Il Ministero dell'Istruzione e del Merito attiva 46.297 nuove posizioni economiche ATA con decorrenza giuridica retroattiva al 1° settembre 2024. Gli arretrati, in un'unica soluzione dopo l'estate, oscillano tra 1.450 e 4.150 euro lordi. Ripartiti sui 25 mesi di retroattività (da settembre 2024 alla liquidazione autunnale 2026), l'importo massimo pesa poco più di 90 euro netti al mese.
Chi prende cosa: 46.297 beneficiari in più
La procedura aggiunge le 46.297 nuove posizioni economiche ATA con arretrati fino a 4.150 euro alle 51.941 istituite dalla sequenza contrattuale 2008/2009, portando il totale a 98.238 riconoscimenti nel comparto ATA. Restano da assorbire 454 aspiranti presenti nelle graduatorie della precedente procedura, considerati prioritari.
L'aumento retributivo annuo dichiarato dal Ministero varia da 700 a 2.000 euro lordi a seconda del profilo (collaboratore scolastico, assistente amministrativo, assistente tecnico, DSGA). La forbice è ampia: chi accede alla prima posizione economica come collaboratore scolastico si colloca vicino al minimo, mentre gli importi più alti spettano agli assistenti tecnici e amministrativi che raggiungono la seconda posizione. I 134,3 milioni di euro complessivi stanziati coprono sia l'aumento a regime sia gli arretrati maturati. Divisi per i 46.297 beneficiari, la media pro capite è di circa 2.900 euro lordi una tantum: una cifra inferiore al tetto massimo di 4.150 euro citato nelle comunicazioni ministeriali.
Dai 4.150 euro lordi al netto in busta paga
L'importo lordo di 4.150 euro non è la cifra che arriva sul conto corrente. Con l'aliquota IRPEF applicabile al comparto ATA (tipicamente il secondo scaglione al 35%) e le addizionali regionali e comunali, il netto stimato si attesta tra i 2.300 e i 2.700 euro. Distribuiti sui 25 mesi di retroattività (dal 1° settembre 2024 al pagamento previsto dopo l'estate 2026), il beneficio effettivo si aggira sui 90-108 euro netti al mese.
La stessa aritmetica vale sull'importo minimo: 1.450 euro lordi diventano circa 800-950 euro netti, cioè 32-38 euro netti al mese sui 25 mesi arretrati. È lo stesso ordine di grandezza dell'aumento a regime per chi si posiziona sui 700 euro annui lordi, che equivalgono a poco meno di 32 euro netti mensili. Nella fascia alta (2.000 euro annui lordi), l'incremento reale si ferma intorno agli 85-92 euro netti al mese, in linea con gli aumenti reali per docenti e ATA visibili nella busta paga del 1° luglio.
Il confronto con l'inflazione cumulata degli ultimi due anni ridimensiona ulteriormente il guadagno. Su uno stipendio ATA medio di 1.500-1.700 euro netti mensili, l'erosione del potere d'acquisto ha già assorbito una quota consistente dell'incremento retributivo previsto da il via libera del Consiglio dei ministri agli aumenti di docenti e ATA.
Cosa cambia da settembre 2026 e chi resta fuori
La decorrenza dal 1° settembre 2024 include chi è cessato dal servizio con effetto 1° settembre 2025 e chi cesserà a settembre 2026: gli arretrati vengono riconosciuti anche al personale in quiescenza. In caso di mobilità, la posizione economica segue il lavoratore, con l'onere finanziario che resta a carico della provincia dove è stata svolta la procedura selettiva.
Restano fuori da questa tornata i profili non ricompresi nelle graduatorie del DM 140/2024 e chi non ha superato la prova finale di valutazione. Le 98.238 posizioni riconosciute coprono meno della metà del comparto ATA: il resto del personale continuerà a percepire lo stipendio tabellare senza incremento aggiuntivo, in attesa di eventuali surroghe o di una nuova procedura. Le surroghe scattano quando un aspirante rinuncia o cessa dal servizio prima dell'attribuzione definitiva: in quel caso subentra il primo escluso della stessa graduatoria provinciale, senza necessità di un nuovo bando. Il pagamento è atteso entro il mese di settembre 2026, subordinato alla chiusura degli adempimenti amministrativi da parte degli Uffici Scolastici Regionali e alla trasmissione delle posizioni al sistema NoiPA per la liquidazione in busta paga.
Domande frequenti
Quanti sono i nuovi beneficiari delle posizioni economiche ATA e come vengono ripartite?
Sono 46.297 i nuovi beneficiari delle posizioni economiche ATA, che si aggiungono alle 51.941 già istituite, per un totale di 98.238 riconoscimenti nel comparto. Le posizioni vengono assegnate in base alle graduatorie e ai risultati delle procedure selettive.
A quanto ammontano gli arretrati e come vengono calcolati?
Gli arretrati variano tra 1.450 e 4.150 euro lordi, a seconda del profilo e della posizione economica. L'importo totale viene suddiviso sui 25 mesi di retroattività, con un massimo di circa 90 euro netti al mese.
Qual è la differenza tra importo lordo e netto degli arretrati?
L'importo lordo di 4.150 euro si riduce a circa 2.300-2.700 euro netti per effetto dell'IRPEF e delle addizionali regionali e comunali. Gli importi minimi, invece, si attestano tra 800 e 950 euro netti.
Chi sono gli esclusi da questa procedura e cosa succede in caso di rinuncia o cessazione?
Restano esclusi i profili non presenti nelle graduatorie del DM 140/2024 e chi non ha superato la prova finale. In caso di rinuncia o cessazione del servizio prima dell'attribuzione definitiva, subentra il primo escluso della stessa graduatoria provinciale tramite surroga.
Quando saranno erogati gli arretrati e quali sono i tempi della liquidazione?
Il pagamento degli arretrati è previsto entro il mese di settembre 2026, subordinato alla chiusura degli adempimenti amministrativi da parte degli Uffici Scolastici Regionali e alla trasmissione delle posizioni al sistema NoiPA.
Cosa accade in caso di mobilità del personale che ottiene la posizione economica?
In caso di mobilità, la posizione economica segue il lavoratore e l'onere finanziario rimane a carico della provincia dove è stata svolta la procedura selettiva.