Il Consiglio dei Ministri ha dato il 16 giugno 2026 il via libera definitivo alla parte economica del contratto scuola 2025-2027, sbloccando aumenti mensili lordi di 143 euro per i docenti e 107 euro per il personale ATA. Insieme all'incremento sono attesi gli arretrati relativi al 2025, già maturati ma fermi in attesa dell'ultimo passaggio formale. Le risorse erano state stanziate dalle leggi di bilancio dell'esecutivo e attendevano il via libera per entrare nei cedolini.
Dal lordo al netto: quanto arriva in busta paga
Sui 143 euro lordi medi indicati dal Ministero, in busta paga arrivano tra 82 e 98 euro netti al mese, con una forbice che dipende da grado di insegnamento e anzianità di servizio. Le tabelle del CCNL fissano incrementi mensili lordi che vanno da 110 a 185 euro: un docente di scuola dell'infanzia a inizio carriera resta sulla parte bassa della scala, mentre un insegnante di scuola secondaria di secondo grado con oltre trentacinque anni di servizio si avvicina al tetto. Per il personale ATA i 107 euro lordi corrispondono in media a 60-75 euro netti, anche qui con variabilità per profilo e anzianità.
Sullo sfondo resta l'inflazione cumulata 2022-2027, stimata fra il 16% e il 18%. I dati ISTAT e le elaborazioni sindacali indicano che i rinnovi pubblici del triennio precedente hanno recuperato circa la metà dell'aumento dei prezzi: l'incremento del contratto scuola 2025-2027 si inserisce in questo scarto, riducendo ma non azzerando la distanza dal potere d'acquisto del 2021.
Arretrati e tre tranche fino al 2027
Gli arretrati pari a 855 euro lordi per i docenti e 633 euro per gli ATA dovrebbero essere liquidati con il cedolino ordinario di luglio 2026 su NoiPA. Per i profili più alti, con anzianità superiore ai trentacinque anni, le simulazioni sindacali parlano di importi una tantum complessivi fino a circa 2.100 euro lordi. Gli aumenti contrattuali sono distribuiti in tre tranche, con decorrenze al 1° gennaio 2025, 2026 e 2027, e raggiungeranno la piena entrata a regime nell'ultima annualità.
Il Ministero ricorda che con i tre CCNL sottoscritti dall'attuale legislatura, ovvero quello 2019-2021, il 2022-2024 e ora il 2025-2027, gli incrementi mensili complessivi arrivano a 412 euro per i docenti e 304 euro per gli ATA. A copertura, le leggi di bilancio sono state integrate da risorse aggiuntive del Ministero dell'Istruzione e del Merito: 300 milioni sul contratto 2019-2021 e 240 milioni sul 2022-2024.
Per verificare l'importo esatto su base personale, docenti e ATA possono controllare il cedolino di giugno e quello di luglio sul portale NoiPA, confrontando la voce di adeguamento contrattuale con i valori delle tabelle ministeriali. Il Comunicato MIM sul CCNL Istruzione e Ricerca 2025-2027 riporta gli importi ufficiali e i passaggi attuativi previsti.
Domande frequenti
Quando saranno erogati gli arretrati per docenti e personale ATA?
Gli arretrati saranno liquidati con il cedolino ordinario di luglio 2026 tramite il portale NoiPA.
A quanto ammontano gli aumenti netti in busta paga per docenti e ATA?
Per i docenti, l'aumento netto mensile varia tra 82 e 98 euro, mentre per il personale ATA si attesta tra 60 e 75 euro, a seconda di profilo e anzianità di servizio.
Come vengono distribuiti gli aumenti contrattuali previsti dal nuovo CCNL?
Gli aumenti sono suddivisi in tre tranche con decorrenza rispettivamente dal 1° gennaio 2025, 2026 e 2027, raggiungendo la piena entrata a regime nell'ultima annualità.
Gli aumenti recuperano completamente la perdita di potere d'acquisto dovuta all'inflazione?
No, gli aumenti riducono, ma non azzerano, la distanza dal potere d'acquisto del 2021; si stima che i rinnovi pubblici abbiano recuperato circa la metà dell'aumento dei prezzi cumulati dal 2022 al 2027.
Come possono docenti e ATA verificare l'importo effettivo degli aumenti e degli arretrati?
Docenti e ATA possono controllare il cedolino di giugno e quello di luglio su NoiPA, confrontando la voce di adeguamento contrattuale con i valori delle tabelle ministeriali ufficiali.