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Italia ottava in UE senza obbligo: 47% dei 14-18enni la riceve a scuola
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Italia ottava in UE senza obbligo: 47% dei 14-18enni la riceve a scuola

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L'Italia introduce il consenso preventivo mentre 20 paesi UE rendono obbligatoria l'educazione affettiva. Solo il 47% dei 14-18enni l'ha ricevuta.

Il Senato ha approvato il 4 giugno 2026 il ddl Valditara sul consenso informato con 78 voti favorevoli e 38 contrari. Nelle scuole dell'infanzia e nella primaria l'educazione affettiva e sessuale diventa vietata. Nelle secondarie servirà il consenso scritto preventivo dei genitori, o dello studente maggiorenne, dopo aver visionato materiali ed esperti coinvolti.

Cosa cambia con il consenso informato

La legge è composta da tre articoli. Il primo obbliga le scuole secondarie di primo e secondo grado a raccogliere il consenso scritto delle famiglie prima di qualunque attività su sessualità e affettività, fornendo in anticipo obiettivi didattici, materiali e nomi degli esperti esterni. Il secondo regola il ricorso a esperti esterni: serve una doppia delibera, prima del collegio docenti e poi del consiglio d'istituto, con criteri di selezione basati su titoli, esperienza e coerenza con il livello di maturazione degli studenti. Il terzo introduce la clausola di invarianza finanziaria: nessuna risorsa aggiuntiva per attuare le nuove procedure. Restano fuori dal consenso le attività di educazione al rispetto, alle relazioni e all'empatia, dichiarate obbligatorie dal MIM in tutti i gradi di scuola, e l'educazione sessuale biologica all'interno dei programmi di scienze. La legge ha riacceso le proteste, dopo episodi come la manifestazione di Gallarate contro le iniziative scolastiche dei mesi scorsi.

L'Italia è ottava in Europa senza obbligo

Su 27 paesi dell'Unione europea, 20 rendono l'educazione sessuo-affettiva obbligatoria nei propri curricoli: tra questi Francia, Germania, Belgio, Olanda, Svezia, Finlandia, Irlanda, Austria, Portogallo e Grecia. I 7 senza obbligo sono Italia, Polonia, Bulgaria, Ungheria, Cipro, Romania e Lituania. Il nuovo quadro italiano, con divieto fino alla primaria e consenso preventivo nelle medie e superiori, allarga il distacco rispetto al resto del continente.

Gli standard internazionali su cui si basano i venti paesi sono due: gli Standards for Sexuality Education in Europe elaborati dall'OMS Europa e dall'agenzia tedesca BZgA nel 2010, e le Linee guida tecniche internazionali sull'educazione alla sessualità di UNESCO, OMS, UNICEF, UNAIDS e UN Women, riviste nel 2018. Entrambi prevedono percorsi calibrati per età a partire dalla scuola dell'infanzia.

L'indagine Save the Children-Ipsos del 2025 fotografa lo scenario italiano prima dell'intervento legislativo: solo il 47% degli adolescenti tra 14 e 18 anni ha ricevuto educazione sessuo-affettiva in classe. Al Sud la quota crolla al 37%, sotto la metà della media UE. Il 90% degli adolescenti la chiede e il 78,6% dei genitori la sostiene. Con il nuovo consenso preventivo obbligatorio, secondo Save the Children, queste percentuali rischiano di calare ulteriormente.

Cosa cambia per docenti e dirigenti

Gli istituti dovranno costruire un fascicolo documentale per ogni progetto su affettività e sessualità: obiettivi, programmi, metodologie, materiali e nomi degli esperti vanno trasmessi alle famiglie prima della richiesta di firma. Per gli esperti esterni servono due passaggi consiliari (collegio docenti e consiglio d'istituto), con verbale dei criteri di selezione. Le scuole non possono escludere lo studente la cui famiglia non firma: devono garantire attività educative alternative.

La clausola di invarianza finanziaria non assegna risorse: il lavoro organizzativo resta a carico delle segreterie, una pressione amministrativa che si somma alle nuove sfide economiche e didattiche del sistema già segnalate dai dirigenti. Per i presidi significa scrivere nuovi protocolli entro l'avvio dell'anno scolastico 2026/2027, in molti casi a organico invariato e in attesa delle proposte sull'elenco nazionale degli idonei e le nuove assunzioni.

Il prossimo passaggio operativo è l'aggiornamento delle Indicazioni nazionali: il MIM ha annunciato l'inserimento della prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili dalle medie, ma senza ore aggiuntive nel monte settimanale. Le scelte didattiche concrete restano sui collegi docenti, che dovranno conciliare il nuovo perimetro normativo con la domanda di educazione che continua a crescere fuori dalle aule.

Domande frequenti

Cosa prevede la nuova legge sul consenso informato per l'educazione sessuale a scuola?

La legge obbliga le scuole secondarie a raccogliere il consenso scritto delle famiglie prima di ogni attività su sessualità e affettività, fornendo in anticipo obiettivi, materiali e nomi degli esperti coinvolti. Nelle scuole dell’infanzia e primarie tali attività sono vietate.

Quali attività restano escluse dall'obbligo di consenso informato?

Restano escluse le attività di educazione al rispetto, alle relazioni e all’empatia, che sono obbligatorie in tutti i gradi di scuola, e l’educazione sessuale biologica prevista nei programmi di scienze.

Come cambierà il lavoro di docenti e dirigenti scolastici con il nuovo ddl?

Docenti e dirigenti dovranno preparare un fascicolo dettagliato per ogni progetto, sottoporre la selezione degli esperti a due delibere e garantire attività alternative agli studenti senza consenso. L’organizzazione interna sarà più complessa, senza risorse aggiuntive.

Qual è la posizione dell’Italia rispetto agli altri paesi europei sull’educazione sessuale a scuola?

L’Italia è uno dei sette paesi UE senza obbligo di educazione sessuo-affettiva nei curricoli, a differenza dei venti paesi che la prevedono dall’infanzia secondo standard internazionali.

Quali sono le principali criticità e proteste emerse dopo l’approvazione della legge?

Le proteste riguardano il rischio di un’ulteriore diminuzione dell’accesso all’educazione sessuale, già ricevuta solo dal 47% degli adolescenti italiani, e le difficoltà organizzative per le scuole senza fondi aggiuntivi. Manifestazioni e critiche sono aumentate dopo episodi locali e con la nuova normativa.

Cosa cambierà concretamente per gli studenti con la nuova normativa?

Gli studenti delle secondarie potranno partecipare solo con consenso scritto, mentre chi non lo ottiene dovrà seguire attività alternative. Nelle scuole dell’infanzia e primarie ogni attività su affettività e sessualità sarà vietata.

Pubblicato il: 10 giugno 2026 alle ore 09:09

Redazione EduNews24

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