La CISL Scuola ha pubblicato il 5 giugno 2026 l'elaborazione dei dati del Ministero dell'Istruzione e del Merito sulla mobilità del personale docente per l'anno scolastico 2026/27. Dopo i 59.536 movimenti autorizzati tra trasferimenti, passaggi di ruolo e di cattedra, restano 47.019 posti vacanti tra cattedre comuni e sostegno, distribuiti in tutte le regioni e in tutte le classi di concorso. Il quadro è stato pubblicato in un file Excel scaricabile dal sito dell'ufficio sindacale e fotografa la base di partenza delle prossime operazioni di reclutamento.
La fotografia dei vuoti per ordine di scuola
Sul totale di 47.019 posti, la primaria assorbe da sola 18.799 cattedre vacanti, pari a circa il 40% del fabbisogno residuo. Segue la secondaria di secondo grado, con 16.215 posti, davanti alla secondaria di primo grado, ferma a 7.763, e all'infanzia, con 4.240. Guardando alla tipologia, 35.558 posti riguardano cattedre comuni e 11.461 il sostegno. Sul comune il maggiore serbatoio è quello della secondaria di secondo grado, con 15.159 posti vacanti: la cifra più alta tra tutti gli ordini di scuola. Seguono la primaria con 10.584, la secondaria di primo grado con 6.361 e l'infanzia con 3.454. La CISL Scuola precisa che ogni totale, sia di riga sia di colonna, è al lordo delle eventuali situazioni di esubero rilevate a livello provinciale o regionale: una variabile che può ridurre i posti effettivamente disponibili una volta concluse le verifiche territoriali.
Sostegno e dettaglio per provincia e classe di concorso
Sul sostegno la concentrazione più alta è nella primaria, con 8.215 posti scoperti: oltre due terzi delle cattedre per attività di sostegno rimaste libere si concentrano su questo ordine. Seguono la secondaria di primo grado con 1.404 posti, la secondaria di secondo grado con 1.056 e l'infanzia con 786. Il file Excel pubblicato dall'ufficio sindacale è suddiviso in quattro fogli, uno per ciascun ordine di scuola, con il dettaglio per regione, provincia e classe di concorso. Per i docenti il quadro provinciale è il riferimento utile a stimare le possibilità di nomina sul proprio territorio: il numero delle classi di concorso scoperte varia in modo significativo tra Nord, Centro e Sud, sia per le cattedre comuni sia per il sostegno, e il dato disaggregato consente di confrontare l'offerta reale con le proprie graduatorie di iscrizione.
Da questi 47.019 posti ripartono le operazioni di reclutamento per il prossimo anno scolastico: immissioni in ruolo da concorsi e graduatorie ad esaurimento, supplenze annuali al 31 agosto e supplenze fino al termine delle attività didattiche. La quantità di vuoti residui sul sostegno, in particolare alla primaria, anticipa anche il peso che le supplenze annuali avranno nel sistema scolastico in attesa che i percorsi di specializzazione coprano stabilmente il fabbisogno strutturale di docenti specializzati.
Domande frequenti
Quanti posti vacanti risultano dopo le operazioni di mobilità docenti per il 2026/27?
Dopo i movimenti di mobilità autorizzati, restano 47.019 posti vacanti tra cattedre comuni e sostegno in tutte le regioni e per tutti gli ordini di scuola.
Quale ordine di scuola presenta il maggior numero di cattedre libere?
La scuola primaria registra il maggior numero di cattedre vacanti, con 18.799 posti, pari a circa il 40% del totale dei posti residui.
Come sono suddivisi i posti vacanti tra cattedre comuni e sostegno?
Dei 47.019 posti vacanti, 35.558 riguardano le cattedre comuni e 11.461 sono posti di sostegno, con una particolare concentrazione di posti scoperti nella primaria.
Dove è possibile consultare il dettaglio dei posti vacanti per regione e classe di concorso?
Il dettaglio è disponibile in un file Excel pubblicato dall’ufficio sindacale della CISL Scuola, suddiviso per ordine di scuola, regione, provincia e classe di concorso.
Quali saranno le principali modalità di copertura delle cattedre vacanti per il 2026/27?
Le cattedre verranno coperte tramite immissioni in ruolo da concorsi e graduatorie ad esaurimento, oltre che con supplenze annuali al 31 agosto e supplenze fino al termine delle attività didattiche.
Perché il numero effettivo di posti disponibili potrebbe variare rispetto ai dati pubblicati?
I dati sono al lordo delle situazioni di esubero rilevate a livello provinciale o regionale, che potranno ridurre i posti effettivamente disponibili dopo le verifiche territoriali.