La Sezione Lavoro della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 18156 del 5 giugno 2026, ha dichiarato illegittima la presunzione di rinuncia che l'algoritmo GPS applicava agli aspiranti docenti non chiamati in una fase di nomina. L'effetto pratico è doppio: per il 2026/27 il ministero ha già aggiornato la procedura, mentre sulle supplenze conferite negli ultimi quattro anni scolastici si apre la strada ai ricorsi e ai risarcimenti.
Cosa cancella la pronuncia
La Suprema Corte stabilisce che la mancata indicazione di una sede in una specifica fase vale come rinuncia esclusivamente per quella preferenza, non per le convocazioni successive. L'algoritmo ministeriale, invece, escludeva il candidato da tutti i turni seguenti anche quando si liberavano posti compatibili con le sedi già scelte. La pronuncia richiama i principi costituzionali di ragionevolezza e buon andamento: penalizzare un aspirante con punteggio più alto perché in un turno precedente non aveva ampliato le preferenze non trova base normativa nell'ordinanza ministeriale.
Il passaggio chiave riguarda il principio di gerarchia: una volta che una sede già richiesta torna disponibile, la graduatoria deve essere scorsa dall'alto, senza che candidati con punteggio inferiore possano superare chi era stato saltato nei turni precedenti.
L'effetto retroattivo: oltre un milione di posizioni
Il vero impatto della sentenza riguarda il pregresso. Ogni anno le supplenze annuali conferite tramite GPS sono circa 250.000, divise tra incarichi al 31 agosto e al 30 giugno. Moltiplicate per le quattro annualità in cui la presunzione di rinuncia ha governato le nomine (2022/23, 2023/24, 2024/25, 2025/26), il bacino potenziale di posizioni rivalutabili supera il milione. I docenti che, pur non avendo indicato tutte le preferenze in una fase, sono poi stati esclusi dai turni successivi per sedi compatibili possono rivendicare punteggio retroattivo e risarcimento per le mensilità non lavorate.
La pronuncia consolida un orientamento già emerso nei tribunali di merito: dal Tribunale di Torino alla Corte d'Appello di Milano, le decisioni che riconoscevano l'illegittimità dell'esclusione automatica avevano aperto un fronte di contenzioso stimato in oltre quattromila sentenze positive nel solo 2026. Per chi era stato saltato dall'algoritmo, gli stessi requisiti documentali, posizione in graduatoria e preferenze espresse, restano i pilastri del ricorso. Chi ha presentato domanda dal 2022 in poi può verificare la propria posizione consultando i nostri aggiornamenti sulle GPS e le limitazioni per i docenti.
Per il 2026/27 il ministero ha già anticipato la sentenza
Sul fronte futuro, il paradosso è che la pronuncia arriva quando l'algoritmo è già stato riscritto. L'Ordinanza ministeriale n. 27 del 16 febbraio 2026 e la successiva circolare MIM n. 11814 del 6 maggio 2026 sulle supplenze 2026/2027 hanno introdotto il ripescaggio correttivo: quando un posto si libera dopo il primo turno, la procedura non riparte dall'ultimo nominato ma riesamina la graduatoria dall'alto. Un docente con punteggio elevato, escluso in un turno per incompatibilità tra sedi richieste e disponibili, può rientrare nei turni successivi senza essere considerato rinunciatario. È la stessa logica imposta ora dalla Cassazione.
Le date operative restano strette. Le domande per le 150 preferenze si presentano dal 16 al 29 luglio 2026 sulla piattaforma Istanze on line. Entro il 14 agosto gli Uffici scolastici regionali pubblicheranno i posti disponibili, mentre la fase interprovinciale si aprirà tra il 14 e il 18 agosto. Chi è in attesa di procedure chiare per gli elenchi aggiuntivi della prima fascia GPS deve quindi verificare con anticipo il proprio inquadramento.
Resta una zona grigia: i docenti che hanno aggiornato la propria posizione seguendo le nuove disposizioni per l'inserimento nei GPS di prima fascia dovranno comunque attendere la pubblicazione delle graduatorie definitive per valutare l'eventuale azione legale sugli anni pregressi. Il termine per la prescrizione decorre dalla singola operazione di nomina contestata, quindi la finestra utile per i contratti del 2022/23 si chiude già nel 2027.
Domande frequenti
Cosa ha stabilito la Corte di Cassazione riguardo all'algoritmo GPS?
La Corte di Cassazione ha dichiarato illegittima la presunzione di rinuncia applicata dall'algoritmo GPS agli aspiranti docenti esclusi in una fase di nomina, affermando che la rinuncia vale solo per quella specifica preferenza e non per le convocazioni successive.
Quali sono le conseguenze pratiche della sentenza sulle supplenze per il 2026/27?
Per il 2026/27 la procedura è già stata aggiornata: il ministero ha introdotto un ripescaggio correttivo che consente ai docenti esclusi in un turno di essere riesaminati nei successivi senza essere considerati rinunciatari.
Che impatto ha la sentenza sulle supplenze degli anni scolastici precedenti?
La sentenza apre la strada ai ricorsi e ai risarcimenti per le supplenze conferite tra il 2022/23 e il 2025/26, consentendo ai docenti esclusi ingiustamente di rivendicare punteggio retroattivo e compensi per le mensilità non lavorate.
Come possono i docenti verificare se hanno diritto a ricorso o risarcimento?
I docenti interessati possono controllare la propria posizione in graduatoria e le preferenze espresse negli anni coinvolti; se sono stati esclusi da turni successivi per sedi compatibili, possono valutare un'azione legale consultando documentazione e aggiornamenti sulle GPS.
Quali sono le nuove modalità di presentazione delle domande per le supplenze GPS 2026/27?
Le domande per le 150 preferenze si presentano dal 16 al 29 luglio 2026 sulla piattaforma Istanze on line, con la pubblicazione dei posti disponibili entro il 14 agosto e la fase interprovinciale prevista tra il 14 e il 18 agosto.
Entro quando è possibile presentare ricorso per le esclusioni avvenute negli anni passati?
Il termine di prescrizione decorre dalla singola operazione di nomina contestata, quindi la finestra utile per i contratti del 2022/23 si chiude nel 2027.