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Sardegna 2026/2027: il 16 settembre tra i rientri più tardivi d'Italia
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Sardegna 2026/2027: il 16 settembre tra i rientri più tardivi d'Italia

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Approvato dalla Giunta sarda il calendario 2026/2027: lezioni dal 16 settembre all'8 giugno. Date delle vacanze e confronto con le altre regioni italiane.

La Giunta regionale della Sardegna ha approvato il calendario scolastico 2026/2027 con delibera del 29 aprile 2026, su proposta dell'assessora alla Pubblica istruzione Ilaria Portas. Le lezioni inizieranno il 16 settembre 2026 e si concluderanno l'8 giugno 2027, per un totale di 204 giorni di attività didattica, 203 nei casi in cui la festa del Santo Patrono locale cada in giorno feriale.

Vacanze e sospensioni: tutte le date ufficiali

Le principali pause dell'anno scolastico sono già definite. Le vacanze natalizie coprono dal 23 al 31 dicembre 2026 e dal 2 al 5 gennaio 2027, per dodici giorni complessivi di sospensione. La pausa pasquale va dal 25 al 27 marzo 2027 e comprende anche il 30 marzo, giornata successiva alla settimana di Pasqua. vacanze di Pasqua e ponti di aprile nelle scuole italiane

Il 9 febbraio, Martedì Grasso, è sospensione prevista nel calendario regionale. A queste pause si aggiunge il 28 aprile, Sa Die de sa Sardigna, festività regionale della Sardegna. Il Consiglio d'Istituto di ogni scuola dispone inoltre di 2 giorni aggiuntivi da collocare nel corso dell'anno, ridotti a 1 se la festa del Santo Patrono cade in giorno di lezione.

Per le scuole dell'infanzia l'anno scolastico si prolunga fino al 30 giugno 2027, tre settimane dopo la chiusura degli altri ordini scolastici. Questo prolungamento risponde alle esigenze delle famiglie con bambini piccoli, che necessitano di un servizio educativo più lungo rispetto alla primaria e alla secondaria. Le singole scuole possono adattare il calendario nell'ambito dell'autonomia organizzativa, a condizione che garantiscano il numero minimo di giorni di lezione previsti dalla normativa statale.

Il 16 settembre tra le date di rientro più tardive d'Italia

Tra le regioni che hanno già approvato il calendario 2026/2027, la Sardegna è tra quelle con la data d'inizio più posticipata. Quattro regioni tornano in aula tra il 7 e il 10 settembre: Bolzano apre le porte il 7 settembre, 9 giorni prima della Sardegna; Valle d'Aosta, Veneto e Trento iniziano il 10 settembre. Altre sei regioni (Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Umbria, Lazio, Sicilia e Toscana) avviano le lezioni tra il 14 e il 15 settembre, 1-2 giorni prima della Sardegna. Complessivamente, 10 regioni su 11 che hanno già deliberato il calendario iniziano prima del 16 settembre sardo.

Solo la Puglia, con il 17 settembre, ha fissato un avvio più tardivo tra i calendari finora deliberati. Per uno studente sardo, il 16 settembre equivale a circa una settimana in più di vacanza estiva rispetto a un compagno di Bolzano, con un termine dell'anno scolastico fissato all'8 giugno, in linea con le principali regioni italiane.

Le variazioni nelle date d'inizio riflettono l'autonomia regionale nella definizione del calendario scolastico, nel rispetto del monte ore minimo nazionale. Esigenze climatiche, territoriali e turistiche contribuiscono a modulare inizio e fine dell'anno. il dibattito sul calendario scolastico: le famiglie in Emilia Romagna chiedono modifiche

Sa Die de sa Sardigna: il giorno di vacanza che solo la Sardegna ha

Nel calendario 2026/2027 il 28 aprile ha un peso culturale preciso: è Sa Die de sa Sardigna, festività regionale istituita nel 1993 con legge della Regione Sardegna. Ricorda la rivolta popolare del 28 aprile 1794 contro la dominazione piemontese, nota come i Vespri Sardi. Per gli studenti sardi significa un giorno libero che i coetanei nelle altre regioni non hanno: quella mattina le scuole lombarde, laziali e siciliane sono regolarmente aperte.

Aprile 2027 diventa così il mese con la maggiore concentrazione di festività nel calendario sardo: il 25 aprile (Festa della Liberazione), il 28 aprile (Sa Die de sa Sardigna) e il 1° maggio (Festa del Lavoro) si succedono nel giro di una settimana. Per le scuole che devono organizzare verifiche o attività di recupero, questa sequenza richiede una pianificazione anticipata.

Il calendario 2026/2027 è ora ufficiale. Le scuole possono integrarlo con i 2 giorni a disposizione del Consiglio d'Istituto, da comunicare alle famiglie prima dell'avvio del 16 settembre. Per chi frequenta o insegna in un istituto tecnico, vale la pena verificare anche le novità previste per questo stesso anno scolastico. le novità per gli istituti tecnici a partire dall'anno scolastico 2026/2027

Pubblicato il: 30 aprile 2026 alle ore 09:20

Domande frequenti

Quando inizia e quando termina l'anno scolastico 2026/2027 in Sardegna?

L'anno scolastico 2026/2027 in Sardegna inizia il 16 settembre 2026 e termina l'8 giugno 2027, per un totale di 204 giorni di attività didattica.

Quali sono le principali vacanze e sospensioni previste dal calendario scolastico sardo?

Le principali sospensioni sono le vacanze natalizie (dal 23 al 31 dicembre 2026 e dal 2 al 5 gennaio 2027), la pausa pasquale (dal 25 al 27 marzo e il 30 marzo 2027), Martedì Grasso (9 febbraio 2027) e Sa Die de sa Sardigna (28 aprile 2027). Ogni scuola può inoltre aggiungere fino a 2 giorni di sospensione.

Come si colloca la data di inizio della scuola in Sardegna rispetto alle altre regioni italiane?

La Sardegna ha uno dei rientri più tardivi d'Italia: solo la Puglia inizia più tardi (il 17 settembre), mentre altre 10 regioni iniziano le lezioni tra il 7 e il 15 settembre.

Cosa rappresenta Sa Die de sa Sardigna e perché è importante nel calendario scolastico?

Sa Die de sa Sardigna è una festività regionale che si celebra il 28 aprile e ricorda la rivolta popolare del 1794 contro la dominazione piemontese. Per gli studenti sardi rappresenta un giorno di vacanza unico rispetto al resto d'Italia.

Quali differenze sono previste per le scuole dell'infanzia rispetto agli altri ordini scolastici?

Per le scuole dell'infanzia l'anno scolastico termina il 30 giugno 2027, circa tre settimane dopo la chiusura degli altri ordini, per rispondere alle esigenze delle famiglie con bambini piccoli.

Le scuole possono modificare il calendario scolastico regionale?

Sì, le singole scuole possono adattare il calendario nell'ambito dell'autonomia organizzativa, purché venga rispettato il numero minimo di giorni di lezione previsto dalla normativa nazionale.

Antonello Torchia

Articolo creato da

Antonello Torchia

Direttore Responsabile di EduNews24.it Antonello Torchia è giornalista professionista, politologo e geografo, con un percorso formativo e professionale di ampio respiro che integra competenze in ambito economico, geopolitico, comunicativo e territoriale. Vanta una solida formazione accademica multidisciplinare: ha conseguito la Laurea in Economia e Commercio (quadriennale, Vecchio Ordinamento), la Laurea Magistrale in Relazioni Internazionali (LM-52) con la votazione di 110/110 e lode, e la Laurea Magistrale in Scienze Geografiche (LM-80). Un trittico di competenze che gli consente di leggere i fenomeni contemporanei con una prospettiva che abbraccia le dinamiche economiche, le relazioni tra Stati e le dimensioni spaziali e territoriali della società. Nel corso della sua carriera ha maturato una significativa esperienza nella comunicazione istituzionale e politica, collaborando con emittenti televisive e testate della carta stampata. Questa esperienza sul campo gli ha conferito una padronanza trasversale dei linguaggi mediatici, dalla televisione al digitale. Attualmente ricopre il ruolo di Direttore Responsabile di EduNews24.it, testata giornalistica online dedicata al mondo dell'istruzione, della formazione e delle politiche educative italiane ed europee, dove cura la linea editoriale e supervisiona la produzione di contenuti rivolti a docenti, studenti, istituzioni e operatori del settore educativo. È inoltre docente di Comunicazione presso la SSML Città di Lamezia Terme, istituto universitario specializzato nella mediazione linguistica, dove mette a disposizione delle nuove generazioni di professionisti della comunicazione il proprio bagaglio di competenze giornalistiche, analitiche e accademiche.

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