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TAR Veneto conferma la bocciatura: sei insufficienze pesano più del BES
Scuola

TAR Veneto conferma la bocciatura: sei insufficienze pesano più del BES

Sentenza TAR Veneto 1650/2026: sei insufficienze e assenze oltre soglia non si compensano con lo status BES. Cosa cambia per famiglie e scuole.

Sei insufficienze in pagella, tra cui un 4 in Inglese al liceo linguistico, non si compensano con lo status BES né con l'assenza di corsi di recupero. La Sezione IV del TAR Veneto lo ha stabilito con la sentenza n. 1650/2026 depositata il 24 luglio 2026, respingendo il ricorso di una studentessa padovana di un istituto paritario contro il provvedimento di non ammissione all'esame di Stato.

Il caso: sei materie insufficienti e la deroga sulle assenze

La studentessa aveva frequentato la quinta del liceo linguistico paritario di Padova nell'anno scolastico 2025/2026. Al termine dello scrutinio il consiglio di classe le aveva assegnato 5 in Italiano, 4 in Inglese, 5 in Spagnolo, 5 in Storia, 5 in Filosofia e 5 in Scienze. Il verbale segnalava anche una frequenza irregolare, al punto che la scuola aveva dovuto salvare la validità dell'anno derogando al limite massimo di assenze. Il ricorso poggiava su tre pilastri: la condizione BES mai formalizzata in un piano di supporto personalizzato, l'assenza di corsi di recupero strutturati nel pentamestre, il metodo di calcolo delle medie contestato come arrotondamento per difetto. Secondo la difesa, applicando le regole aritmetiche solo Inglese (4,2) e Scienze (5,08) sarebbero risultate realmente insufficienti.

Cosa dice davvero l'art. 13 del D.lgs. 62/2017

L'ammissione alla maturità non è una scelta discrezionale slegata dai voti. Il Decreto legislativo 62/2017 sulla valutazione e gli esami di Stato richiede la sufficienza in ogni disciplina e nel voto di condotta e prevede una sola valvola: il consiglio di classe, con adeguata motivazione, può ammettere lo studente in presenza di una sola insufficienza. Con sei materie sotto il sei la deroga era giuridicamente preclusa, tanto più che due delle insufficienze riguardavano lingue caratterizzanti del linguistico. Il quadro nazionale rende la sentenza ancora più significativa: secondo il comunicato MIM sugli esiti di scrutini ed esami 2025/2026 i candidati ammessi alla maturità 2025/2026 sono stati il 96,7%, in crescita rispetto al 96,5% del 2024/2025, con il 99,8% dei presenti che ha ottenuto il diploma. Un approfondimento sui divari territoriali fra ammessi e voti mostra però come dietro la media nazionale si nascondano regioni con quote di esclusi anche doppie.

I tre paletti che il TAR fissa ai ricorsi

  • Discrezionalità tecnica dei docenti: la valutazione dello scrutinio è un atto insindacabile dal giudice amministrativo salvo palese illogicità, e conta il livello di preparazione oggettivo, non la media aritmetica dei voti.
  • Tutele BES condizionate alla collaborazione della famiglia: l'attivazione di un piano personalizzato presuppone la richiesta esplicita e la buona fede della famiglia durante l'anno scolastico, non può essere invocata a posteriori davanti al voto negativo.
  • Corsi di recupero non vincolanti: eventuali carenze della scuola nell'organizzazione dei corsi extrascolastici non inficiano la legittimità della bocciatura, che si basa solo sulle competenze effettive dello studente al momento dello scrutinio.

Cosa cambia per famiglie e scuole

Il messaggio giurisprudenziale converge da mesi. Il pronunciamento del TAR di Milano sull'ammissione con riserva ha ricordato che lo strumento cautelare può consentire di sostenere le prove in attesa del merito, ma non sostituisce una preparazione reale: l'orale poi certifica o smentisce. Il TAR Veneto aggiunge un tassello: le bocciature di merito, quelle sostenute da un quadro coerente di insufficienze, restano quasi sempre in piedi anche in appello. L'indicazione operativa per le famiglie è chiara: le tutele BES vanno chieste in autunno, non a maggio, e vanno formalizzate in un percorso condiviso con i docenti fin dall'inizio dell'anno. Contano anche i fattori meno visibili sul rendimento: uno studio sull'impatto dei social precoci sui voti INVALSI mostra che le lacune costruite negli anni difficilmente si colmano in poche settimane di ripasso.

La legge tollera una insufficienza motivata, non un quadro complessivo di lacune. Chi arriva allo scrutinio finale contando su una deroga fuori misura, oggi trova una porta chiusa e un giudice amministrativo che si limita a leggere il testo del decreto legislativo.

Domande frequenti

Perché il TAR Veneto ha confermato la bocciatura nonostante lo status BES della studentessa?

Il TAR Veneto ha confermato la bocciatura perché sei insufficienze in pagella non possono essere compensate dallo status BES, soprattutto se non formalizzato in un piano di supporto personalizzato durante l'anno scolastico.

Cosa prevede l’art. 13 del D.lgs. 62/2017 riguardo l’ammissione all’esame di Stato?

L’art. 13 richiede la sufficienza in tutte le discipline e nel voto di condotta, consentendo una sola insufficienza solo se adeguatamente motivata dal consiglio di classe. Con più di una materia insufficiente, la deroga all’ammissione all’esame di Stato non è possibile.

L’assenza di corsi di recupero può invalidare la bocciatura?

No, secondo il TAR, la mancanza di corsi di recupero strutturati non rende illegittima la bocciatura, che si basa esclusivamente sulle competenze effettive dello studente accertate allo scrutinio.

Quando e come deve essere attivato il percorso BES per avere valore?

Il percorso BES deve essere richiesto e formalizzato in un piano condiviso con i docenti fin dall’inizio dell’anno scolastico. Non può essere invocato a posteriori, davanti a un esito negativo.

Qual è il margine di discrezionalità dei docenti nella valutazione finale?

La valutazione dello scrutinio è considerata un atto di discrezionalità tecnica insindacabile dal giudice amministrativo, salvo casi di evidente illogicità; conta il livello oggettivo di preparazione, non la semplice media aritmetica dei voti.

Pubblicato il: 5 settembre 2026 alle ore 09:33

Savino Grimaldi

Articolo creato da

Savino Grimaldi

Giornalista Pubblicista Savino Grimaldi è un giornalista laureando in Economia e Commercio, con una solida esperienza maturata nel settore della formazione. Da anni lavora con competenza nell’ambito della formazione professionale, distinguendosi per una conoscenza approfondita delle politiche attive del lavoro e delle dinamiche che legano istruzione, occupazione e sviluppo delle competenze. Alla preparazione economica e professionale affianca una grande passione per la lettura e per il giornalismo, che ne arricchiscono il profilo umano e culturale. Spazia con disinvoltura tra diverse tematiche, offrendo sempre il proprio punto di vista con equilibrio, sensibilità e spirito critico.

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