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Matematica a scuola, perché il crollo parte dalla primaria
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Matematica a scuola, perché il crollo parte dalla primaria

Rapporto Invalsi 2026: tre punti in meno in seconda e quinta primaria. Dove nascono davvero gli errori diffusi e come intervenire in classe.

In seconda primaria il livello base in matematica è sceso al 64%, in quinta primaria al 63%: tre punti in meno rispetto al 2025, secondo il Rapporto nazionale Invalsi 2026 presentato alla Camera il 16 luglio. Nello stesso anno, alla maturità, il livello base in matematica cresce di tre punti e tocca il 52%.

Dove cede la matematica a scuola e dove recupera

Il quadro Invalsi 2026 mostra due movimenti opposti. In primaria i risultati peggiorano di tre punti su entrambi i gradi osservati, un calo che la rilevazione definisce omogeneo tra Nord e Sud. In terza media la quota di studenti con competenze adeguate scende dal 56% al 55%, mentre nel biennio delle superiori sale leggermente dal 54% al 55%.

All'ultimo anno delle secondarie di secondo grado il recupero è più netto: dal 49% al 52% di studenti al livello base. Il Mezzogiorno traina la crescita, con il Sud che passa dal 40% al 45% e il Sud e Isole dal 38% al 41%. La dispersione implicita, cioè la quota di maturandi che esce senza competenze adeguate in almeno una materia, scende dall'8,7% al 6,3%: il valore più basso della serie storica Invalsi.

Gli errori diffusi non sono di calcolo, sono di ragionamento

La fotografia Invalsi va letta accanto a quella OCSE. In Pisa 2022 Italia ha ottenuto 471 punti in matematica, in linea con la media OCSE di 472 e con Francia (474), Germania (475) e Spagna (473). Il saldo rispetto al 2018 è però di 15 punti in meno, e solo il 7% degli studenti italiani raggiunge i livelli di eccellenza (5-6), contro il 9% della media OCSE.

I quesiti che gli studenti italiani sbagliano di più non sono i calcoli, ma quelli che chiedono di interpretare un testo, scegliere una strategia di soluzione e giustificare il risultato. Sono i compiti dove la disciplina diventa ragionamento su una situazione reale. L'automatismo delle procedure, molto allenato nei primi cicli, non basta appena la consegna cambia forma.

Il punto delicato è che il modello mentale con cui si affronta un problema si forma proprio tra i 7 e i 10 anni. Quando in seconda e quinta primaria la quota di bambini al livello base cala di tre punti in un anno, significa che la base cognitiva del ragionamento si sta assottigliando prima di arrivare alle medie. Il recupero visibile alla maturità riguarda chi è già selezionato dall'uscita del primo ciclo, non chi si è perso prima.

Cosa può cambiare in classe

Il margine più grande di intervento è nella primaria, dove i docenti sono generalisti e la formazione specifica sulla didattica della disciplina resta un capitolo aperto. Lavorare sulle funzioni esecutive (attenzione, memoria di lavoro, pianificazione), usare il canale visivo per rappresentare i problemi e far ragionare la classe su più strategie di soluzione per lo stesso quesito sono leve concrete, documentate dalla ricerca in didattica.

Serve anche un'organizzazione del tempo scuola che includa l'analisi dell'errore come oggetto di lavoro, non solo come correzione. Capire perché un bambino arriva a una risposta sbagliata vale, nel medio periodo, più di dieci esercizi aggiuntivi. La crescita del Sud all'ultimo anno (+5 punti al Sud, +3 punti al Sud e Isole) suggerisce che gli interventi mirati sui territori più fragili funzionano quando sono continuativi: le risorse previste dai bandi Pnrr per la scuola digitale e dalla manovra 2026 per la scuola vanno in questa direzione se raggiungono le aule della primaria.

Il prossimo banco di prova è OCSE Pisa 2025, i cui risultati italiani saranno diffusi nei prossimi mesi. Se la fascia 7-10 anni resterà il punto debole del sistema, la maturità del 2030 ne porterà il conto.

Domande frequenti

Perché il livello base in matematica sta diminuendo nella scuola primaria?

Secondo il Rapporto Invalsi 2026, il calo dei risultati in matematica nella primaria è omogeneo tra Nord e Sud e riguarda la formazione delle competenze di ragionamento, non solo il calcolo. Questo suggerisce che la base cognitiva del ragionamento matematico si sta assottigliando già tra i 7 e i 10 anni.

In quali fasi del percorso scolastico si registra un recupero nelle competenze matematiche?

Il recupero più significativo si osserva nell'ultimo anno delle scuole superiori, dove la percentuale di studenti al livello base sale al 52%. Questo miglioramento è trainato soprattutto dal Mezzogiorno, grazie a interventi mirati e continuativi.

Quali sono gli errori più frequenti degli studenti italiani in matematica?

Gli errori più diffusi riguardano il ragionamento: gli studenti faticano a interpretare testi, scegliere strategie di soluzione e giustificare i risultati. I problemi sorgono soprattutto nei quesiti che richiedono di applicare la matematica a situazioni reali, non nei semplici calcoli.

Quali strategie didattiche possono migliorare l'apprendimento della matematica in primaria?

Le ricerche suggeriscono di lavorare sulle funzioni esecutive (attenzione, memoria di lavoro, pianificazione), usare rappresentazioni visive e proporre più strategie di soluzione per lo stesso problema. È importante anche analizzare gli errori in classe per sviluppare il ragionamento.

Cosa indica la crescita dei risultati al Sud nelle scuole superiori?

La crescita dei risultati al Sud (+5 punti) e Sud e Isole (+3 punti) evidenzia che gli interventi mirati e continuativi nei territori più fragili sono efficaci. Le risorse dei bandi PNRR e della manovra 2026 possono rafforzare questo trend se indirizzate correttamente verso la primaria.

Qual è il prossimo appuntamento di monitoraggio delle competenze matematiche in Italia?

Il prossimo banco di prova sarà OCSE Pisa 2025, i cui risultati italiani saranno diffusi nei prossimi mesi e serviranno a valutare se la fascia 7-10 anni resterà il punto debole del sistema scolastico italiano.

Pubblicato il: 1 novembre 2026 alle ore 19:32

Savino Grimaldi

Articolo creato da

Savino Grimaldi

Giornalista Pubblicista Savino Grimaldi è un giornalista laureando in Economia e Commercio, con una solida esperienza maturata nel settore della formazione. Da anni lavora con competenza nell’ambito della formazione professionale, distinguendosi per una conoscenza approfondita delle politiche attive del lavoro e delle dinamiche che legano istruzione, occupazione e sviluppo delle competenze. Alla preparazione economica e professionale affianca una grande passione per la lettura e per il giornalismo, che ne arricchiscono il profilo umano e culturale. Spazia con disinvoltura tra diverse tematiche, offrendo sempre il proprio punto di vista con equilibrio, sensibilità e spirito critico.

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