Loading...
Matera Capitale Mediterranea della Cultura 2026: la Città dei Sassi torna protagonista sulla scena internazionale
Editoriali

Matera Capitale Mediterranea della Cultura 2026: la Città dei Sassi torna protagonista sulla scena internazionale

Matera è stata inaugurata come Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026 insieme a Tetouan. Il Ministro Giuli: "Terra vitale per presente e futuro della Nazione".

Matera ha inaugurato ufficialmente il suo anno da Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo. Un riconoscimento che arriva sette anni dopo il titolo di Capitale Europea della Cultura e che proietta la città lucana al centro di una nuova sfida: diventare il fulcro delle relazioni culturali tra le comunità affacciate sull'Antico Mare e quelle che, pur distanti dalla costa, ne condividono radici e destino. Il Ministro della Cultura Alessandro Giuli, intervenuto in collegamento alla cerimonia, ha definito la giornata "splendida per Matera e per l'Italia", inquadrando la designazione in una cornice strategica che riguarda l'intero Paese.

La cerimonia di inaugurazione e le parole di Giuli

La cerimonia di inaugurazione ha visto la partecipazione, in presenza e in collegamento, di figure istituzionali italiane ed europee di primo piano. Il Ministro Giuli non ha risparmiato enfasi nel tratteggiare il significato dell'evento: "La Città dei Sassi assume un titolo profondamente strategico: diventa la Capitale della collaborazione culturale tra le comunità della koinè mediterranea, di quest'area del mondo legata da millenni di relazioni e scambi, vitale per il presente e il futuro della nostra Nazione". Parole che collocano Matera non soltanto come destinataria di un onore simbolico, ma come laboratorio attivo di diplomazia culturale. Il Ministro ha poi ampliato lo sguardo, evocando quella che ha chiamato la "genealogia identitaria" dell'Antico Mare: "Dal cuore della città ai suoi antichi rioni, Matera racconterà al mondo la propria storia e quella che potremmo definire la genealogia identitaria dell'Antico Mare, che continua a plasmare il nostro presente". Un concetto denso, che lega l'identità urbana della città lucana a un patrimonio condiviso da decine di popoli e civiltà. Giuli ha inoltre rivolto un ringraziamento esplicito a Petra Kèzman, dirigente dell'Unione per il Mediterraneo, e a Josep Ferré, alla guida della Fondazione Anna Lindh, "per aver creduto in questa città e averla designata come Capitale". La presenza alla cerimonia del Vicepresidente della Commissione Europea Raffaele Fitto e della Commissaria per il Mediterraneo Dubravka Šuica ha conferito all'evento una dimensione istituzionale europea che va ben oltre il perimetro nazionale. Il Ministro aveva del resto già presentato l'iniziativa a fine novembre 2025 a Bruxelles, in occasione del Consiglio dei Ministri della Cultura dell'Unione Europea, segnalando quanto il progetto fosse stato coltivato a lungo nelle sedi diplomatiche prima di approdare alla fase operativa. "Auspico per Matera, terra immersa, ponte di pietra, luogo del cuore di tutti gli italiani, europei, mediterranei, il successo che merita per il suo anno da Capitale. Viva Matera, viva Tetouan", ha concluso Giuli, sigillando il legame tra le due città designate.

Il programma Terre Immerse: cultura oltre la costa

Il cuore pulsante dell'anno da Capitale sarà il programma "Terre Immerse", un titolo che contiene già una dichiarazione d'intenti. L'idea di fondo è tanto semplice quanto ambiziosa: il Mediterraneo non è solo una questione di litorali. Le connessioni culturali e storiche che il mare ha generato nel corso dei millenni si estendono in profondità nei territori interni, in quelle aree che non hanno uno sbocco diretto sull'acqua ma che del Mediterraneo portano l'impronta nella lingua, nell'architettura, nelle tradizioni alimentari, nei riti religiosi e civili. Matera, città dell'entroterra lucano, incarna perfettamente questa visione. I suoi Sassi, patrimonio UNESCO dal 1993, rappresentano una delle più antiche forme di insediamento umano continuativo al mondo, un esempio di adattamento al territorio che precede qualsiasi distinzione tra costiero e interno. Il programma Terre Immerse punta a valorizzare queste connessioni profonde attraverso un calendario di eventi, mostre, residenze artistiche e progetti di ricerca che coinvolgeranno non solo Matera ma anche le aree interne del Sud Italia. La scelta di includere territori spesso marginalizzati nel racconto culturale nazionale è un elemento di novità significativo. In un'epoca in cui la gestione dei dati e delle informazioni culturali assume un'importanza crescente, come dimostrano le recenti Indicazioni Ministeriali sul Trattamento dei Dati degli Studenti: Focus sull'Art. 96 del Codice Privacy, anche il patrimonio culturale materiale e immateriale richiede strategie di catalogazione e condivisione sempre più sofisticate. Il programma si propone di creare reti tra istituzioni culturali, università, comunità locali e artisti provenienti da entrambe le sponde del Mediterraneo, con l'obiettivo di generare un'eredità duratura che vada oltre il singolo anno di celebrazioni.

Matera e Tetouan: un ponte tra due sponde

Il titolo di Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026 è condiviso tra Matera e Tetouan, città marocchina affacciata sullo Stretto di Gibilterra. Una scelta non casuale. Tetouan, con la sua medina dichiarata patrimonio UNESCO e la sua storia di crocevia tra cultura araba, berbera e andalusa, rappresenta l'altra faccia della stessa medaglia mediterranea. Dove Matera racconta la profondità dell'entroterra europeo, Tetouan incarna la complessità della sponda meridionale. Il gemellaggio culturale tra le due città intende superare la retorica del "dialogo tra civiltà" per approdare a una collaborazione concreta. Progetti artistici congiunti, scambi tra artigiani, programmi educativi condivisi: l'ambizione è costruire un modello replicabile di cooperazione culturale Sud-Sud e Nord-Sud all'interno del bacino mediterraneo. Il Marocco, peraltro, è da anni uno dei partner più attivi dell'Unione per il Mediterraneo, e la designazione di Tetouan rafforza un asse diplomatico che l'Italia considera prioritario. La scelta di Giuli di presentare il progetto prima a Bruxelles e poi di celebrarlo con la presenza di vertici della Commissione Europea conferma che Roma intende utilizzare Matera 2026 anche come strumento di posizionamento nell'agenda euro-mediterranea.

Dalla Capitale Europea 2019 al Mediterraneo 2026

Per Matera si tratta di un ritorno sulla scena internazionale dopo l'esperienza del 2019, quando la città fu Capitale Europea della Cultura. Quell'anno segnò una svolta nella percezione di Matera, trasformandola da simbolo della "vergogna nazionale", come la definì Togliatti negli anni Cinquanta riferendosi alle condizioni di vita nei Sassi, a meta turistica e culturale di rilievo globale. I numeri del 2019 furono significativi: centinaia di migliaia di visitatori, un'impennata delle strutture ricettive, una visibilità mediatica senza precedenti per una città di circa 60.000 abitanti. Ma l'eredità di quell'anno ha lasciato anche interrogativi aperti. Il turismo è cresciuto, certo, ma la sfida della sostenibilità, della destagionalizzazione e del radicamento dei benefici economici nel tessuto sociale locale resta in parte irrisolta. Il titolo di Capitale Mediterranea arriva quindi in un momento cruciale: può rappresentare l'occasione per consolidare quanto costruito e per dare a Matera una vocazione internazionale permanente, non legata a singoli eventi ma a un ruolo strutturale nelle reti culturali del Mediterraneo. La Basilicata, regione tra le meno popolose d'Italia, ha in Matera il suo principale asset di visibilità. Il programma Terre Immerse, con la sua attenzione alle aree interne, potrebbe estendere i benefici anche a centri minori della regione e del Mezzogiorno, creando circuiti culturali capaci di attrarre pubblico e investimenti al di fuori dei tradizionali corridoi turistici.

Le prospettive per il dialogo euro-mediterraneo

L'inaugurazione di Matera Capitale Mediterranea si inserisce in un momento di rinnovata attenzione europea verso il fianco sud. La Commissione Europea ha rafforzato negli ultimi anni le politiche di vicinato meridionale, e la presenza della Commissaria Šuica alla cerimonia del 20 marzo ne è testimonianza diretta. L'Unione per il Mediterraneo, organizzazione intergovernativa che riunisce 43 Paesi dell'area euro-mediterranea, ha trovato nel format della Capitale Mediterranea della Cultura uno strumento agile per promuovere la cooperazione dal basso, attraverso le comunità e le istituzioni culturali piuttosto che attraverso i soli canali diplomatici tradizionali. La Fondazione Anna Lindh, dal canto suo, opera da anni come rete di reti della società civile nel Mediterraneo, e il coinvolgimento del suo presidente Josep Ferré nella designazione di Matera conferisce al progetto una legittimità che va oltre il piano governativo. Per l'Italia, Matera 2026 rappresenta anche un'opportunità per riaffermare la propria centralità mediterranea in un momento in cui le dinamiche tecnologiche e digitali ridisegnano gli equilibri globali. Mentre in Europa si discute di come piattaforme come Meta avvia l'addestramento dell'IA in Europa con dati pubblici, il Mediterraneo resta un luogo dove la dimensione fisica della cultura, il contatto diretto tra persone e comunità, conserva un valore insostituibile. Matera, con i suoi Sassi millenari e il suo programma Terre Immerse, scommette proprio su questo: sulla forza della prossimità, della condivisione, del dialogo faccia a faccia tra le due sponde di un mare che è stato, e può tornare a essere, il più grande spazio di scambio culturale del pianeta.

In sintesi, la designazione di Matera come Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026, condivisa con Tetouan, segna un passaggio rilevante per la città lucana e per la strategia culturale italiana. Il programma Terre Immerse, il coinvolgimento di istituzioni europee e mediterranee di primo piano, la continuità con l'esperienza del 2019: sono tutti elementi che convergono verso un obiettivo ambizioso. Fare di una città dell'entroterra meridionale il simbolo di una collaborazione culturale che attraversa il Mediterraneo, dalle coste ai territori interni, dalle capitali europee alle medine nordafricane. Il successo dipenderà dalla capacità di trasformare le dichiarazioni in progetti concreti e dalla volontà politica di sostenere l'iniziativa oltre la durata del singolo anno.

Pubblicato il: 20 marzo 2026 alle ore 18:50

Natale Labia

Articolo creato da

Natale Labia

Giornalista Professionista Giornalista con oltre 30 anni di esperienza, laureato in scienze politiche e relazioni internazionali all’Università La Sapienza di Roma, collaboro a contratto con L’Edicola e Il Mattino di Puglia e Basilicata dove mi occupo di politica e di economia. Per Edunews24 curo l’informazione politica relativa ai temi dell’Istruzione. In particolare, scrivendo delle attività istituzionali con un focus sia sulle iniziative e sui programmi dei Ministeri dell’Istruzione e del Merito, dell’Università e della Ricerca e della Cultura che su quelle delle commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Inoltre, sono amministratore unico di Italialab srl con cui curo uffici stampa pubblici e privati e sviluppo programmi di valorizzazione culturale e di promozione territoriale. In passato ho collaborato con testate nazionali e regionali, in particolare pugliesi, e ho scritto i volumi Il sindaco di Tutti, edito da Il Castello editore e Dal Rosso al Nero. Ho partecipato al volume collettivo edito dalla Fondazione Tatarella e da Giubilei Regnani editore sui trent’anni dalla fondazione di Alleanza nazionale. Per tre legislature sono stato collaboratore parlamentare occupandomi di legge di bilancio e di politiche agroalimentari con particolare riferimento all’export del Made in Italy e al contrasto dell’Italian sounding, collaborando con le Camera di commercio italiane all’estero. Appassionato di storia, di sociologia e di costume, spesso racconto all’interno delle collaborazioni giornalistiche i cambiamenti della società italiana e internazionale attraverso gli usi, le abitudini e i protagonisti che hanno accompagnato negli anni lo sviluppo e la crescita sociale e culturale. Pugliese di nascita, vivo a Roma o in un ipotetico altrove.

Articoli Correlati