Caterina Balivo ha definito la scuola italiana "anacronistica" e ha chiesto di rivedere la durata delle vacanze: "Che senso ha tenere a casa i ragazzi per tre mesi?". La conduttrice, intervistata dal Corriere della Sera, non è sola: la petizione "Ristudiamo il calendario" ha superato le 79mila firme ed è stata consegnata al Senato.
Il calendario italiano è tra i più lunghi in Europa
Secondo il rapporto The Organisation of School Time in Europe curato dalla rete Eurydice della Commissione europea, in Italia gli studenti restano a casa fino a 13 settimane consecutive tra giugno e settembre, con punte di 14 settimane in alcune regioni. La media dei paesi Ue è di 10 settimane, con il minimo a 6 settimane in Germania e nel Regno Unito. Anche la Francia, con le grandes vacances, non supera le 8 settimane. Solo Spagna e Portogallo restano vicine ai livelli italiani, sopra le 11 settimane.
Il dato non è nuovo, ma torna al centro del dibattito ogni fine agosto. Balivo, madre di due figli di nove e quattordici anni, ha legato la durata della pausa al lavoro dei genitori: "Quasi sempre entrambi lavorano, i bambini passano da un centro estivo a un'attività sportiva, con costi non sempre sostenibili per tutti". Chi propone di accorciare la pausa deve però indicare quali servizi entrano al suo posto e con quali risorse, perché nel confronto europeo l'Italia non compensa la lunga chiusura con un tempo scuola quotidiano più corto.
Il conto per le famiglie: 530 euro a figlio
Il sondaggio 2025 di WeWorld e Mammadimerda su oltre 3.000 famiglie quantifica il peso della chiusura estiva. La spesa media per figlio è di 530 euro per coprire solo una parte delle settimane senza scuola, con 540 euro al Nord contro 430 al Sud: una differenza che riflette il costo dei centri estivi comunali e privati, non l'uso effettivo dei servizi.
Il 46% dei genitori, quasi uno su due, segnala difficoltà nel rientro a scuola dei figli a settembre; nelle famiglie con bambini con disabilità la quota sale al 54%. Il 5,1% dei rispondenti dichiara di aver lasciato il lavoro nell'estate per gestire i figli, il 4,6% ha rinunciato a incarichi professionali. La percentuale supera il 10% dove ci sono figli con disabilità. A pagare il conto sono soprattutto le madri: la partecipazione delle donne italiane al mercato del lavoro resta di oltre 17 punti sotto la media europea, e la stagione estiva è uno dei momenti in cui il divario si allarga.
Cosa significa riformare il calendario
La petizione presentata al Senato chiede due cose: apertura delle scuole a giugno e luglio con attività extrascolastiche e tempo pieno obbligatorio fino a 14 anni. Non è una richiesta di cancellare le vacanze, ma di offrire un'alternativa pubblica ai centri estivi privati. Il modello è quello dei Ferienbetreuung tedeschi o dei centres de loisirs francesi, finanziati dai comuni con tariffe progressive legate al reddito.
Sul piano pratico, cambiare il calendario significa toccare orari di lezione, contratti Ata, refezione e trasporto scolastico. Il margine varia da regione a regione: le date di apertura dell'anno scolastico 2026/27 regione per regione mostrano già uno scarto di due settimane fra la prima campanella al Nord e l'ultima al Sud. Alcune amministrazioni intanto rivedono altri pezzi del sistema, dal nuovo modello di recupero delle insufficienze introdotto in Trentino all'arrivo di Google Gemini nelle classi con licenze AI Plus gratuite, senza però un intervento organico sul tempo scuola.
Il dossier è ora in mano alla commissione Istruzione del Senato. Senza una copertura finanziaria per il tempo pieno esteso e per i servizi estivi comunali, la petizione resta un segnale politico. Il confronto europeo pubblicato dalla rete Eurydice è però esplicito: in Italia si sta più tempo a casa che in quasi tutta l'Unione.
Domande frequenti
Perché il calendario scolastico italiano prevede vacanze estive così lunghe rispetto agli altri paesi europei?
Il calendario scolastico italiano prevede fino a 13 settimane di vacanze estive, una delle durate più lunghe in Europa, superando la media UE di 10 settimane. Questa tradizione non è compensata da un maggiore tempo scuola durante l'anno, e solo Spagna e Portogallo hanno una pausa estiva simile.
Quali sono le principali criticità per le famiglie causate dalla lunga chiusura estiva delle scuole?
Le famiglie devono spesso affrontare costi elevati per centri estivi o attività alternative, con una spesa media di 530 euro a figlio, che può aumentare al Nord. Inoltre, quasi la metà dei genitori segnala difficoltà nel rientro a scuola e alcune madri sono costrette a lasciare il lavoro o rinunciare a incarichi professionali.
Cosa propone la petizione 'Ristudiamo il calendario' consegnata al Senato?
La petizione chiede l'apertura delle scuole a giugno e luglio con attività extrascolastiche e l'introduzione del tempo pieno obbligatorio fino a 14 anni. L'obiettivo non è eliminare le vacanze, ma offrire una valida alternativa pubblica ai centri estivi privati.
Quali modelli europei vengono presi come riferimento per riformare il calendario scolastico italiano?
Si fa riferimento ai Ferienbetreuung tedeschi e ai centres de loisirs francesi, che sono servizi estivi finanziati dai comuni e con tariffe progressive in base al reddito. Questi modelli mirano a offrire supporto alle famiglie durante la pausa estiva, integrando il sistema scolastico.
Quali sono le principali difficoltà nell'attuare una riforma del calendario scolastico in Italia?
Riformare il calendario implica modificare orari di lezione, contratti del personale Ata, servizi di refezione e trasporto scolastico, con variazioni tra regioni. Inoltre, senza una copertura finanziaria per tempo pieno e servizi estivi comunali, le proposte rischiano di restare solo iniziative simboliche.