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Orale maturità 2026, la griglia da 20 punti che decide solo per pochi
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Orale maturità 2026, la griglia da 20 punti che decide solo per pochi

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Griglia obbligatoria con 4 indicatori da 5 punti per 527.607 candidati: ecco quando il colloquio sposta davvero il voto finale.

Il colloquio della maturità 2026 vale fino a 20 punti su 100 e segue una griglia nazionale obbligatoria con quattro indicatori da cinque punti ciascuno, fissata dall'allegato A dell'Ordinanza ministeriale n. 54 del 26 marzo 2026. Riguarda 527.607 candidati, ma per la maggior parte di loro la fascia di voto è già scritta prima di entrare in commissione.

Cosa misurano i quattro indicatori

La griglia assegna fino a 5 punti per ciascuno dei quattro indicatori: acquisizione dei contenuti delle quattro discipline scelte dal MIM, capacità di collegare le conoscenze con padronanza lessicale, argomentazione critica e personale, grado di maturazione e responsabilità raggiunto al termine del percorso. Ogni indicatore si articola in cinque descrittori, con punteggi che vanno da 0,5 a 5.

Il colloquio si apre con una riflessione del candidato sul proprio percorso, prosegue con domande pluridisciplinari sulle quattro materie individuate, e include la discussione del PCTO, l'accertamento delle competenze di educazione civica e la verifica degli scritti. La commissione non può convocare più di cinque candidati al giorno e la valutazione viene attribuita lo stesso giorno della prova.

Quanto pesa davvero l'orale sul voto finale

I 20 punti del colloquio sono solo una parte del totale: 40 punti arrivano dal credito scolastico maturato nel triennio, 20 dalla prima prova scritta di italiano, 20 dalla seconda prova d'indirizzo. La commissione può aggiungere un punteggio integrativo fino a 5 punti, ma solo per chi ha già totalizzato almeno 30 punti di credito e 50 punti nelle prove. La fascia da 90 in su, necessaria per accedere ai 3 punti di bonus che aprono la strada al 100, viene quasi sempre costruita prima dell'esame.

I dati MIM sulla maturità 2025 confermano lo schema: il 99,9% degli ammessi è stato promosso, ma il 29,3% si è fermato nella fascia 71-80 e il 26,8% in quella 61-70. Soltanto il 7,1% ha raggiunto il 100 e il 2,8% ha aggiunto la lode. Tradotto: per oltre la metà dei diplomati l'esito del colloquio sposta al massimo la fascia di voto entro la stessa banda di credito.

Il divario regionale che la griglia non livella

La griglia nazionale è la stessa per tutti, ma i risultati restano spaccati lungo l'asse Nord-Sud. Nel 2025 la Calabria ha registrato il 6,1% di 100 e lode, la Puglia il 5,5%, la Sicilia il 4,7%. All'estremo opposto la Valle d'Aosta si è fermata allo 0,3%, mentre Lombardia, Veneto e Trentino-Alto Adige sono rimaste appena sopra l'1%. Pesa anche il tipo di scuola: 4,3% di lodi nei licei, 1,5% nei tecnici, 0,6% nei professionali.

Per le 13.989 commissioni d'esame del 2026 la griglia obbligatoria con descrittori espliciti dovrebbe ridurre la discrezionalità nell'attribuzione dei punteggi, in linea con la direzione già intrapresa nelle valutazioni dei dirigenti scolastici e nella prova orale del concorso DSGA. Resta da vedere se l'uniformazione dei descrittori basterà a ridurre la forbice da quasi sei punti percentuali che separa Calabria e Valle d'Aosta sulle lodi.

Cosa cambia in pratica per il candidato

Chi punta al 100 e lode deve massimizzare ogni indicatore: i collegamenti pluridisciplinari, l'argomentazione personale e la padronanza del lessico tecnico valgono ciascuno 5 punti pieni. Chi è in fascia 70-80 deve presidiare soprattutto il primo indicatore, perché l'acquisizione dei contenuti delle quattro discipline è quella più facilmente misurabile dai descrittori. Per gli studenti ammessi con voto di comportamento pari a sei decimi il colloquio prevede in più la trattazione di un elaborato critico su cittadinanza attiva, assegnato dal consiglio di classe in sede di scrutinio.

Il colloquio dura in genere 45-60 minuti e non ha un avvio standardizzato sul PCTO: si parte dalla riflessione personale, anche a partire dal Curriculum dello studente. Per chi rientra nei piani PEI o PDP la griglia può essere adattata, ma non sostituita.

Domande frequenti

Come viene valutato il colloquio orale della maturità 2026?

Il colloquio orale viene valutato con una griglia nazionale obbligatoria che prevede quattro indicatori, ciascuno dei quali può assegnare fino a 5 punti, per un totale massimo di 20 punti su 100.

Quali sono i quattro indicatori previsti dalla griglia di valutazione?

Gli indicatori sono: acquisizione dei contenuti delle quattro discipline scelte, capacità di collegare le conoscenze con padronanza lessicale, argomentazione critica e personale, e grado di maturazione e responsabilità raggiunto.

Quanto incide effettivamente l'orale sul voto finale della maturità?

L'orale vale solo 20 punti su 100 e, per la maggior parte degli studenti, incide marginalmente sulla fascia di voto, che spesso è già determinata dal credito scolastico e dalle prove scritte.

Esistono differenze regionali nei risultati della maturità, nonostante la griglia unica?

Sì, permangono significative differenze tra le regioni: ad esempio, nel 2025 la percentuale di 100 e lode è stata molto più alta in Calabria rispetto alla Valle d'Aosta, e incidono anche le differenze tra i vari tipi di scuola.

Cosa cambia per i candidati con bisogni educativi speciali (PEI o PDP)?

Per questi candidati la griglia di valutazione può essere adattata alle loro esigenze specifiche, pur mantenendo i descrittori di base, senza sostituirla completamente.

In cosa consiste la prova aggiuntiva per chi ha voto di comportamento pari a sei decimi?

Per questi studenti il colloquio comprende anche la discussione di un elaborato critico su temi di cittadinanza attiva, assegnato dal consiglio di classe in sede di scrutinio.

Pubblicato il: 24 giugno 2026 alle ore 15:09

Redazione EduNews24

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