Il Ministero dell'università e della ricerca ha autorizzato 30.241 posti per l'XI ciclo del Tfa sostegno: 5.543 in meno rispetto ai 35.784 del ciclo precedente, un calo del 15,5%. La scelta più discussa riguarda la scuola secondaria di II grado, che per la prima volta scende a zero posti banditi: l'anno scorso erano quasi 14 mila.
Cosa cambia rispetto al X ciclo: il ribaltamento per grado
La Nota MUR 4660 del 14 aprile 2026 trasmette agli atenei il fabbisogno calcolato dal Ministero dell'istruzione e del merito. Il numero aggregato cala del 15,5%, ma il confronto con l'Allegato A del DM 436/2025 - posti X ciclo Tfa mostra un capovolgimento totale dei pesi per grado di scuola.
- Infanzia: da 3.814 a 4.809 posti (+26%)
- Primaria: da 8.457 a 21.202 posti (+150%); da sola assorbe il 70% del bando
- Secondaria di I grado: da 9.556 a 4.230 posti (-56%)
- Secondaria di II grado: da 13.957 a zero. Mai successo nei dieci cicli precedenti
La FLC CGIL ha definito la scelta sulla secondaria superiore «incomprensibile», ricordando che i posti vacanti di sostegno alla II grado sono migliaia e che ogni anno le scuole faticano a coprirli con specializzati. Diversi atenei (fra cui Foggia, Macerata e Tor Vergata) hanno inserito nella banca dati RAD-SUA proposte per attivare corsi anche su quel grado, sperando che il decreto ministeriale definitivo recepisca la richiesta in deroga.
La logica del Ministero dell'istruzione sembra privilegiare la scuola primaria, dove il fabbisogno strutturale resta il più elevato e dove il turnover anagrafico produrrà nei prossimi anni la maggior quantità di posti vacanti. Il rovescio della medaglia è che la copertura sui gradi più alti dovrà ancora una volta passare dal canale dei posti in deroga e dalle graduatorie di docenti non specializzati: una soluzione che la stessa Corte dei Conti ha più volte segnalato come fonte di discontinuità didattica per gli alunni con disabilità.
Il Nord assorbe il 60% dei posti, la primaria fa la parte del leone
La ripartizione regionale conferma la concentrazione al Nord. Lombardia guida con 6.903 posti, di cui 4.801 solo per la primaria. Seguono Piemonte (4.378), Emilia-Romagna (3.851) e Veneto (3.112). Quattro regioni assorbono 18.244 posti su 30.241: il 60,3% del totale nazionale.
Il dato riflette il fabbisogno di specializzati comunicato dagli uffici scolastici regionali, dove al Nord il turnover sui posti di sostegno resta più sostenuto e i pensionamenti sono in accelerazione. Al Centro-Sud i numeri restano contenuti: Lazio attorno ai 2.350 posti, Campania 1.715, Sicilia 1.580, Puglia 1.420. Il MUR ha invitato gli atenei a calibrare le proposte sulla capacità formativa effettiva e a non sovradimensionare l'offerta, per evitare un eccesso di idonei rispetto ai posti reali in graduatoria.
Cosa devono fare ora i candidati
Il decreto ministeriale di autorizzazione dell'XI ciclo è atteso fra fine giugno e luglio 2026. Subito dopo arriveranno i bandi dei singoli atenei e il calendario unico delle prove preselettive, probabilmente fra fine estate e inizio autunno. I requisiti restano quelli fissati dal DM 75/2025, già recepiti dagli statuti dei corsi di specializzazione.
Per infanzia e primaria servono laurea in Scienze della formazione primaria o diploma magistrale conseguito entro l'anno scolastico 2001/2002. Per la scuola secondaria vale l'abilitazione su classe di concorso, in alternativa laurea magistrale, diploma AFAM di II livello, diploma ITP, oppure tre anni di servizio su sostegno negli ultimi dieci. Sono titoli che garantiscono una base disciplinare solida, su cui il TFA innesta la formazione specifica in didattica inclusiva.
Le prove sono tre, predisposte da ciascun ateneo. La preselettiva è computer based: 60 quesiti in 120 minuti, 0,50 punti a risposta corretta, nessuna penalizzazione per quelle sbagliate o omesse. Accedono allo scritto i candidati pari al doppio dei posti disponibili per ateneo; sono esonerati i candidati con disabilità e gli idonei rinunciatari dei cicli precedenti. Scritto e orale richiedono entrambi un punteggio minimo di 21/30.
Il percorso dura 8-9 mesi per 1.500 ore complessive fra lezioni, laboratori e tirocinio diretto e indiretto. Chi supera tutte le prove ottiene 60 CFU e la specializzazione su sostegno: un titolo accademico riconosciuto nel sistema europeo delle qualifiche (Direttiva 2005/36/CE), a differenza dei percorsi abbreviati INDIRE che restano spendibili solo a livello nazionale.
Domande frequenti
Perché il numero di posti disponibili per l'XI ciclo del TFA sostegno è diminuito rispetto al ciclo precedente?
Il Ministero ha autorizzato 30.241 posti per l'XI ciclo, 5.543 in meno rispetto al ciclo precedente, con un calo del 15,5%. Questa riduzione è dovuta a un nuovo calcolo del fabbisogno, che ha privilegiato in particolare la scuola primaria.
Come mai non sono previsti posti per la scuola secondaria di II grado nell'XI ciclo?
Per la prima volta non sono stati banditi posti per la secondaria di II grado, nonostante il fabbisogno rimanga elevato. La scelta è stata molto discussa e alcuni atenei hanno chiesto una deroga, ma al momento il decreto non prevede posti per questo grado.
Quali sono i requisiti per accedere al TFA sostegno per i diversi gradi scolastici?
Per infanzia e primaria è richiesta la laurea in Scienze della formazione primaria o il diploma magistrale conseguito entro il 2001/2002. Per la secondaria servono abilitazione su classe di concorso, laurea magistrale, diploma AFAM di II livello, diploma ITP o tre anni di servizio su sostegno negli ultimi dieci.
Quando saranno pubblicati i bandi e come si svolgeranno le prove di selezione?
Il decreto ministeriale è atteso tra fine giugno e luglio 2026, seguito dai bandi dei singoli atenei e dal calendario unico delle prove preselettive. Le prove prevedono una preselettiva computer based, uno scritto e un orale, ciascuno con soglie minime di superamento.
Come sono distribuiti i posti a livello regionale e quale grado beneficia di più posti?
Il Nord Italia assorbe il 60% dei posti disponibili, con la Lombardia in testa. La scuola primaria beneficia della maggior parte dei posti, arrivando a coprire il 70% del bando complessivo.
Qual è la durata del percorso TFA sostegno e che titolo si ottiene al termine?
Il percorso dura 8-9 mesi per un totale di 1.500 ore tra lezioni, laboratori e tirocinio. Al termine, chi supera tutte le prove ottiene la specializzazione su sostegno, riconosciuta come titolo accademico anche a livello europeo.