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Trasferimenti docenti 2026/27: 46.826 posti residui, -10,7% sul 2025
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Trasferimenti docenti 2026/27: 46.826 posti residui, -10,7% sul 2025

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Pubblicati gli esiti della mobilità 2026/27: 46.826 posti residui dopo i trasferimenti, -10,7% sull'anno scorso. Sostegno calato del 20,4%.

Sono 46.826 i posti residui sull'organico di diritto della scuola italiana dopo la mobilità docenti 2026/2027, secondo i dati elaborati da UIL Scuola Rua sugli esiti pubblicati il 29 maggio dal Ministero. L'anno scorso, alla stessa fase, erano 52.460: il saldo è di 5.634 posti in meno, cioè il 10,7%. Il calo non è uniforme, perché il sostegno scende il doppio rispetto ai posti comuni.

Quadro nazionale dopo i trasferimenti

L'algoritmo ministeriale ha gestito circa 100.000 domande tra trasferimenti, passaggi di cattedra e passaggi di ruolo, in base all'Ordinanza ministeriale 43/2026 e CCNI mobilità 2025-2028. La procedura si articola in tre fasi sequenziali: movimenti nello stesso comune, poi tra comuni della stessa provincia, infine mobilità interprovinciale e passaggi di ruolo. Nella terza fase opera l'accantonamento del 50% dei posti per le immissioni in ruolo.

I 46.826 posti residui si distribuiscono così per grado di scuola:

  • Infanzia: 4.240 posti (3.454 comune, 786 sostegno)
  • Primaria: 18.799 posti (10.584 comune, 8.215 sostegno)
  • Secondaria di I grado: 7.734 posti (6.330 comune, 1.404 sostegno)
  • Secondaria di II grado: 16.053 posti (14.997 comune, 1.056 sostegno)

Sostegno: cattedre vuote calano del 20%, in II grado quasi dimezzate

Il dato più netto riguarda i posti di sostegno: nell'intero Paese scendono a 11.461, contro i 14.395 del 2025/2026 censiti da FLC CGIL. La differenza è di 2.934 posti in meno, pari al 20,4%, più del doppio della contrazione registrata sui posti comuni, scesi solo del 7,1%. Il fenomeno è ancora più marcato nella secondaria di secondo grado, dove i residui di sostegno passano da 2.038 a 1.056 in dodici mesi: -48,2%.

Sul piano percentuale, l'anno scorso il sostegno pesava per il 27,4% dei posti residui complessivi; oggi scende al 24,5%. Nell'infanzia il totale dei vacanti cresce a 4.240 da 3.409 (+24,4%) solo grazie al posto comune, salito di 1.043 unità: il sostegno passa invece da 998 a 786 cattedre, in calo del 21,2%. Anche la primaria perde 1.348 posti residui sul sostegno (-14,1%) e la secondaria di primo grado ne perde 392 (-21,8%).

La lettura è duplice. Meno residui sul sostegno significa o che più docenti hanno trovato sede in mobilità, oppure che l'organico di diritto è stato compresso prima della procedura. La distinzione non è accademica: nel primo caso si traduce in maggiore continuità didattica per gli alunni con disabilità, nel secondo in cattedre coperte poi con supplenze annuali, spesso affidate a docenti senza specializzazione. Il bilancio definitivo dipenderà dall'organico di fatto che il Ministero pubblicherà in vista delle immissioni in ruolo e delle GPS, attese tra fine luglio e agosto.

Reclami entro il 7 giugno, poi spazio a immissioni e supplenze

Chi ha presentato domanda consulta l'esito sul portale Istanze Online e riceve una mail all'indirizzo registrato. Avverso il provvedimento è ammesso reclamo entro 10 giorni dalla pubblicazione: la scadenza è il 7 giugno 2026. Le precedenze sono disciplinate dall'art. 13 del CCNI 10 marzo 2026, con priorità al rientro del perdente posto nella scuola di precedente titolarità, poi alla Legge 104/92 personale e quindi all'assistenza a figlio, coniuge, genitore in quest'ordine.

I 46.826 posti che restano scoperti alimenteranno le immissioni in ruolo e poi le supplenze annuali. Nei gradi dove l'algoritmo ha trovato meno sedi, sostegno e infanzia, è il concorso PNRR2 per infanzia e primaria a definire l'offerta di organico stabile. Per la secondaria pesano invece i numeri del concorso PNRR2 sui posti vacanti e i passaggi della prova suppletiva del concorso secondaria.

Il dato vero da osservare non è il calo del totale ma la differenza tra gradi: chi punta a una cattedra di sostegno trova ancora 8.215 posti residui in primaria, mentre nella secondaria di secondo grado lo spazio si è ridotto a 1.056 sedi sull'intero territorio nazionale.

Domande frequenti

Quanti sono i posti residui disponibili dopo i trasferimenti docenti 2026/27 e come si distribuiscono tra i diversi gradi scolastici?

I posti residui sono 46.826, distribuiti tra infanzia (4.240), primaria (18.799), secondaria di I grado (7.734) e secondaria di II grado (16.053). La suddivisione distingue tra posto comune e sostegno in ogni grado.

Perché si è registrato un calo dei posti residui rispetto all'anno precedente?

Il calo di 5.634 posti residui (-10,7%) rispetto al 2025 è dovuto sia all'aumento dei docenti che hanno trovato sede tramite mobilità, sia ad una possibile riduzione dell'organico di diritto prima delle procedure ministeriali.

Come sono cambiati i posti di sostegno rispetto all'anno scorso?

I posti di sostegno residui sono calati del 20,4% a livello nazionale, passando da 14.395 a 11.461. Il calo è particolarmente marcato nella secondaria di II grado, dove i posti sono quasi dimezzati (-48,2%).

Quali sono le conseguenze della diminuzione dei posti residui di sostegno?

La diminuzione può significare una maggiore continuità didattica per gli alunni con disabilità se più docenti si sono stabilizzati, oppure un aumento delle supplenze annuali se l'organico di diritto è stato ridotto, con cattedre affidate anche a non specializzati.

Cosa deve fare un docente che vuole contestare l'esito della mobilità?

Il docente può presentare reclamo entro 10 giorni dalla pubblicazione degli esiti, quindi entro il 7 giugno 2026. Gli esiti sono consultabili su Istanze Online e notificati tramite email.

Come verranno coperti i posti residui dopo la mobilità?

I posti residui saranno utilizzati per le immissioni in ruolo e, successivamente, per le supplenze annuali. Il loro effettivo utilizzo dipenderà anche dai risultati dei concorsi PNRR2 e dalle graduatorie GPS.

Pubblicato il: 4 giugno 2026 alle ore 13:42

Antonello Torchia

Articolo creato da

Antonello Torchia

Direttore Responsabile di EduNews24.it Antonello Torchia è giornalista professionista, politologo e geografo, con un percorso formativo e professionale di ampio respiro che integra competenze in ambito economico, geopolitico, comunicativo e territoriale. Vanta una solida formazione accademica multidisciplinare: ha conseguito la Laurea in Economia e Commercio (quadriennale, Vecchio Ordinamento), la Laurea Magistrale in Relazioni Internazionali (LM-52) con la votazione di 110/110 e lode, e la Laurea Magistrale in Scienze Geografiche (LM-80). Un trittico di competenze che gli consente di leggere i fenomeni contemporanei con una prospettiva che abbraccia le dinamiche economiche, le relazioni tra Stati e le dimensioni spaziali e territoriali della società. Nel corso della sua carriera ha maturato una significativa esperienza nella comunicazione istituzionale e politica, collaborando con emittenti televisive e testate della carta stampata. Questa esperienza sul campo gli ha conferito una padronanza trasversale dei linguaggi mediatici, dalla televisione al digitale. Attualmente ricopre il ruolo di Direttore Responsabile di EduNews24.it, testata giornalistica online dedicata al mondo dell'istruzione, della formazione e delle politiche educative italiane ed europee, dove cura la linea editoriale e supervisiona la produzione di contenuti rivolti a docenti, studenti, istituzioni e operatori del settore educativo. È inoltre docente di Comunicazione presso la SSML Città di Lamezia Terme, istituto universitario specializzato nella mediazione linguistica, dove mette a disposizione delle nuove generazioni di professionisti della comunicazione il proprio bagaglio di competenze giornalistiche, analitiche e accademiche.

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