Loading...
Supplenze 2026/27: sul sostegno il ruolo copre meno di metà dei posti
Scuola

Supplenze 2026/27: sul sostegno il ruolo copre meno di metà dei posti

Al 31 agosto coperte 118mila supplenze. Sul sostegno l'organico di diritto vale 128mila posti su 249mila docenti in servizio: il gap è strutturale.

Il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha chiuso al 31 agosto le nomine per l'avvio dell'anno scolastico 2026/2027 con 37.430 immissioni in ruolo e circa 118mila supplenze assegnate, dati resi noti nel comunicato MIM del 3 settembre 2026. Il ministro Giuseppe Valditara parla di "tutti i docenti in cattedra dal primo giorno"; per Simone Craparo, Gilda Unams, quei 118mila contratti a termine iniziali sono destinati a salire fino a circa 250mila nel corso dell'anno.

La differenza fra le due letture nasce da un numero che il comunicato non cita: quanti di quei posti sono strutturali ma restano fuori dall'organico di diritto. Sul sostegno il divario è documentabile.

Sul sostegno l'organico stabile copre meno della metà delle cattedre effettive

Il decreto interministeriale 170 del 10 agosto 2026, che fissa le dotazioni organiche per il 2026/2027, assegna al sostegno 128.170 posti di organico di diritto, con appena 134 posizioni in più rispetto all'anno precedente. Sono le cattedre stabili, quelle utilizzabili per le assunzioni a tempo indeterminato.

Nell'anno scolastico 2024/2025 gli insegnanti di sostegno effettivamente in servizio nella scuola statale erano circa 249mila, secondo il report ISTAT sull'inclusione scolastica degli alunni con disabilità pubblicato nel maggio 2026. Il totale, statali e paritarie, supera i 261mila. La differenza fra le cattedre stabili e quelle realmente attivate, oltre 120mila posti, è quello che il ministero chiama "organico di fatto": posti in deroga rinnovati anno dopo anno, coperti solo con incarichi annuali fino al 30 giugno e non trasformabili in ruolo. È in quel bacino che il MIM ha confermato 55.814 supplenti già in servizio l'anno precedente, presentati nel comunicato come un successo di continuità didattica.

Il dato spiega l'aritmetica dei 118mila iniziali. Le cattedre comuni pesano per circa 62mila contratti, il sostegno per gli altri 56mila; nel corso dell'anno le nomine da graduatoria d'istituto sulle deroghe faranno salire il totale verso le stime sindacali di 250mila. La quota di precariato non emerge dall'imprevisto, è iscritta nel decreto sugli organici.

Nel frattempo gli alunni con disabilità certificata hanno raggiunto quota 377mila (4,8% degli iscritti), con un incremento di 18mila unità in un solo anno secondo ISTAT. Il fabbisogno cresce, l'organico stabile non lo segue.

Cosa cambia in cattedra: continuità a termine e nomine compresse a fine agosto

Per chi lavora nella scuola, il gap organico si traduce in un ciclo annuale di incertezza. Il docente confermato dalla famiglia sull'alunno con disabilità rientra a settembre come supplente, non come titolare: la continuità didattica è garantita per un anno, ma resta subordinata alla ricostituzione del posto in deroga entro luglio. Il 22% dei docenti impegnati sul sostegno, circa 57mila persone secondo ISTAT, opera inoltre senza titolo di specializzazione, altro effetto del ricorso alle graduatorie d'istituto.

Le rettifiche dei bollettini nell'ultima settimana di agosto, con incarichi revocati a candidati già partiti, riguardano una minoranza dei contratti ma dipendono dalla stessa architettura: le operazioni di utilizzazione, assegnazione provvisoria e nomina avvengono in sequenza compressa e in parte ancora manuale negli uffici territoriali. Il volume territoriale spiega la pressione: nella sola provincia di Napoli le 12.632 nomine pubblicate a fine agosto valgono tre quarti del totale campano.

A questo fronte si aggiunge il personale ATA, dove le procedure di assunzione dei 12.284 posti autorizzati sono ancora in fase finale e le graduatorie provinciali 24 mesi hanno visto scadenze molto ravvicinate, come nel caso dell'allegato G per la graduatoria ATA 24 mesi entro il 13 luglio.

La legge di bilancio 2027, attesa in autunno, dovrà decidere se convertire parte dei posti in deroga in organico di diritto. Senza quel passaggio, il ciclo "118mila a settembre, 250mila a giugno" è destinato a ripetersi anche nel 2027/2028.

Domande frequenti

Quanti sono i docenti di sostegno assunti con contratto stabile rispetto al fabbisogno reale?

Per l'anno scolastico 2026/2027 sono 128.170 i posti di organico di diritto sul sostegno, meno della metà delle cattedre effettivamente attivate che superano le 249mila nelle scuole statali.

Perché molte cattedre di sostegno sono coperte da supplenze e non da personale di ruolo?

La differenza tra i posti stabili e quelli realmente necessari è coperta dall'organico di fatto, ovvero posti in deroga rinnovati ogni anno e non trasformabili in ruolo, che richiedono incarichi annuali fino al 30 giugno.

Qual è la situazione della continuità didattica per gli studenti con disabilità?

La continuità didattica è garantita solo per un anno, poiché molti docenti di sostegno sono riconfermati come supplenti e non come titolari, rendendo incerta la presenza dello stesso insegnante negli anni successivi.

Quanti supplenti sul sostegno sono privi di titolo di specializzazione?

Secondo ISTAT, circa il 22% dei docenti di sostegno, ovvero circa 57mila persone, opera senza titolo di specializzazione, soprattutto a causa del ricorso alle graduatorie d'istituto.

Cosa potrebbe cambiare con la legge di bilancio 2027 per le supplenze sul sostegno?

La legge di bilancio 2027 potrebbe decidere di trasformare parte dei posti in deroga in organico di diritto; senza questa modifica, il ciclo di un alto numero di supplenze annuali è destinato a ripetersi anche nel 2027/2028.

Perché le nomine e le assegnazioni avvengono spesso a fine agosto?

Le nomine e le assegnazioni sono compresse a fine agosto per esigenze organizzative e a causa delle procedure manuali e sequenziali negli uffici territoriali, causando in alcuni casi ritardi e rettifiche delle assegnazioni già effettuate.

Pubblicato il: 6 settembre 2026 alle ore 11:03

Savino Grimaldi

Articolo creato da

Savino Grimaldi

Giornalista Pubblicista Savino Grimaldi è un giornalista laureando in Economia e Commercio, con una solida esperienza maturata nel settore della formazione. Da anni lavora con competenza nell’ambito della formazione professionale, distinguendosi per una conoscenza approfondita delle politiche attive del lavoro e delle dinamiche che legano istruzione, occupazione e sviluppo delle competenze. Alla preparazione economica e professionale affianca una grande passione per la lettura e per il giornalismo, che ne arricchiscono il profilo umano e culturale. Spazia con disinvoltura tra diverse tematiche, offrendo sempre il proprio punto di vista con equilibrio, sensibilità e spirito critico.

Articoli Correlati