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Valditara e il Made in Italy: la Campania supera la Germania sull'abbandono
Scuola

Valditara e il Made in Italy: la Campania supera la Germania sull'abbandono

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La Campania scende al 9% di dispersione, sotto la Germania (12,9%). Il Liceo Made in Italy cresce ma copre ancora lo 0,14% degli iscritti.

Il ministro Giuseppe Valditara ha scelto il Belvedere di San Leucio, patrimonio UNESCO, per chiudere il tour campano con l'evento "La Scuola Italiana per il Made in Italy". Dal palco ha citato un dato preciso: la dispersione scolastica in Campania è scesa dal 16% al 9%, superando la Germania. Il Liceo Made in Italy - l'indirizzo dedicato a trasmettere queste eccellenze - continua intanto a crescere, ma con numeri ancora contenuti.

L'evento a San Leucio e la visione del ministro

La seconda tappa casertana del ministro, dopo la visita all'istituto Giannone-De Amicis, lo ha portato al Belvedere di San Leucio per l'evento conclusivo sul Made in Italy a scuola. Il messaggio è netto: l'Italia ha conquistato il mondo con arte, cucina e qualità, non con eserciti. La scuola deve trasmettere questo spirito alle nuove generazioni attraverso il collegamento con il territorio e le imprese.

Lo strumento principale è la riforma degli istituti tecnici e la filiera "4+2" - quattro anni di percorso tecnico-professionale più due di specializzazione - riconosciuta dall'OCSE nel rapporto "Fondamenti della crescita e della competitività 2026". Valditara ha ribadito che il "forte collegamento tra scuola e territorio" è il senso della riforma, anche quella più recente degli istituti tecnici.

Il confronto con la Germania: perché il dato regge

La rilevazione ISTAT del 2025 certifica che l'Italia ha raggiunto l'8,2% di dispersione scolastica, con 5 anni di anticipo sull'obiettivo del 9% fissato dall'UE per il 2030. Il punto di partenza era l'11,5% nel 2022; la Campania partiva dal 16% nello stesso anno.

Il confronto con la Germania trova conferma nei dati ufficiali: nel 2024 la Germania aveva un tasso del 12,9%, in peggioramento negli anni recenti. Secondo il MIM, Agenda Sud e il Decreto Caivano - che ha introdotto norme più rigorose sull'obbligo scolastico - hanno permesso di recuperare circa 8.000 studenti in Campania nell'anno scolastico 2024/2025, un risultato definito "esempio inconfutabile" dell'efficacia delle politiche avviate.

Il quadro interno all'Italia non è però omogeneo. Al Nord la dispersione è al 6,9%, al Centro al 7,7%; le Isole (Sicilia e Sardegna) restano al 13,7%, sopra il dato tedesco. Anche il divario di genere è marcato: la dispersione maschile è al 13,6%, più che doppia rispetto al 9,1% femminile. Critici restano i giovani con cittadinanza straniera: 26,2% nel 2025, in calo dal 30,1% del 2022. I dati completi sono nel comunicato MIM sulla rilevazione ISTAT sulla dispersione scolastica 2025.

Il Liceo Made in Italy: crescita reale, numeri ancora contenuti

Il canale dedicato - il Liceo Made in Italy, avviato nel 2024/2025 su arte, cultura, imprenditorialità e tradizioni produttive italiane - cresce ma rimane un indirizzo di nicchia. Per il 2025/2026 le iscrizioni sono salite da 420 a 511 studenti (+21,7%): un trend positivo analizzato nell'aumento iscrizioni 2025/2026: un segnale di crescita. Per il 2026/2027 la crescita prosegue, ma il liceo copre ancora lo 0,14% del totale degli iscritti alle superiori.

I dati sulla filiera 4+2 aggiungono prospettiva: per il 2026/2027 le iscrizioni sono quasi raddoppiate, passando da circa 5.400 a oltre 10.500 studenti. La riforma ha ricevuto il riconoscimento dell'OCSE nel rapporto "Fondamenti della crescita e della competitività 2026". Il "saper fare" invocato da Valditara trova dunque più spazio nei percorsi tecnici riformati che nel liceo dedicato.

Sullo sfondo rimane la sfida che Schettini ha descritto: la scuola fatica a comunicare con i giovani. Il collegamento con le imprese può essere uno strumento per ridurre questa distanza, ma richiede che le proposte formative raggiungano le famiglie con messaggi concreti.

La prossima rilevazione ISTAT dirà se anche le Isole recuperano terreno. Per ora i numeri mostrano una tendenza chiara: il percorso tecnico avanza più del liceo dedicato, e la Campania ha ridotto la dispersione a livelli inferiori a quelli della Germania. Le nuove linee guida di Valditara per la collaborazione scuola-famiglia completano il quadro di una riforma che punta su scuola, territorio e imprese come sistema integrato.

Pubblicato il: 30 aprile 2026 alle ore 09:14

Domande frequenti

Quali sono i principali risultati ottenuti dalla Campania nella lotta alla dispersione scolastica?

La Campania ha ridotto la dispersione scolastica dal 16% al 9% in pochi anni, superando la Germania, che nel 2024 aveva un tasso del 12,9%. Questo risultato è stato possibile grazie a iniziative come Agenda Sud e il Decreto Caivano, che hanno permesso di recuperare circa 8.000 studenti nell'anno scolastico 2024/2025.

Cos'è il Liceo Made in Italy e quale trend di crescita sta registrando?

Il Liceo Made in Italy è un indirizzo scolastico dedicato a promuovere arte, cultura, imprenditorialità e tradizioni produttive italiane. Sta registrando una crescita delle iscrizioni, passate da 420 a 511 studenti per il 2025/2026 (+21,7%), ma rimane ancora una scelta di nicchia rispetto al totale degli iscritti alle superiori.

In cosa consiste la riforma della filiera '4+2' e quale impatto ha avuto?

La filiera '4+2' prevede quattro anni di percorso tecnico-professionale seguiti da due anni di specializzazione. Questa riforma, riconosciuta dall'OCSE, ha portato quasi al raddoppio delle iscrizioni, passando da circa 5.400 a oltre 10.500 studenti per il 2026/2027, mostrando un crescente interesse verso i percorsi tecnici riformati.

Quali sono le principali criticità ancora presenti nella dispersione scolastica in Italia?

Persistono forti differenze territoriali e di genere: al Nord la dispersione è al 6,9%, mentre nelle Isole arriva al 13,7%. Inoltre, la dispersione maschile (13,6%) è più che doppia rispetto a quella femminile (9,1%) e tra i giovani con cittadinanza straniera il tasso resta alto al 26,2%.

Quali strumenti sono stati adottati per rafforzare il collegamento tra scuola, territorio e imprese?

Le riforme degli istituti tecnici e l’introduzione di percorsi come la filiera '4+2' puntano a creare un forte collegamento tra scuola, territorio e imprese. Questi strumenti mirano a trasmettere alle nuove generazioni il valore del 'saper fare' e a ridurre la distanza tra scuola e mondo produttivo.

Michele Monaco

Articolo creato da

Michele Monaco

Redattore Michele Monaco è imprenditore, ricercatore e docente universitario con oltre vent'anni di esperienza nell'innovazione digitale, nella formazione e nella consulenza strategica. Laureato in Scienze Politiche e Internazionali, è CEO di Adventus Consulting Jdoo (Umag, Croazia dove risiede stabilmente) e Presidente Nazionale di ENBAS, ente bilaterale attivo nella formazione professionale e nelle politiche attive per il lavoro. In qualità di Coordinatore Nazionale dei Progetti di Ricerca presso ERSAF, guida iniziative che coniugano intelligenza artificiale e formazione, tra cui FindYourGoal.it, piattaforma di orientamento scuola-lavoro basata sul modello LifeComp, Avatar4University.Org, sistema AI per la creazione di corsi universitari con avatar docente, KeepYouCare.it, piattaforma di telemedicina, telesoccorso e telerefertazione. È inoltre Delegato della Regione Calabria presso il Ministero degli Esteri per la Cooperazione Internazionale ed è membro del tavolo delle regioni, dove coordina un progetto per la creazione di un Hub Formativo in Tunisia. Docente a contratto di Diritto dell'Economia e Diritto Internazionale presso la SSML di Lamezia Terme e presso l'Università Telematica eCampus, è autore di pubblicazioni in ambito pedagogico sulle competenze caratteriali e il framework LifeComp. Ha tenuto interventi al Senato della Repubblica, alla Camera dei Deputati, in Regione Lombardia e a Buenos Aires su temi che spaziano dalla pedagogia speciale, alla telemedicina ed alla cooperazione internazionale. Innovation Manager certificato MISE, unisce visione strategica e competenza tecnologica con una vocazione per il dialogo istituzionale e la ricerca applicata.

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