A giugno 2026 si chiude il primo anno scolastico in cui la legge 150 del 2024 si applica per intero agli scrutini. Per gli studenti delle classi quinte cambia il calcolo che porta al credito della maturità: il massimo della fascia si raggiunge ora solo con un 9 o un 10 in condotta. Con un 8, lo stesso studente vale un punto in meno all'anno.
Cosa dice la nuova legge sulla condotta
La legge 150 del 2024, in vigore dal 31 ottobre 2024, riscrive l'articolo 2 del decreto legislativo 62 del 2017. Dal corrente anno scolastico, alle medie il voto di comportamento torna in decimi e fa testo: sotto il 6, non c'è ammissione alla classe successiva. Alle superiori, il voto inferiore a 6 nega l'ammissione anche con tutte le altre materie sufficienti. Con esattamente 6, il consiglio di classe sospende il giudizio: nelle classi non terminali si rinvia a settembre, mentre nelle quinte si assegna un elaborato critico di cittadinanza, da discutere al colloquio di maturità. Il testo integrale è disponibile in Legge 150/2024 sulla Gazzetta Ufficiale.
Tradotto in punti: cosa cambia nel credito
L'effetto numerico sulla maturità 2026 è quantificabile. Il decreto legislativo 62 del 2017 fissa il credito scolastico massimo a 40 punti, distribuiti tra terzo, quarto e quinto anno. La legge 150 stabilisce che il massimo della banda di oscillazione si attribuisce solo con voto in condotta di 9 o 10. Esempio concreto: uno studente con media superiore a 8 ricade nella fascia 11-12 punti in terza, 12-13 in quarta e 14-15 in quinta. Con 9 in condotta tocca il tetto (12, 13, 15), per un totale di 40 punti. Con 8, resta sul pavimento della fascia (11, 12, 14): 37 punti. Tre punti di credito in meno, a parità di pagella nelle materie, dovuti solo al comportamento. Per chi punta al 100, è uno scarto che non si recupera al colloquio. Per chi punta al 100 e lode, l'8 in condotta chiude la porta. Il meccanismo ribalta una prassi diffusa: fino allo scorso anno il punto extra del credito poteva essere assegnato con motivazioni più ampie, come la partecipazione a progetti o l'impegno in classe. Da quest'anno la condizione necessaria è esplicitamente un 9 o un 10 alla voce comportamento. Il consiglio di classe perde così un margine di discrezionalità che molti docenti usavano per premiare studenti borderline con condotta da 8.
Cosa devono fare scuole e docenti entro giugno
Il calendario degli esami fa da cornice agli scrutini: la prima prova scritta della maturità 2026 è fissata per il 18 giugno, la seconda il 19, gli orali dal 24. Le scuole hanno una manciata di giorni: gli scrutini devono chiudere prima della pubblicazione dei tabelloni e dell'avvio dell'esame di Stato. Tre passaggi richiedono attenzione operativa: motivare in modo analitico il voto di condotta, perchè incide sull'ammissione e sul credito; assegnare l'elaborato di cittadinanza ai sospesi delle quinte con tempo sufficiente per la consegna; verificare il calcolo automatico del credito sui registri elettronici, che non sempre rispecchiano le nuove fasce. Sulla scuola primaria, la sessione di giugno chiude il secondo anno in cui la valutazione delle discipline torna ai giudizi sintetici, dopo i quattro livelli intermedi e avanzati introdotti nel 2020. Per i docenti immessi in ruolo con il concorso PNRR 2 nell'infanzia e nella primaria, è la prima sessione di chiusura anno con il modello a sei giudizi.
Per famiglie e studenti la prima cartina di tornasole sarà il tabellone della maturità 2026: per la prima volta sarà possibile leggere, classe per classe, quanto il voto di condotta ha spostato l'asticella del diploma e ridotto i margini di manovra al colloquio finale.
Domande frequenti
Come incide il voto di condotta sul credito della maturità dal 2026?
Dal 2026 il massimo dei punti di credito scolastico per la maturità si ottiene solo con un voto di condotta pari a 9 o 10. Un voto di 8 in condotta comporta l’assegnazione di un punto in meno per ogni anno scolastico, rendendo più difficile raggiungere il punteggio massimo.
Cosa succede se uno studente delle superiori prende meno di 6 in condotta?
Se il voto di condotta è inferiore a 6, lo studente non viene ammesso alla classe successiva, anche se ha tutte le altre materie sufficienti. Questa regola si applica sia alle scuole medie sia alle superiori.
Cosa prevede la legge 150/2024 per gli studenti che ricevono 6 in condotta?
Con esattamente 6 in condotta il consiglio di classe sospende il giudizio: nelle classi non terminali si rinvia la decisione a settembre, mentre nelle classi quinte si assegna uno specifico elaborato di cittadinanza da discutere al colloquio di maturità.
Quali cambiamenti operativi devono attuare scuole e docenti entro giugno 2026?
Scuole e docenti devono motivare in modo dettagliato il voto di condotta, assegnare tempestivamente l’elaborato di cittadinanza agli studenti sospesi e verificare che il calcolo del credito nei registri elettronici rispetti le nuove fasce previste dalla legge.
Perché la nuova normativa limita la discrezionalità del consiglio di classe nell’assegnazione del credito?
La legge 150/2024 stabilisce che il credito massimo può essere assegnato solo con un voto di condotta pari a 9 o 10, eliminando la possibilità per i docenti di premiare con un punto extra studenti con condotta da 8 sulla base di altri criteri come la partecipazione o l’impegno.