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Indagine su 10 mila docenti italiani: 88% sceglierebbe di nuovo la professione anche se il prestigio è percepito in calo
Scuola

Indagine su 10 mila docenti italiani: 88% sceglierebbe di nuovo la professione anche se il prestigio è percepito in calo

Disponibile in formato audio

Indagine Bicocca-Iard su quasi 10 mila insegnanti: 88% sceglierebbe di nuovo la professione, ma 84% percepisce un calo di prestigio. I dati 2025.

L'88% degli insegnanti italiani sceglierebbe di nuovo la propria professione, ma l'84% percepisce un calo del prestigio sociale negli ultimi dieci anni. Sono i due dati centrali della più ampia indagine mai realizzata sul corpo docente italiano, presentata il 9 giugno 2026 e curata da Gianluca Argentin nel volume 'In costante divenire' (Il Mulino). La fotografia, pur registrando alta gratificazione professionale, evidenzia un divario crescente tra identità interna della categoria e riconoscimento esterno.

Quasi 10 mila docenti coinvolti nel 2025

La ricerca, promossa dalla Be for Education Foundation e condotta dall'Università di Milano-Bicocca con l'Istituto Iard, ha coinvolto nel 2025 quasi 10 mila insegnanti di oltre 400 scuole su tutto il territorio nazionale. È il quarto capitolo di una rilevazione iniziata nel 1990 e proseguita nel 1999 e nel 2008. Il dato che cambia di più rispetto al passato riguarda il profilo di ingresso: oggi il 50,3% dei docenti arriva all'insegnamento dopo aver svolto un altro lavoro stabile, contro il 28% del 2008. Tra gli insegnanti di sostegno, ormai quasi 250 mila e raddoppiati in dieci anni, la quota di chi proviene da un'altra carriera sale al 53,1%. Nello stesso segmento si concentra anche la fetta più alta di personale precario, pari al 6,2% contro l'1,8% delle cattedre comuni.

Burnout, didattica attiva e divario di genere sull'IA

Sul piano del benessere lavorativo, il 18,3% degli intervistati presenta livelli alti di burnout e un ulteriore 1,5% molto alti; sei docenti su dieci chiedono uno sportello psicologico dedicato. Cambia anche il modo di fare lezione: la lezione frontale, indicata come pratica abituale, è scesa dal 75,3% del 2008 al 56,1% del 2025, mentre le strategie di didattica attiva sono salite dal 23,9% al 40,9%. Più articolato il rapporto con l'intelligenza artificiale: solo un docente su tre si dichiara pronto a integrarla nel proprio lavoro e il gap di genere è netto, con due insegnanti donne su tre che si dichiarano poco o per nulla preparate, contro una su due fra gli uomini. Anche sui carichi extra-aula il differenziale resta marcato: le insegnanti donne dichiarano 44 ore settimanali in media, contro le 42,5 dei colleghi uomini, con un divario che in primaria sale a cinque ore. Sulla violenza in classe l'indagine misura inoltre uno scarto netto fra fatto e percezione: il 2,1% dei docenti dichiara di aver subito violenza fisica diretta da uno studente nell'ultimo anno scolastico, mentre il 78,6% ritiene che il fenomeno sia complessivamente in aumento, contro il 20% del 1999.

Il prossimo capitolo dell'indagine sarà dedicato in modo specifico ai docenti di sostegno, raddoppiati nell'ultimo decennio e descritti dagli stessi ricercatori come una 'camera di passaggio' della professione, in cui convergono i flussi più consistenti di Second-Career Teachers e la quota più alta di personale non stabile. Il volume integrale resta consultabile nel catalogo Il Mulino sotto la curatela di Argentin.

Domande frequenti

Qual è il principale risultato emerso dall'indagine sui docenti italiani?

L'indagine rivela che l'88% degli insegnanti sceglierebbe nuovamente la professione, nonostante l'84% percepisca un calo del prestigio sociale negli ultimi dieci anni.

Come è cambiato il profilo di ingresso degli insegnanti rispetto al passato?

Nel 2025, il 50,3% dei docenti arriva all'insegnamento dopo aver svolto un altro lavoro stabile, rispetto al 28% del 2008, con una percentuale ancora più alta tra gli insegnanti di sostegno.

Quali sono le principali criticità emerse riguardo al benessere lavorativo dei docenti?

Il 18,3% degli intervistati presenta livelli alti di burnout, e sei docenti su dieci chiedono uno sportello psicologico dedicato per supportare il benessere lavorativo.

In che modo sta cambiando la didattica nelle scuole italiane secondo l'indagine?

La lezione frontale è diminuita dal 75,3% al 56,1% come pratica abituale dal 2008 al 2025, mentre le strategie di didattica attiva sono aumentate dal 23,9% al 40,9%.

Quali differenze di genere sono emerse nell'utilizzo dell'intelligenza artificiale e nei carichi di lavoro?

Due insegnanti donne su tre si dichiarano poco o per nulla preparate all'integrazione dell'IA, rispetto a una su due tra gli uomini; inoltre, le insegnanti donne dichiarano un carico settimanale medio superiore rispetto ai colleghi uomini, soprattutto nella scuola primaria.

Cosa rivela l'indagine sul fenomeno della violenza in classe?

Il 2,1% dei docenti dichiara di aver subito violenza fisica diretta da studenti nell'ultimo anno, ma il 78,6% percepisce che il fenomeno sia in aumento rispetto al passato.

Pubblicato il: 9 giugno 2026 alle ore 15:55

Natale Labia

Articolo creato da

Natale Labia

Giornalista Professionista Giornalista con oltre 30 anni di esperienza, laureato in scienze politiche e relazioni internazionali all’Università La Sapienza di Roma, collaboro a contratto con L’Edicola e Il Mattino di Puglia e Basilicata dove mi occupo di politica e di economia. Per Edunews24 curo l’informazione politica relativa ai temi dell’Istruzione. In particolare, scrivendo delle attività istituzionali con un focus sia sulle iniziative e sui programmi dei Ministeri dell’Istruzione e del Merito, dell’Università e della Ricerca e della Cultura che su quelle delle commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Inoltre, sono amministratore unico di Italialab srl con cui curo uffici stampa pubblici e privati e sviluppo programmi di valorizzazione culturale e di promozione territoriale. In passato ho collaborato con testate nazionali e regionali, in particolare pugliesi, e ho scritto i volumi Il sindaco di Tutti, edito da Il Castello editore e Dal Rosso al Nero. Ho partecipato al volume collettivo edito dalla Fondazione Tatarella e da Giubilei Regnani editore sui trent’anni dalla fondazione di Alleanza nazionale. Per tre legislature sono stato collaboratore parlamentare occupandomi di legge di bilancio e di politiche agroalimentari con particolare riferimento all’export del Made in Italy e al contrasto dell’Italian sounding, collaborando con le Camera di commercio italiane all’estero. Appassionato di storia, di sociologia e di costume, spesso racconto all’interno delle collaborazioni giornalistiche i cambiamenti della società italiana e internazionale attraverso gli usi, le abitudini e i protagonisti che hanno accompagnato negli anni lo sviluppo e la crescita sociale e culturale. Pugliese di nascita, vivo a Roma o in un ipotetico altrove.

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