- La scadenza di oggi e il quadro generale
- Servizio su sostegno con titolo: il punteggio aggiuntivo che non c'è
- Scuole di montagna e piccole isole: nessuna valorizzazione
- Concorso PNRR3: graduatorie fantasma
- Una procedura travagliata fin dall'inizio
- Domande frequenti
La scadenza di oggi e il quadro generale
Oggi, 16 marzo 2026, alle 23:59 si chiude la finestra per la presentazione delle domande di aggiornamento delle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS) e delle correlate graduatorie di istituto, valide per il biennio 2026/27 e 2027/28. Chi non ha ancora inviato la propria istanza attraverso la piattaforma del Ministero dell'Istruzione e del Merito ha poche ore per farlo.
Ma il dato che emerge con più forza, a chiusura di questa tornata, non riguarda tanto la scadenza in sé quanto ciò che in queste graduatorie non è entrato. Diverse aspettative dei docenti precari — alimentate da mesi di confronto sindacale e ipotesi normative — sono rimaste deluse. Tre assenze pesano più di altre: il mancato riconoscimento di un punteggio aggiuntivo per il servizio su posto di sostegno con titolo di specializzazione, la totale esclusione di una valorizzazione per chi ha prestato servizio in scuole di montagna e piccole isole, e l'impossibilità di far valere l'inserimento nelle graduatorie del concorso PNRR3, mai pubblicate entro la data odierna.
Servizio su sostegno con titolo: il punteggio aggiuntivo che non c'è
Era una delle richieste più sentite, soprattutto da parte di chi ha investito tempo e denaro per conseguire la specializzazione sul sostegno tramite i corsi universitari abilitanti. L'ipotesi di attribuire un punteggio differenziato — e più elevato — a chi avesse svolto supplenze su posto di sostegno essendo in possesso del relativo titolo circolava da tempo nelle bozze di revisione delle tabelle di valutazione.
Stando a quanto emerge dalla versione definitiva dell'ordinanza ministeriale, però, nulla è cambiato. Il servizio su sostegno continua a essere valutato con gli stessi criteri del servizio su posto comune, senza alcun bonus per la specializzazione. La questione resta formalmente in stand by: il Ministero non ha escluso un futuro intervento, ma per questo biennio i giochi sono fatti.
Per molti insegnanti specializzati si tratta di un'occasione mancata. La logica di premiare chi insegna sul sostegno con il titolo adeguato — rispetto a chi viene assegnato a quei posti attingendo dalle graduatorie incrociate, senza specializzazione — sembrava trovare un consenso trasversale. Eppure non si è tradotta in norma.
Scuole di montagna e piccole isole: nessuna valorizzazione
Anche su questo fronte, chi sperava in un segnale concreto è rimasto a mani vuote. Il servizio prestato nelle scuole di montagna e nelle isole minori — sedi notoriamente difficili da coprire, dove i docenti affrontano disagi logistici significativi — non riceve alcun punteggio aggiuntivo nelle GPS 2026/28.
È un paradosso che non sfugge agli osservatori del settore. Da un lato, il legislatore riconosce la specificità di queste sedi attraverso meccanismi come le Nuove Indennità per i Docenti delle Piccole Isole: Pubblicato il Decreto 2024, che prevedono compensi economici aggiuntivi per chi accetta incarichi in contesti insulari disagiati. Dall'altro, sul piano della carriera e del punteggio in graduatoria, quell'esperienza vale esattamente quanto un anno trascorso in una scuola del centro di Milano o Roma.
La richiesta sindacale di introdurre una maggiorazione di punteggio per il servizio in sedi disagiate resta dunque inevasa, almeno per quanto riguarda le GPS. Una scelta che rischia di non incentivare la copertura di cattedre dove già oggi è arduo trovare supplenti disponibili.
Concorso PNRR3: graduatorie fantasma
L'altro grande assente è il concorso PNRR3. La terza tornata concorsuale legata al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza avrebbe dovuto — nelle intenzioni — produrre graduatorie di merito in tempo utile per consentire ai candidati idonei di far valere il superamento delle prove ai fini dell'aggiornamento GPS.
Non è andata così. Alla data del 16 marzo 2026, le graduatorie del concorso PNRR3 non risultano pubblicate. I tempi della macchina concorsuale — tra correzione delle prove, valutazione dei titoli e definizione delle graduatorie regionali — si sono rivelati incompatibili con il calendario dell'aggiornamento GPS.
Il risultato è che migliaia di docenti che hanno superato le prove concorsuali non possono inserire questo elemento nel proprio fascicolo. Un titolo che, sulla carta, dovrebbe attestare il possesso di competenze verificate dallo Stato, ma che nella pratica non produce effetti sulle supplenze del prossimo biennio. L'ennesimo cortocircuito tra procedure parallele che faticano a parlarsi.
Una procedura travagliata fin dall'inizio
Va detto che l'intero ciclo di aggiornamento delle graduatorie provinciali e di istituto per il 2026/28 è stato tutt'altro che lineare. La compilazione della domanda ha messo a dura prova anche i più esperti: modifiche alla piattaforma, chiarimenti ministeriali arrivati a ridosso della scadenza, dubbi interpretativi sulle tabelle di valutazione dei titoli che in diversi casi non hanno trovato risposte definitive.
Chi ha dovuto confrontarsi con le istruzioni per la gestione delle Classi di Concorso Accorpate nelle Graduatorie GPS sa bene quanto la procedura si sia complicata a seguito delle recenti riforme delle classi di concorso — un passaggio tecnico che ha generato non pochi grattacapi nella scelta delle preferenze e nell'abbinamento dei titoli di accesso.
A tutto questo si aggiunge il contesto più ampio delle graduatorie scolastiche, un sistema stratificato che coinvolge anche il Concorso ATA: Nuove Graduatorie e Certificazione Digitale richiesta per l'Accesso ai Ruoli, a conferma di come l'intero comparto del reclutamento scolastico stia attraversando una fase di profonda — e spesso caotica — trasformazione.
Le GPS restano lo strumento centrale per l'attribuzione delle supplenze annuali e fino al termine delle attività didattiche su tutto il territorio nazionale. Da queste graduatorie dipende la quotidianità di centinaia di migliaia di docenti precari e, di riflesso, la continuità didattica di milioni di studenti. Chiudere questa finestra con così tante questioni irrisolte non è un buon segnale. Ma per chi oggi deve comunque premere "invia", il tempo stringe: mancano poche ore.