Tre maestre della primaria Giacomo Leopardi di Milano hanno smontato un'idea radicata da decenni: l'aula di sostegno come stanza separata, frequentata solo da pochi alunni. Le tre ex aule sono diventate BenEssere a Scuola, spazi aperti a tutti gli studenti dell'istituto comprensivo Ermanno Olmi.
Tre spazi al posto di tre stanze dedicate
Il progetto è partito nel 2023, quando Francesca Di Fabrizio, Eleonora Giacco ed Elisa Stifanese hanno candidato l'IC Olmi al bando arredi innovativi del Comune di Milano. La ristrutturazione ha consegnato alla scuola tre ambienti specializzati ma condivisi. Mente in gioco è una ludoteca che accompagna il passaggio dall'infanzia alla primaria, con materiali per il gioco simbolico e la matematica esperienziale. SensAzionale è l'aula multisensoriale dove tecnologie come il sound beam e laboratori come la ginnastica integrata stimolano apprendimento e regolazione emotiva. Bodio Lab è un laboratorio con pc, api-robot e software didattici dove l'apprendimento avviene in gruppo, anche con alunni dai funzionamenti complessi. Hanno collaborato Tog, Epson Italia, la cooperativa Clo, le associazioni Gabry Little Hero, Abg, Wau e Crams, oltre allo studio Design Libero di due genitori. Nessuna delle tre stanze porta nel nome la parola sostegno.
Cosa dice Istat sulle aule di sostegno italiane
Il modello Leopardi va nella direzione opposta a quella prevalente. Secondo il Rapporto Istat inclusione scolastica alunni con disabilità 2023-2024, il 19% delle scuole dispone di strumentazione informatica adattata unicamente in aule per il sostegno: pc, software e ausili sono fuori dalla classe, accessibili solo all'alunno con disabilità in compresenza con il docente specializzato. Il 42,6% ha postazioni adattate in aule per il sostegno anche se non in modo esclusivo, mentre il 49% le tiene in classe. Cinque anni fa la quota in classe si fermava al 37%.
Il dato sull'isolamento didattico è ancora più netto per gli alunni con limitazioni gravi: passano 7,3 ore alla settimana fuori dalla classe, una media che al Nord sale a 9,4 ore e nel Mezzogiorno scende a 5,3. Lo stesso rapporto avverte che la collocazione delle tecnologie in stanze dedicate impedisce la didattica insieme al gruppo dei coetanei e limita le relazioni tra i ragazzi. La Leopardi sceglie l'opposto: ludoteca, stanza multisensoriale e laboratorio sono aperti a tutta la scuola e progettati per attivare il gruppo classe, non per separarne una parte. Il cambio di paradigma riguarda il 5,5% degli iscritti alla primaria certificati come disabili, 359mila in totale tra tutti gli ordini scolastici, 75mila in più rispetto a cinque anni fa.
Cosa cambia per docenti e famiglie
Per i docenti l'effetto è organizzativo prima ancora che pedagogico: lo spazio di sostegno smette di essere il luogo dove portare un singolo alunno e diventa una risorsa che la classe prenota per laboratori. Il referente per l'inclusione coordina l'uso, non lo gestisce in solitudine. Per le famiglie cambia la geografia della giornata scolastica: meno spostamenti verso una stanza dedicata, più tempo nello stesso ambiente dei compagni.
Il punto debole resta la formazione. Secondo Istat solo nel 23% delle scuole italiane tutti i docenti per il sostegno hanno seguito almeno un corso sulle tecnologie educative, e solo nel 7% dei plessi i docenti curricolari preparano materiale accessibile con strumenti digitali. Senza un investimento parallelo sulla formazione, le tre aule rischiano di restare contenitori innovativi usati con didattica vecchia. La pipeline degli specializzati resta il nodo anche a livello ministeriale, dal concorso PNRR 2 per infanzia e primaria ai nuovi corsi di specializzazione sul sostegno, fino al percorso per gli specializzati all'estero.
Il bando del Comune di Milano per il triennio 2026/2027 mette sul piatto 594mila euro complessivi, di cui 44mila riservati esplicitamente a strumenti per l'inclusione tra alunni con e senza disabilità: le scuole milanesi che vogliono replicare il modello Leopardi hanno già la cornice di finanziamento davanti, con scadenza domande il 31 luglio 2026.
Domande frequenti
In cosa consiste il nuovo modello adottato dalla primaria Leopardi?
La primaria Leopardi ha eliminato le tradizionali aule di sostegno separate, trasformandole in spazi aperti e specializzati accessibili a tutti gli studenti. Questi ambienti promuovono l'inclusione e il lavoro di gruppo, superando la logica della separazione.
Quali sono i nuovi spazi creati e a cosa servono?
Sono stati creati tre spazi: Mente in gioco (ludoteca per il gioco simbolico e la matematica esperienziale), SensAzionale (aula multisensoriale per l'apprendimento e la regolazione emotiva) e Bodio Lab (laboratorio digitale per attività di gruppo anche con alunni dai funzionamenti complessi). Tutti sono pensati per l'intera comunità scolastica.
Come cambia il ruolo dei docenti con questa nuova organizzazione?
Gli spazi di sostegno diventano risorse prenotabili per l'intera classe, non più luoghi esclusivi per singoli alunni. Il referente per l'inclusione coordina l'accesso agli ambienti, favorendo collaborazione e progettualità condivisa tra docenti.
Quali sono le principali criticità evidenziate dal progetto?
La formazione dei docenti resta il punto debole: solo una minoranza ha seguito corsi sulle tecnologie educative e pochi preparano materiali accessibili. Senza un adeguato investimento nella formazione, gli spazi rischiano di non essere sfruttati appieno dal punto di vista didattico.
Come possono altre scuole replicare il modello della Leopardi?
Le scuole milanesi interessate possono partecipare al bando del Comune di Milano, che finanzia progetti per l'inclusione fino al 2026/2027. Sono disponibili 594mila euro totali, con 44mila destinati specificamente a strumenti per l'inclusione.