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Il TAR conferma la bocciatura di un'alunna per voto in condotta, confermando la decisione della scuola
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Il TAR conferma la bocciatura di un'alunna per voto in condotta, confermando la decisione della scuola

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Il TAR conferma la bocciatura di un'alunna con dieci note, due sospensioni e cinque insufficienze: il voto in condotta è valutazione, non punizione.

Il TAR ha respinto il ricorso presentato dalla famiglia di un'alunna bocciata a causa del voto in condotta, confermando la piena legittimità della decisione assunta dal Consiglio di classe. Per i giudici amministrativi, la valutazione del comportamento non è una sanzione fine a se stessa, ma un indicatore del livello di maturità raggiunto e del rispetto delle regole della comunità scolastica, da motivare sull'intero anno e non sulla base di un singolo episodio o di una sola sanzione disciplinare.

I numeri alla base della bocciatura

Il provvedimento di non ammissione alla classe successiva si fonda su un quadro disciplinare e didattico definito gravemente compromesso. Nel corso dell'anno scolastico la studentessa avrebbe accumulato dieci note sul registro elettronico, due sospensioni e cinque insufficienze nelle materie curricolari. Il Consiglio di classe ha letto questi numeri non come elementi isolati, ma come un comportamento ostativo e non collaborativo, persistente per gran parte dei nove mesi di attività didattica.

La famiglia, nel ricorso al TAR, aveva sostenuto che alla base della condotta della figlia ci fossero problematiche mediche, in particolare una marcata avversione ai rumori. Quelle condizioni, però, non erano state comunicate alla scuola in tempo utile e sono emerse solo in fase contenziosa, attraverso le memorie difensive depositate dai legali. Per i giudici è un nodo decisivo: senza informazioni preventive, l'istituto non aveva strumenti per predisporre un percorso personalizzato o misure di tutela individuali coerenti con la situazione clinica.

Perché il TAR conferma l'autonomia del Consiglio di classe

Nella sentenza il TAR valorizza in particolare un elemento procedurale. La scuola ha documentato di aver segnalato le criticità ai genitori in più occasioni, attraverso colloqui, comunicazioni ufficiali sul registro elettronico e sanzioni intermedie. La motivazione del Consiglio di classe, ricostruita sull'intero andamento dei nove mesi di attività, è stata ritenuta coerente e completa, perché non si limita a sommare le note ma ricostruisce il percorso disciplinare nel suo complesso. Mancando una segnalazione tempestiva sulle condizioni di salute richiamate dalla famiglia, la scelta dell'istituto è stata giudicata legittima e proporzionata rispetto al quadro disciplinare emerso.

La pronuncia arriva mentre è in vigore la riforma del voto in condotta introdotta dalla Legge 1 ottobre 2024 n. 150 - Normattiva, che ha restituito al comportamento un peso pieno nella valutazione finale: alla scuola secondaria di primo grado un voto inferiore a sei comporta la non ammissione, mentre alla secondaria di secondo grado il sei in condotta è subordinato a un giudizio motivato sull'intero anno. Per gli istituti la sentenza diventa così un riferimento operativo: la valutazione del comportamento deve essere argomentata sull'intero percorso e tracciata nelle comunicazioni con la famiglia, mentre i genitori sono chiamati a portare in tempo eventuali elementi rilevanti, sanitari o personali, prima dello scrutinio e non in sede di ricorso al giudice amministrativo.

Pubblicato il: 30 giugno 2026 alle ore 19:49

Natale Labia

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Natale Labia

Giornalista Professionista Giornalista con oltre 30 anni di esperienza, laureato in scienze politiche e relazioni internazionali all’Università La Sapienza di Roma, collaboro a contratto con L’Edicola e Il Mattino di Puglia e Basilicata dove mi occupo di politica e di economia. Per Edunews24 curo l’informazione politica relativa ai temi dell’Istruzione. In particolare, scrivendo delle attività istituzionali con un focus sia sulle iniziative e sui programmi dei Ministeri dell’Istruzione e del Merito, dell’Università e della Ricerca e della Cultura che su quelle delle commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Inoltre, sono amministratore unico di Italialab srl con cui curo uffici stampa pubblici e privati e sviluppo programmi di valorizzazione culturale e di promozione territoriale. In passato ho collaborato con testate nazionali e regionali, in particolare pugliesi, e ho scritto i volumi Il sindaco di Tutti, edito da Il Castello editore e Dal Rosso al Nero. Ho partecipato al volume collettivo edito dalla Fondazione Tatarella e da Giubilei Regnani editore sui trent’anni dalla fondazione di Alleanza nazionale. Per tre legislature sono stato collaboratore parlamentare occupandomi di legge di bilancio e di politiche agroalimentari con particolare riferimento all’export del Made in Italy e al contrasto dell’Italian sounding, collaborando con le Camera di commercio italiane all’estero. Appassionato di storia, di sociologia e di costume, spesso racconto all’interno delle collaborazioni giornalistiche i cambiamenti della società italiana e internazionale attraverso gli usi, le abitudini e i protagonisti che hanno accompagnato negli anni lo sviluppo e la crescita sociale e culturale. Pugliese di nascita, vivo a Roma o in un ipotetico altrove.

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