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Flc Cgil Sicilia apre alle vaccinazioni in classe dopo il caso difterite
Scuola

Flc Cgil Sicilia apre alle vaccinazioni in classe dopo il caso difterite

Flc Cgil disponibile a portare i vaccini negli istituti. Copertura antipolio in Sicilia all'85,13% contro il 94,45% nazionale, ultima in Italia.

La Flc Cgil Sicilia si dice pronta a mettere a disposizione aule e personale per organizzare le vaccinazioni dentro gli istituti scolastici, in accordo con Asp e assessorato regionale alla Salute. La proposta arriva dopo la morte della piccola Anna Rosa, quattro anni, uccisa dalla difterite il 20 agosto a Palermo, in una città dove la malattia era considerata praticamente eradicata da decenni.

La proposta del sindacato e la task force regionale

Adriano Rizza, segretario generale della Flc Cgil Sicilia, e Franco Pignataro, coordinatore regionale dei dirigenti scolastici del sindacato, hanno chiesto risorse adeguate e un coordinamento chiaro tra istituzioni scolastiche e Asp nel protocollo d'intesa in fase di definizione con Regione, Ufficio Scolastico Regionale e Ordine dei medici. L'apertura si aggancia alla task force istituita dalla Regione a fine agosto, con il compito di monitorare i possibili casi di difterite e proporre interventi mirati per aumentare le coperture pediatriche.

L'idea del sindacato è semplice: aprire le aule al personale sanitario per organizzare giornate di vaccinazione dentro le scuole, così da portare la seduta nel luogo che i bambini frequentano ogni giorno, togliere alle famiglie la trafila del permesso di lavoro e recuperare i richiami saltati. Rizza e Pignataro citano la fragilità di un sistema che si affida solo alla corsa ai centri: le vaccinazioni a scuola, con il supporto delle Asp, semplificano la vita alle famiglie, garantiscono una maggiore adesione e proteggono l'intera comunità scolastica.

In Sicilia le coperture sono le più basse d'Italia

La Sicilia parte molto indietro. Secondo i dati del Ministero della Salute aggiornati al 31 dicembre 2024, la copertura a 24 mesi per l'antipolio, usata come indicatore dell'intero ciclo esavalente che protegge anche dalla difterite, si ferma all'85,13% nell'Isola. La media nazionale è del 94,45%, l'obiettivo fissato dall'Organizzazione mondiale della sanità è il 95%. L'Isola è ultima in Italia, oltre nove punti sotto la media e quasi dieci punti sotto la soglia di sicurezza collettiva.

Su 21 tra regioni e province autonome, solo 11 superano il 95%. Sotto il 90% restano solo Bolzano, all'87,11%, e la Sicilia. Il commento tecnico del Ministero della Salute sulle coperture vaccinali aggiornate al 31 dicembre 2024 mostra che il divario riguarda l'intero pacchetto contenuto nell'esavalente: difterite, tetano, pertosse, poliomielite, epatite B, Haemophilus influenzae di tipo b. Sul morbillo la forbice regionale va dall'87,98% siciliano al 98,11% del Molise.

L'effetto Anna Rosa e le domande aperte del protocollo

La reazione dopo la morte della bambina mostra che, quando la richiesta esplode, i centri vaccinali arrancano. In una sola giornata a Palermo l'esavalente somministrato è cresciuto del 70% rispetto allo stesso giorno del 2025, il dTaP per i richiami del 211%. Portare le sedute dentro le scuole servirebbe proprio a evitare che siano gli eventi tragici a innescare la corsa: uno sportello stabile nell'istituto regge meglio di un centro preso d'assalto per qualche settimana.

Il protocollo che Regione, Ufficio Scolastico e Ordine dei medici stanno definendo dovrà chiarire chi paga il personale sanitario in trasferta, chi gestisce il consenso informato con le famiglie e chi risponde in caso di reazione avversa. Le scuole sono già tenute a verificare la situazione vaccinale degli iscritti a inizio anno in base alla legge Lorenzin del 2017, ma il controllo formale non basta a colmare il gap: senza un canale che porti materialmente la dose ai bambini scoperti, il richiamo mancato resta mancato.

Il banco di prova sarà la firma del protocollo nelle prossime settimane e la sua traduzione in un calendario concreto di giornate vaccinali nei singoli istituti siciliani. Fino ad allora, la disponibilità del sindacato resta un'apertura, non ancora un servizio attivo per le famiglie.

Domande frequenti

Perché la Flc Cgil Sicilia propone le vaccinazioni direttamente nelle scuole?

La proposta nasce per facilitare l’accesso alle vaccinazioni e recuperare i richiami mancati, portando le sedute dove i bambini sono ogni giorno. In questo modo si semplifica la vita alle famiglie, si garantisce una maggiore adesione e si protegge meglio la comunità scolastica.

Qual è la situazione delle coperture vaccinali in Sicilia rispetto al resto d’Italia?

La Sicilia ha la copertura vaccinale più bassa d’Italia: l’85,13% per l’antipolio (indicatore dell’esavalente) contro una media nazionale del 94,45%. Solo Bolzano ha una copertura simile, mentre l’obiettivo dell’OMS è il 95%.

Quali sono le principali difficoltà organizzative per le vaccinazioni in classe?

Restano da chiarire aspetti come il pagamento del personale sanitario in trasferta, la gestione del consenso informato con le famiglie e la responsabilità in caso di reazioni avverse. Questi punti saranno definiti nel protocollo d’intesa tra Regione, Ufficio Scolastico e Ordine dei medici.

Cosa ha spinto la nascita dell’iniziativa delle vaccinazioni a scuola?

La proposta è stata accelerata dalla morte di una bambina di quattro anni per difterite a Palermo, che ha evidenziato la fragilità del sistema attuale e la necessità di aumentare le coperture vaccinali pediatriche in Sicilia.

Quando saranno operative le vaccinazioni nelle scuole siciliane?

Al momento la proposta della Flc Cgil Sicilia rappresenta solo una disponibilità; il servizio non è ancora attivo. Si attende la firma del protocollo e la definizione di un calendario concreto di giornate vaccinali nei singoli istituti.

Come vengono attualmente controllate le vaccinazioni degli studenti nelle scuole?

Le scuole sono tenute a verificare la situazione vaccinale degli iscritti a inizio anno, in base alla legge Lorenzin del 2017. Tuttavia, il controllo formale da solo non è sufficiente a colmare il gap nelle coperture vaccinali effettive.

Pubblicato il: 5 settembre 2026 alle ore 09:51

Savino Grimaldi

Articolo creato da

Savino Grimaldi

Giornalista Pubblicista Savino Grimaldi è un giornalista laureando in Economia e Commercio, con una solida esperienza maturata nel settore della formazione. Da anni lavora con competenza nell’ambito della formazione professionale, distinguendosi per una conoscenza approfondita delle politiche attive del lavoro e delle dinamiche che legano istruzione, occupazione e sviluppo delle competenze. Alla preparazione economica e professionale affianca una grande passione per la lettura e per il giornalismo, che ne arricchiscono il profilo umano e culturale. Spazia con disinvoltura tra diverse tematiche, offrendo sempre il proprio punto di vista con equilibrio, sensibilità e spirito critico.

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