- La circolare 1312 e il nodo delle conoscenze
- Cosa dicono davvero le Nuove Indicazioni Nazionali
- La posizione dei COBAS: nessun obbligo per i docenti
- Libertà di insegnamento: un principio costituzionale
- Cosa cambia concretamente nelle scuole
- Domande frequenti
La circolare 1312 e il nodo delle conoscenze
Il 12 marzo 2026 il Ministero dell'Istruzione ha diramato la circolare n. 1312, firmata dalla dirigente Carmela Palumbo, con oggetto le Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell'infanzia e del primo ciclo di istruzione. Un documento che, a distanza di pochi giorni dalla pubblicazione, ha già acceso il dibattito tra addetti ai lavori — e che merita una lettura attenta, lontana dalle semplificazioni.
Al centro della discussione c'è un punto tanto tecnico quanto cruciale: le conoscenze contenute nelle cosiddette NIN (Nuove Indicazioni Nazionali) hanno carattere prescrittivo per i curricoli d'istituto? La risposta, stando a quanto emerge dalla circolare stessa e dall'interpretazione fornita dai COBAS Scuola, è no.
Cosa dicono davvero le Nuove Indicazioni Nazionali
Le Indicazioni nazionali rappresentano il quadro di riferimento entro cui le scuole del primo ciclo costruiscono la propria offerta formativa. Definiscono i traguardi di competenza — questi sì vincolanti — e gli obiettivi di apprendimento, lasciando però ampio margine alle singole istituzioni scolastiche nella declinazione operativa.
La circolare n. 1312 non modifica questa impostazione di fondo. Le conoscenze elencate nelle NIN restano un riferimento culturale e disciplinare, non un elenco tassativo da riprodurre integralmente nel curricolo d'istituto. Si tratta, in altre parole, di un repertorio a disposizione dei collegi docenti, non di una griglia obbligatoria.
È una distinzione sottile, ma fondamentale. Chi insegna nella scuola dell'infanzia o nella primaria sa bene quanto il passaggio dalla cornice ministeriale alla programmazione quotidiana sia un esercizio di autonomia professionale, non di mera esecuzione.
La posizione dei COBAS: nessun obbligo per i docenti
I COBAS Scuola sono intervenuti con decisione sulla questione, chiarendo la propria lettura del documento ministeriale. Secondo il sindacato di base, le nuove Indicazioni non rendono obbligatorie le conoscenze nel curricolo d'istituto e i docenti mantengono piena libertà di scelta riguardo ai contenuti da proporre alle classi.
Una presa di posizione che non sorprende. I COBAS hanno storicamente difeso l'autonomia didattica degli insegnanti da qualsiasi tentativo — reale o percepito — di imbrigliare la professionalità docente in schemi rigidi. Già in occasione dello Sciopero Nazionale del 7 Maggio: I COBAS Scuola Richiedono Supporto, il sindacato aveva posto con forza il tema delle condizioni di lavoro e della dignità professionale degli insegnanti.
In questo caso, il messaggio è chiaro: la circolare Palumbo va letta come un documento di indirizzo, non come un vincolo puntuale sulle conoscenze da trasmettere.
Libertà di insegnamento: un principio costituzionale
La questione si inserisce in un quadro normativo ben definito. L'articolo 33 della Costituzione sancisce la libertà di insegnamento. Il DPR 275/1999 sull'autonomia scolastica attribuisce alle scuole la responsabilità di elaborare il proprio curricolo. E il Testo Unico sulla scuola (D.Lgs. 297/1994) ribadisce la funzione del collegio docenti nella definizione dell'offerta formativa.
Tutti questi riferimenti convergono su un punto: le Indicazioni nazionali fissano l'orizzonte, ma il percorso concreto spetta a chi vive la scuola ogni giorno. Nessuna circolare — nemmeno firmata ai più alti livelli ministeriali — può trasformare un suggerimento disciplinare in un obbligo didattico senza una esplicita modifica normativa.
Va detto, per completezza, che non tutti i sindacati leggono la vicenda con la stessa lente. Alcune sigle hanno adottato un approccio più prudente, invitando le scuole a tenere comunque in considerazione le conoscenze indicate nelle NIN come traccia privilegiata. Ma la sostanza giuridica non cambia.
Cosa cambia concretamente nelle scuole
Sul piano pratico, la circolare n. 1312 non impone rivoluzioni. I collegi docenti continueranno a elaborare i curricoli d'istituto secondo le procedure consolidate, utilizzando le Indicazioni nazionali come bussola culturale e non come lista della spesa.
Per i dirigenti scolastici, il documento offre semmai un'occasione per riaprire — dove necessario — il confronto collegiale sulle scelte curricolari, in un momento in cui la scuola italiana è attraversata da molteplici trasformazioni organizzative. Basti pensare alla recente Lancio della Nuova Piattaforma per le Graduatorie Interne di Istituto 2025, che testimonia la costante evoluzione degli strumenti gestionali a disposizione degli istituti.
Per i docenti della scuola dell'infanzia e del primo ciclo, il messaggio più rilevante resta questo: la responsabilità delle scelte didattiche rimane saldamente nelle loro mani. Le NIN del 2026 offrono un quadro aggiornato, non una gabbia. E la circolare Palumbo, letta senza pregiudizi, lo conferma.