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Ue: i livelli di apprendimento nella scuola italiana sono inferiori al pre-Covid: al Sud 46% senza competenze base
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Ue: i livelli di apprendimento nella scuola italiana sono inferiori al pre-Covid: al Sud 46% senza competenze base

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La Commissione europea rileva risultati di apprendimento fragili in Italia. Nel Sud il 46% degli alunni non raggiunge le competenze di base.

I risultati di apprendimento in Italia non sono tornati ai livelli pre-pandemici e restano fragili. Lo afferma la Commissione europea nelle raccomandazioni specifiche per l'Italia pubblicate il 3 giugno 2026 a Bruxelles, che chiedono ulteriori sforzi per affrontare esiti scolastici deboli e disomogenei e per migliorare l'occupabilità dei laureati nel mercato del lavoro.

I divari territoriali e sociali

Nel Mezzogiorno il 46% degli alunni non raggiunge le competenze di base, secondo i dati richiamati dall'esecutivo Ue. Il divario non è solo geografico: gli studenti svantaggiati hanno circa il triplo delle probabilità di ottenere risultati inferiori rispetto ai coetanei più avvantaggiati. Per la Commissione, il quadro impone una maggiore attenzione e interventi mirati sulle scuole con i risultati peggiori, dove la concentrazione di fragilità riduce le possibilità di recupero. Nel documento Bruxelles mette in fila apprendimento, equità e transizione al mercato del lavoro: gli esiti universitari restano un punto critico per l'inserimento occupazionale dei laureati italiani, segnalati come tema da affrontare con interventi specifici. La fragilità degli apprendimenti rilevata a sei anni dall'inizio della pandemia indica per la Commissione un recupero lento e non lineare, con un peso decisivo delle condizioni socio-economiche di partenza. Il dato del Mezzogiorno è quello che pesa di più sulla media nazionale.

Le leve indicate: Pnrr, Piano Estate, professione docente

Tra le misure suggerite figurano incentivi per attrarre insegnanti esperti nelle scuole più in difficoltà e l'espansione del tempo pieno, sfruttando gli investimenti infrastrutturali del Piano nazionale di ripresa e resilienza. La Commissione cita anche l'ampliamento di iniziative come il Piano Estate e raccomanda che i programmi di studio adottino un approccio basato sulle competenze, integrando gli strumenti già finanziati dal Pnrr. Sul fronte del personale, aumentare l'attrattiva della professione docente è ritenuto fondamentale. Sulla scia della riforma del Pnrr, l'esecutivo Ue chiede condizioni di impiego più stabili per i docenti non di ruolo, un collegamento più chiaro tra stipendi, qualifiche e rendimento e maggiori opportunità di sviluppo professionale e mobilità. Il quadro indicato unisce dunque interventi sulla struttura organizzativa delle scuole e sulla carriera dei docenti, con l'obiettivo di chiudere il divario di competenze rilevato in particolare nel Sud. Per Bruxelles non si tratta di linee di indirizzo astratte: i fondi del Pnrr costituiscono la leva finanziaria già disponibile, mentre Piano Estate e tempo pieno rappresentano modelli organizzativi sui quali costruire la prossima fase. La precarietà del personale non di ruolo è indicata come uno degli ostacoli da rimuovere per consolidare i risultati.

Le Raccomandazioni semestre europeo per l'Italia - Commissione europea saranno discusse dal Consiglio dell'Unione europea e dovrebbero essere adottate nelle prossime settimane. Gli orientamenti diventeranno il riferimento che il governo italiano è chiamato a tradurre nei prossimi provvedimenti su scuola, formazione e attuazione del Pnrr.

Domande frequenti

Qual è la situazione attuale dei livelli di apprendimento nella scuola italiana rispetto al periodo pre-Covid?

I livelli di apprendimento in Italia non sono ancora tornati ai valori pre-pandemici e restano fragili, con un recupero lento e non lineare secondo la Commissione europea.

Quali sono i principali divari evidenziati dalla Commissione europea nel sistema scolastico italiano?

La Commissione sottolinea forti divari territoriali e sociali, con il 46% degli studenti nel Mezzogiorno senza competenze di base e una maggiore probabilità di risultati scolastici inferiori tra gli studenti svantaggiati rispetto ai coetanei più avvantaggiati.

Quali misure sono state suggerite per migliorare i risultati scolastici in Italia?

Sono suggeriti incentivi per attrarre insegnanti esperti nelle scuole più in difficoltà, l'espansione del tempo pieno, l'ampliamento di iniziative come il Piano Estate e l'adozione di programmi di studio basati sulle competenze, sfruttando i fondi del Pnrr.

Perché la Commissione europea ritiene importante aumentare l'attrattività della professione docente?

Aumentare l'attrattività della professione docente è considerato fondamentale per garantire personale qualificato e stabile, collegando stipendi, qualifiche e rendimento, e offrendo maggiori opportunità di sviluppo professionale e mobilità.

Che ruolo hanno il Pnrr e il Piano Estate nel miglioramento del sistema educativo italiano secondo Bruxelles?

Il Pnrr rappresenta la principale leva finanziaria per interventi strutturali nelle scuole, mentre il Piano Estate e il tempo pieno sono indicati come modelli organizzativi su cui costruire la prossima fase di miglioramento.

Pubblicato il: 3 giugno 2026 alle ore 12:07

Natale Labia

Articolo creato da

Natale Labia

Giornalista Professionista Giornalista con oltre 30 anni di esperienza, laureato in scienze politiche e relazioni internazionali all’Università La Sapienza di Roma, collaboro a contratto con L’Edicola e Il Mattino di Puglia e Basilicata dove mi occupo di politica e di economia. Per Edunews24 curo l’informazione politica relativa ai temi dell’Istruzione. In particolare, scrivendo delle attività istituzionali con un focus sia sulle iniziative e sui programmi dei Ministeri dell’Istruzione e del Merito, dell’Università e della Ricerca e della Cultura che su quelle delle commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Inoltre, sono amministratore unico di Italialab srl con cui curo uffici stampa pubblici e privati e sviluppo programmi di valorizzazione culturale e di promozione territoriale. In passato ho collaborato con testate nazionali e regionali, in particolare pugliesi, e ho scritto i volumi Il sindaco di Tutti, edito da Il Castello editore e Dal Rosso al Nero. Ho partecipato al volume collettivo edito dalla Fondazione Tatarella e da Giubilei Regnani editore sui trent’anni dalla fondazione di Alleanza nazionale. Per tre legislature sono stato collaboratore parlamentare occupandomi di legge di bilancio e di politiche agroalimentari con particolare riferimento all’export del Made in Italy e al contrasto dell’Italian sounding, collaborando con le Camera di commercio italiane all’estero. Appassionato di storia, di sociologia e di costume, spesso racconto all’interno delle collaborazioni giornalistiche i cambiamenti della società italiana e internazionale attraverso gli usi, le abitudini e i protagonisti che hanno accompagnato negli anni lo sviluppo e la crescita sociale e culturale. Pugliese di nascita, vivo a Roma o in un ipotetico altrove.

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