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Scuola aperta dal 31 agosto a Genova, senza fondi regionali dedicati
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Scuola aperta dal 31 agosto a Genova, senza fondi regionali dedicati

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L'Emilia-Romagna stanzia 3 milioni e paga educatori esterni. Genova replica il modello con 30 docenti volontari, senza copertura regionale.

L'istituto comprensivo San Martino-Borgoratti di Genova sarà la prima scuola aperta dal 31 agosto in Liguria, due settimane prima dell'inizio ufficiale delle lezioni fissato dalla Regione al 14 settembre. Il servizio sarà gratuito, dalle 8 alle 12, dedicato ai bambini della primaria con attività di inglese, scacchi e laboratori didattici, finanziato con fondi nazionali. La scelta del singolo istituto ricalca una sperimentazione lanciata dalla Regione Emilia-Romagna con 3 milioni di euro di fondi propri, ma con una differenza che pesa: a Genova mancano i fondi regionali dedicati e il servizio poggia sulla disponibilità volontaria dei docenti.

La sperimentazione emiliana funziona con fondi regionali

In Emilia-Romagna l'apertura anticipata coinvolge 42 comuni, da Bologna a Modena, Parma, Ferrara, Rimini, fino a diverse unioni montane. Le attività non sostituiscono le lezioni: tra il 31 agosto e il 14 settembre la Regione finanzia servizi di accoglienza tipo pre e post-scuola, aiuto compiti, sport e laboratori culturali, mentre il calendario scolastico e l'orario di insegnamento restano invariati. La gestione è affidata a educatori professionali esterni retribuiti con fondi regionali, con uno stanziamento di 3 milioni di euro per il primo anno e l'obiettivo potenziale di raggiungere fino a 100mila bambini della scuola primaria, circa 30 euro a iscritto. La messa a regime prevista per l'estate 2027 richiederà 10 milioni di euro all'anno e l'estensione a tutto il territorio regionale.

A Genova lo stesso schema poggia sul volontariato dei docenti

Il modello arriva in Liguria senza la stessa copertura finanziaria. La Regione non ha previsto uno stanziamento dedicato e il calendario regionale 2026/2027, approvato a maggio, fissa il rientro al 14 settembre senza misure per la finestra precedente. L'istituto San Martino-Borgoratti, il più grande di Genova con circa 1.100 alunni distribuiti su 13 plessi, ha attivato il servizio attingendo al Piano Estate 2026 da 300 milioni di euro firmato dal Ministero e ai fondi dell'Agenda Nord contro la dispersione scolastica. Il Piano Estate distribuisce le risorse in tre fasce in base agli iscritti: fino a 16.200 euro per gli istituti con meno di 200 studenti, fino a 52.000 euro per quelli tra 201 e 800 e fino a 80.000 euro per le scuole con oltre 800 alunni. L'istituto genovese, con 1.100 iscritti, rientra nella fascia massima ma deve coprire con quel budget tutte le attività estive, non solo la finestra di fine agosto. La partecipazione degli insegnanti, una trentina per 200 bambini nelle edizioni precedenti, resta volontaria. La differenza con il modello emiliano è strutturale: dove la Regione Emilia-Romagna paga educatori esterni con una linea di bilancio dedicata, a Genova il servizio dipende dagli insegnanti disposti a rinunciare a una parte delle ferie.

Cosa cambia per le famiglie e per la categoria

Per i genitori liguri il 31 agosto significa quattro ore di accoglienza gratuita nelle settimane più scomode dell'anno, quando i centri estivi privati si concludono e gli uffici riaprono dopo Ferragosto. Il limite del modello volontario è la scala: di fronte a 1.100 iscritti, le edizioni passate hanno coinvolto 200 bambini, una copertura inferiore al 20%, perché il numero dipende da quanti docenti accettano la disponibilità. Sul fronte della categoria, il ricorso ricorrente al volontariato riapre la questione delle ore aggiuntive remunerate, su cui il Ministero ha investito 267 milioni di euro per i docenti tutor e orientatori con il decreto sull'anno in corso. Anche il concorso PNRR 2 per la primaria, in fase di conclusione immetterà nuovo personale che a settembre si troverà davanti alla stessa scelta: aderire al servizio estivo gratis o tutelare le proprie ferie.

L'estensione del modello a tutta la Liguria dipenderà dalla capacità della Regione di replicare lo schema emiliano, fondi inclusi e contratto con educatori esterni. Per ora, a Genova come altrove, la finestra del 31 agosto resta una scelta del singolo istituto e dei suoi docenti, non una politica pubblica con copertura strutturale.

Domande frequenti

Quando e come sarà attivo il servizio di scuola aperta a Genova?

Il servizio sarà attivo dal 31 agosto fino al 14 settembre, dalle 8 alle 12, ed è rivolto agli alunni della scuola primaria. Le attività includono inglese, scacchi e laboratori didattici.

Come viene finanziata l'apertura anticipata della scuola a Genova?

A Genova il servizio è finanziato con fondi nazionali del Piano Estate e dell'Agenda Nord contro la dispersione scolastica, senza fondi regionali dedicati. La partecipazione dei docenti è su base volontaria e le risorse coprono tutte le attività estive dell'istituto.

Quali sono le principali differenze tra il modello ligure e quello emiliano-romagnolo?

In Emilia-Romagna il servizio è finanziato con fondi regionali, prevede l'impiego di educatori professionali retribuiti e coinvolge numerosi comuni. A Genova invece si basa sul volontariato dei docenti e su fondi nazionali non specificamente dedicati all'apertura anticipata.

Quanti bambini possono partecipare e quali limiti ha il servizio a Genova?

Nelle edizioni precedenti, il servizio ha coinvolto circa 200 bambini su 1.100 iscritti, meno del 20%, poiché la disponibilità dipende dal numero di insegnanti volontari. Questo limita la copertura rispetto al potenziale bacino di utenti.

Cosa comporta il modello attuale per i docenti coinvolti?

I docenti partecipano su base volontaria, spesso rinunciando a una parte delle ferie estive. Il ricorso a questa modalità solleva il tema della necessità di riconoscere e retribuire le ore aggiuntive di lavoro.

Cosa potrebbe cambiare in futuro per l'apertura anticipata delle scuole in Liguria?

L'estensione del modello a tutta la regione dipenderà dalla capacità della Liguria di stanziare fondi regionali e di prevedere un contratto con educatori esterni, come avviene in Emilia-Romagna. Al momento, l'iniziativa rimane una scelta dei singoli istituti.

Pubblicato il: 29 maggio 2026 alle ore 09:24

Savino Grimaldi

Articolo creato da

Savino Grimaldi

Giornalista Pubblicista Savino Grimaldi è un giornalista laureando in Economia e Commercio, con una solida esperienza maturata nel settore della formazione. Da anni lavora con competenza nell’ambito della formazione professionale, distinguendosi per una conoscenza approfondita delle politiche attive del lavoro e delle dinamiche che legano istruzione, occupazione e sviluppo delle competenze. Alla preparazione economica e professionale affianca una grande passione per la lettura e per il giornalismo, che ne arricchiscono il profilo umano e culturale. Spazia con disinvoltura tra diverse tematiche, offrendo sempre il proprio punto di vista con equilibrio, sensibilità e spirito critico.

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