Tre giorni di permesso retribuito per ogni evento luttuoso, frazionabili e riconosciuti anche ai supplenti annuali e brevi. Ma l'elenco dei parenti coperti è chiuso: suocera sì, cognata no, zii e nipoti del fratello nemmeno.
I tre giorni del CCNL: chi entra nei permessi per lutto
L'articolo 35 del CCNL Istruzione e Ricerca 2019-2021 pubblicato in Gazzetta Ufficiale riconosce al personale docente e ATA tre giorni di permesso retribuito per ciascun decesso, da fruire entro un lasso di tempo ragionevole dall'evento e anche in modo non continuativo. Il contratto firmato a gennaio 2024 ha equiparato i diritti tra personale di ruolo e personale a tempo determinato, sia con contratto annuale sia con incarico breve, chiudendo una differenza che durava da anni.
Le categorie coperte sono cinque: coniuge, parenti entro il secondo grado (genitori, figli, fratelli, sorelle, nonni e nipoti come figli dei figli), affini di primo grado (suoceri, generi, nuore), conviventi stabili risultanti dall'anagrafe e componenti della famiglia anagrafica. I giorni non riducono le ferie e contano per intero ai fini dell'anzianità di servizio.
Cognati, zii e nipoti del fratello: gli esclusi (e perché)
Il confine si ferma al secondo grado di parentela e al primo grado di affinità. I cognati, intesi come fratelli del coniuge o coniugi dei propri fratelli, sono affini di secondo grado: per loro non scattano i tre giorni. Stessa esclusione per gli zii e per i nipoti del fratello, che si collocano nel terzo grado di parentela e non rientrano nella platea del contratto. L'ARAN ha ribadito più volte questa lettura: la dirigenza scolastica deve verificare il rapporto familiare prima di concedere l'assenza, altrimenti la giornata viene trasformata in ferie o in assenza ingiustificata.
Il settore privato applica una soglia ancora più stretta. L'articolo 4 della legge 53/2000 su Normattiva copre coniuge, parenti entro il secondo grado e conviventi stabili, ma non include alcun affine. Per un dipendente di azienda privata, suoceri, generi e nuore non danno diritto al permesso retribuito: l'estensione agli affini di primo grado resta una prerogativa del comparto Istruzione e Ricerca, introdotta in via contrattuale e mai recepita dalla legge generale. La conseguenza pratica: un docente che perde la suocera ha tre giorni retribuiti, un dipendente di banca per lo stesso lutto deve chiedere ferie.
Cosa fare quando il parente resta fuori dai tre giorni
Per un cognato, uno zio o un parente di terzo grado l'alternativa più usata sono i tre giorni l'anno previsti per gravi motivi personali o familiari documentati, ancora richiamati dal contratto vigente. Il tetto è annuale, non per singolo evento: chi ha già usato i tre giorni per altri motivi nello stesso anno scolastico ha esaurito la riserva.
Le altre opzioni sono le ferie, concesse dal dirigente compatibilmente con le esigenze di servizio, oppure il congedo straordinario non retribuito per gravi motivi familiari documentati, previsto fino a due anni nell'arco della vita lavorativa dalla legge 53/2000. Quest'ultimo copre periodi lunghi ma azzera lo stipendio per la durata dell'assenza, quindi è una scelta limite. I diritti dei docenti e del personale ATA in difficoltà sono regolati nel dettaglio dal contratto nazionale e dalle pronunce ARAN: prima di presentare la domanda conviene verificare il grado esatto del legame familiare, perché lo scambio fra parente e affine è la causa più frequente di diniego.
Per il personale docente in vista dell'anno scolastico 2025/26 conoscere il perimetro esatto del permesso evita richieste respinte: il modulo va presentato al dirigente con certificato di morte e autocertificazione del rapporto di parentela, indicando se la fruizione sarà continuativa o frazionata. Una scadenza interna concordata con la segreteria, in genere entro trenta giorni dall'evento, riduce il rischio di contestazioni sul concetto di ragionevole lasso di tempo.
Domande frequenti
Chi ha diritto ai tre giorni di permesso retribuito per lutto nella scuola?
I tre giorni di permesso retribuito spettano al personale docente e ATA, sia di ruolo sia a tempo determinato (supplenti annuali e brevi), in caso di decesso di coniuge, parenti entro il secondo grado, affini di primo grado, conviventi stabili risultanti dall'anagrafe, e componenti della famiglia anagrafica.
Sono compresi nei permessi per lutto anche i cognati, zii o nipoti del fratello?
No, cognati (affini di secondo grado), zii e nipoti del fratello (parenti di terzo grado) non rientrano tra i beneficiari dei tre giorni di permesso retribuito secondo il CCNL Istruzione e Ricerca.
I giorni di permesso per lutto possono essere utilizzati in modo frazionato?
Sì, i tre giorni di permesso per lutto possono essere fruiti anche in modo non continuativo purché siano utilizzati entro un lasso di tempo ragionevole dall'evento luttuoso.
Cosa può fare il personale scolastico se il parente deceduto non rientra tra quelli previsti dal permesso per lutto?
In questi casi si possono utilizzare i tre giorni per gravi motivi personali o familiari documentati (annuali e non per singolo evento), le ferie compatibilmente con le esigenze di servizio, oppure richiedere un congedo straordinario non retribuito per gravi motivi familiari.
Quali documenti sono necessari per richiedere il permesso per lutto a scuola?
È necessario presentare al dirigente scolastico il modulo di richiesta, allegando il certificato di morte e un'autocertificazione del rapporto di parentela, specificando se la fruizione sarà continuativa o frazionata.