Tiziana ha dieci anni, vive a Filicudi e vuole restare. A settembre inizierà la scuola secondaria, ma sull'isola il Cpe (corso di preparazione agli esami di scuola media) non esiste più. Ha scritto alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni: "Ho solo 10 anni e chiedo di avere le stesse opportunità degli altri bambini." La lettera è diventata un caso nazionale. Ma il problema che descrive va ben oltre Filicudi.
Due insegnanti, non otto
Filicudi fa parte dell'Istituto Comprensivo Isole Eolie, che conta 17 plessi distribuiti su sette isole dell'arcipelago eoliano. Quando la madre di Tiziana ha chiesto il ripristino del Cpe, le istituzioni hanno risposto: non è possibile inviare 8 docenti sull'isola per una sola alunna.
Il numero non corrisponde alla realtà del corso. "Il Cpe è sempre andato avanti con due soli docenti", scrive Tiziana nella lettera. Due, non otto. La differenza non è tecnica: 2 insegnanti sono una soluzione percorribile nel quadro del dimensionamento scolastico per le isole minori; 8 insegnanti sono un argomento usato per rendere il diniego automatico.
Secondo i dati dell'Atlante INDIRE delle piccole scuole (a.s. 2020/21), in Italia ci sono 1.688 piccole scuole secondarie di primo grado che coinvolgono 73.114 studenti: il 23,3% di tutte le scuole secondarie di primo grado. Le scuole nelle isole minori non sono un'eccezione impossibile. Filicudi ne ha già avute.
Ginostra sì, Filicudi no
A gennaio 2026, il sindaco di Lipari Riccardo Gullo ha riaperto la scuola primaria di Ginostra, una frazione di Stromboli con circa 30 abitanti, per una sola alunna (Aysha) con un'unica insegnante. La scuola era chiusa da vent'anni. La sezione infanzia di Alicudi, altra isola dell'arcipelago, è attiva per due bambini. In entrambi i casi l'Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia ha autorizzato la deroga.
Su Filicudi, stesso arcipelago, stesso Istituto Comprensivo, stessa normativa: la risposta è stata no.
Il DL n. 1 del 16 gennaio 2025, convertito con la legge n. 20 del 28 febbraio 2025, prevede esplicitamente che i dirigenti degli Uffici Scolastici Regionali autorizzino classi in deroga al numero minimo di alunni nelle zone insulane. Non serve una nuova legge: serve applicare quella esistente con la stessa volontà dimostrata a Ginostra.
Il punto è il confine tra i gradi scolastici: la deroga si applica per la scuola primaria e l'infanzia, ma non per la scuola secondaria di primo grado. Tiziana è la prova che finito il ciclo primario, il diritto all'istruzione in loco smette di essere garantito.
Il diritto allo studio non dipende dall'isola
La senatrice M5S Barbara Floridia ha annunciato un'interrogazione parlamentare citando gli articoli 3 e 34 della Costituzione: il diritto all'istruzione è obbligatorio e uguale per tutti, indipendentemente dalla residenza. La geografia non è una deroga costituzionale.
Il caso di Filicudi non è isolato. Il dimensionamento scolastico 2026-27 porterà 152 dirigenti scolastici in meno rispetto al 2024-25, con le aree periferiche e le isole tra le più esposte ai tagli. Quando la scuola chiude in un'isola, non si perde solo un plesso: si perde il motivo per cui le famiglie restano. Sul tema dei diritti scolastici che la legge garantisce ma che spesso occorre far valere, una recente sentenza del Consiglio di Stato riconosce il diritto agli strumenti compensativi per gli studenti con difficoltà: anche qui, la norma esiste ma deve essere imposta.
Valditara e Meloni hanno ora un'interrogazione in arrivo e un'attenzione mediatica difficile da ignorare. La risposta pratica esiste: ripristinare il Cpe di Filicudi con 2 insegnanti, come ha sempre funzionato, applicando lo strumento di deroga già previsto. Le preoccupazioni più ampie dei docenti sulle politiche scolastiche nazionali si sono già tradotte nello sciopero del 7 maggio contro le prove Invalsi e le indicazioni nazionali.
Tiziana ha scritto: "Non voglio andarmene." La legge le dice che non deve. Serve chi la applichi.
Domande frequenti
Perché a Filicudi non è possibile attivare il corso di preparazione agli esami di scuola media (Cpe)?
Secondo le istituzioni, non è possibile inviare otto docenti sull'isola per una sola alunna. Tuttavia, il Cpe in passato ha funzionato con solo due insegnanti, una soluzione già praticata e compatibile con il dimensionamento scolastico delle isole minori.
Come mai a Ginostra e Alicudi sono state autorizzate deroghe per le scuole e a Filicudi no?
A Ginostra e Alicudi, l'Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia ha concesso deroghe per attivare scuole con un numero minimo di alunni nella scuola primaria e dell'infanzia. A Filicudi, la deroga non viene applicata per la scuola secondaria di primo grado, evidenziando una disparità nell'applicazione della normativa.
Cosa prevede la normativa attuale per le scuole nelle isole minori?
La normativa (DL n. 1 del 2025 e legge n. 20 del 2025) consente ai dirigenti degli Uffici Scolastici Regionali di autorizzare classi in deroga al numero minimo di alunni nelle zone insulari, ma questa deroga è di fatto applicata solo alla primaria e all'infanzia, non alla secondaria di primo grado.
Quali sono le conseguenze della chiusura delle scuole nelle isole minori?
La chiusura delle scuole nelle isole minori non comporta solo la perdita di un plesso scolastico, ma rende più difficile per le famiglie restare sull'isola. Inoltre, si rischia di compromettere il diritto all'istruzione previsto dalla Costituzione per tutti i bambini, a prescindere dalla residenza.
Cosa chiedono Tiziana e la sua famiglia alle istituzioni?
Tiziana e la sua famiglia chiedono il ripristino del Cpe sull'isola di Filicudi, affinché anche lei possa frequentare la scuola secondaria senza dover lasciare la propria casa. Chiedono che venga applicata la normativa esistente con la stessa volontà dimostrata in altre isole dell'arcipelago.
Cosa sta succedendo a livello nazionale riguardo al dimensionamento scolastico?
Dal 2026-27 ci saranno 152 dirigenti scolastici in meno rispetto al 2024-25, con le aree periferiche e le isole particolarmente colpite dai tagli. Questo rende ancora più urgente garantire il diritto all'istruzione nelle zone più disagiate.