Sui 283 posti comuni vacanti alla scuola primaria in Basilicata per il 2026/2027, 265 sono nella provincia di Potenza e solo 18 in quella di Matera. Una sproporzione del 93,6% contro il 6,4% che non si spiega solo con il calo demografico, perche' i residenti del potentino valgono il 64,4% della regione, non il 93.
I numeri della mappa post-mobilita'
I prospetti elaborati dalla UIL Scuola al termine della mobilita' restituiscono una Basilicata con volumi molto contenuti. Alla primaria i 283 posti comuni si ripartiscono in 265 a Potenza e 18 a Matera. Alla scuola dell'infanzia il rapporto e' meno estremo ma sempre netto: 50 cattedre nel potentino e 15 nel materano, su un totale regionale di 65.
Sul sostegno la situazione cambia faccia. In tutta la regione restano da assegnare appena 45 cattedre: 13 all'infanzia, 13 alla primaria, 11 alle medie e 8 alle superiori. Numeri lontani anni luce dalle emergenze di Lombardia o Campania, dove il sostegno scoperto supera le 11mila unita'. La carenza di specializzati sul sostegno qui non e' il fronte principale.
Alle medie pesa soprattutto la classe di concorso A028 matematica e scienze, con 12 posti disponibili (10 a Potenza, 2 a Matera) e i 6 di discipline letterarie AM12 tutti concentrati nel potentino. Alle superiori spiccano i 10 posti di scienze motorie AS48 (9 a Potenza), gli 8 di matematica e fisica A027 e i 7 di informatica A041. Materie tecniche che torneranno centrali con le novita' sugli istituti tecnici dal 2026/27.
Lo squilibrio supera di otto volte il peso demografico
Qui il quadro diventa interessante. Secondo il Censimento permanente ISTAT della popolazione 2023 la Basilicata conta 533.233 residenti: 343.252 a Potenza (64,4%) e 189.981 a Matera (35,6%). Se i posti vacanti alla primaria seguissero il peso demografico, Matera dovrebbe averne circa 101 su 283. Ne ha 18. Cioe' un quinto di quanti le spetterebbero su base proporzionale.
Il rapporto tra le province lo rende ancora piu' evidente. Demograficamente Potenza vale 1,8 volte Matera. Sul fronte cattedre primaria il rapporto schizza a 14,7. Lo squilibrio dei vacanti, in altre parole, e' otto volte piu' accentuato dello squilibrio della popolazione.
Pesa il calo demografico, ma non basta a spiegare il gap. L'anno scolastico 2025/2026 e' partito in Basilicata con 65.434 alunni, 1.983 in meno rispetto al precedente. La provincia di Matera ha perso il 3,1% degli iscritti (-792), Potenza il 2,8% (-1.191). Una differenza minima rispetto alla forbice 93/6 sui posti. Il fattore strutturale e' un altro: la rete scolastica del potentino e' molto piu' capillare, con un maggior numero di plessi rurali e classi a organico ridotto che tengono in piedi piu' cattedre nonostante il calo.
Cosa cambia per chi cerca una cattedra
Per chi punta a una immissione in ruolo o a una supplenza, la mappa ridisegna le priorita'. Chi e' in graduatoria primaria con bassa posizione ha probabilita' concrete di chiamata solo nel potentino: 265 posti dispersi tra Lagonegro, Melfi, Pisticci alta e i tanti plessi interni offrono margini reali. Nel materano i 18 posti finiranno con ogni probabilita' saturati gia' dalle GAE e dai primi inseriti in GPS.
Discorso simile per il sostegno. Le 45 cattedre regionali coprono buona parte del fabbisogno e lasciano spazi minimi a supplenze annuali. Chi cerca incarichi su posto di sostegno specializzato in Basilicata trovera' margini molto piu' stretti rispetto a Lombardia o Lazio.
Per i docenti delle superiori la scelta razionale ricade su scienze motorie, matematica e fisica, informatica: tre classi di concorso che concentrano quasi un terzo dei vacanti regionali del secondo grado e che restano sguarnite anno dopo anno per scarsita' di abilitati. Anche qui Potenza fa la parte del leone, con 9 posti su 10 in AS48 e 5 su 7 in A041.
Il prossimo passaggio decisivo sara' la pubblicazione del bollettino degli incarichi a settembre, quando si capira' quanti di questi posti saranno effettivamente coperti da ruolo e quanti finiranno in supplenza annuale. Sul rapporto Potenza-Matera, la previsione e' che il divario non si chiudera': la mobilita' in uscita verso il Nord seguita' a drenare proprio dai pochi posti materani.
Domande frequenti
Perché esiste uno squilibrio così marcato nella distribuzione delle cattedre tra Potenza e Matera?
Lo squilibrio non si spiega solo con il calo demografico; la rete scolastica di Potenza è più capillare, con numerosi plessi rurali e classi a organico ridotto, che mantengono attive più cattedre rispetto a Matera.
Come incide il calo demografico sulla disponibilità delle cattedre in Basilicata?
Il calo demografico ha portato a una diminuzione di alunni in entrambe le province, ma la differenza di iscritti persi tra Potenza e Matera è minima rispetto allo squilibrio nella distribuzione dei posti vacanti.
Quali prospettive ci sono per chi cerca una cattedra primaria in Basilicata?
Le maggiori opportunità di immissione in ruolo o supplenza sono nella provincia di Potenza, dove sono disponibili 265 posti, mentre a Matera i soli 18 posti saranno probabilmente saturati dalle graduatorie ad esaurimento.
Com'è la situazione delle cattedre di sostegno in Basilicata rispetto ad altre regioni?
In Basilicata restano da assegnare solo 45 cattedre di sostegno, un numero molto inferiore rispetto all'emergenza di regioni come Lombardia o Campania, dove i posti vacanti superano le 11 mila unità.
Quali sono le classi di concorso più richieste nelle scuole superiori della regione?
Le discipline più richieste alle superiori sono scienze motorie, matematica e fisica, e informatica, che insieme rappresentano quasi un terzo dei posti vacanti regionali e sono tradizionalmente carenti di abilitati.
Cosa si prevede per il futuro rapporto tra le cattedre di Potenza e Matera?
Il divario tra le due province dovrebbe persistere, poiché la mobilità dei docenti verso il Nord continua a sottrarre posti soprattutto a Matera, senza segnali di un riequilibrio a breve termine.