettaglio non secondario: il possesso del profilo e delle relative funzioni deve essere attestato dall'Amministrazione di appartenenza e allegato alla domanda sul portale INPA, a pena di esclusione.

Profili professionali ammessi ed equipollenze

La DGR n. 405/2023 costituisce la chiave di lettura per capire chi può effettivamente candidarsi. Il bando ammette due macro-profili:

Macro-profilo amministrativo, che include:

  • Istruttore amministrativo
  • Istruttore dei processi di apprendimento e del lavoro
  • Istruttore fondi comunitari nazionali e regionali

Macro-profilo tecnico, che comprende:

  • Istruttore tecnico
  • Istruttore tecnico idraulico

Sono ammessi anche i candidati con profili professionali equivalenti, purché riconducibili ai due macro-profili sopra indicati in relazione alle funzioni effettivamente svolte nell'ambito del profilo di appartenenza. La questione dell'equipollenza sarà valutata dalla commissione sulla base dell'attestazione rilasciata dall'ente di provenienza.

Restano invece esclusi tutti i candidati con profili DGR n. 405/2023 non riconducibili ai macro-profili amministrativo o tecnico richiesti.

Come candidarsi e scadenze

Le domande devono essere presentate esclusivamente per via telematica attraverso il Portale del reclutamento INPA (inpa.gov.it), come ormai previsto per tutte le procedure di reclutamento pubbliche a seguito del decreto Reclutamento (D.L. 80/2021 convertito in Legge 113/2021).

Le date chiave sono:

  • Pubblicazione: 29 luglio 2026
  • Scadenza presentazione domande: 26 settembre 2026, ore 23:59

Circa due mesi di tempo, quindi, per predisporre la documentazione. Fondamentale sarà procurarsi per tempo l'attestazione dell'ente di appartenenza relativa al profilo professionale e alle funzioni svolte: un documento senza il quale, come ricorda il bando, la domanda viene esclusa.

Selezione per titoli e colloquio

La procedura è del tipo titoli e colloquio. Non ci saranno quindi prove scritte o preselezioni: la commissione valuterà da un lato i titoli posseduti dai candidati (esperienza professionale, titoli di studio ulteriori, incarichi svolti), dall'altro condurrà un colloquio finalizzato ad accertare le competenze professionali e l'attitudine a ricoprire il ruolo.

È la modalità tipica delle procedure di mobilità volontaria, dove la verifica delle capacità del candidato passa non attraverso una prova d'esame in senso stretto ma attraverso l'analisi del percorso già maturato nel pubblico impiego.

FAQ - Domande frequenti

Chi può partecipare al bando di mobilità della Regione Calabria?

Possono partecipare esclusivamente i dipendenti pubblici a tempo pieno e indeterminato già in servizio presso una delle amministrazioni elencate all'art. 1, comma 2, del D.lgs. 165/2001, assunti tramite pubblico concorso. È necessario essere inquadrati in un'Area o categoria corrispondente a quella degli Istruttori e possedere uno dei profili (o profili equivalenti) riconducibili ai macro-profili amministrativo o tecnico previsti dalla DGR calabrese n. 405/2023. Occorre inoltre aver superato il periodo di prova e non avere procedimenti disciplinari o penali ostativi.

Come funziona la riserva del 50% per i dipendenti fuori regione?

La riserva prevede che 7 dei 14 posti siano destinati in via prioritaria ai candidati che, al momento della presentazione della domanda, prestano servizio presso pubbliche amministrazioni con sede fuori dalla Calabria. L'obiettivo dichiarato dalla Regione è agevolare il rientro dei calabresi che lavorano fuori regione. In caso di mancata copertura dei posti riservati, questi verranno riassorbiti nella graduatoria generale.

Serve necessariamente il nulla osta dell'ente di appartenenza?

Nella fase di presentazione della domanda occorre allegare l'attestazione del profilo e delle funzioni svolte rilasciata dall'amministrazione di appartenenza, a pena di esclusione. Il nulla osta al trasferimento vero e proprio viene solitamente richiesto e verificato in una fase successiva, prima dell'effettivo passaggio nei ruoli della Giunta regionale calabrese. È bene comunque muoversi per tempo con l'ufficio del personale del proprio ente per evitare intoppi finali.

Dove si trovano le sedi di lavoro?

I vincitori saranno assegnati alle Strutture Amministrative della Giunta regionale della Calabria. La sede principale di riferimento è Catanzaro, capoluogo di regione, ma le assegnazioni possono riguardare anche uffici periferici presenti sul territorio calabrese in base alle esigenze organizzative dell'ente.

Come si presenta la domanda e quali sono le scadenze?

La domanda si presenta esclusivamente in via telematica sul portale INPA (www.inpa.gov.it), accedendo con SPID, CIE o CNS. Il termine ultimo è fissato per le ore 23:59 del 26 settembre 2026. Non sono ammesse modalità di invio alternative (raccomandata, PEC, consegna a mano). Si consiglia di non attendere gli ultimi giorni per completare la procedura, poiché eventuali sovraccarichi del portale o problemi tecnici potrebbero compromettere l'invio.