Il 13 maggio due classi quinte della scuola primaria «Arpalice Cuman Pertile» di Marostica (Vicenza) hanno partecipato a una serata del progetto «Fornelli Resistenti» durante una gita scolastica di due giorni a Trieste, distribuendo cibo e indumenti ai migranti della rotta balcanica. Quarantotto ore dopo, la vicenda è diventata un caso politico nazionale: un'interrogazione parlamentare al ministro Valditara e verifiche avviate dal Ministero dell'Istruzione.
La serata a Trieste: il progetto e le autorizzazioni
«Fornelli Resistenti» è un'iniziativa nata tre anni fa a Trieste e cresciuta fino a contare 65 gruppi in tutta Italia, promossa dall'associazione «Linea d'Ombra». I volontari si organizzano per cucinare e portare cibo ai migranti in transito dalla rotta balcanica - afghani, iracheni, curdi - che attendono nelle strade il tempo necessario perché la questura esamini la loro domanda di protezione internazionale, prima di proseguire verso il nord Europa. Non si tratta di persone entrate illegalmente, ma di chi attende di esercitare un diritto riconosciuto dalla legge.
Quella sera i bambini hanno distribuito cibo e vestiti accanto a insegnanti e volontari, con le forze dell'ordine presenti sul posto. Lorena Fornasir, fondatrice di «Linea d'Ombra», conferma che la scuola «ha seguito un percorso regolare e con tutte le autorizzazioni che servivano, sempre accompagnati dagli adulti». «Anche i poliziotti guardavano con ammirazione i bambini», ha aggiunto.
Prima della gita, gli insegnanti avevano preparato gli alunni con attività esperienziali: esercizi in classe in cui i bambini camminavano bendati e scalzi per simulare le condizioni di chi percorre di notte tratti difficili con scarpe danneggiate. I video di queste attività, circolati sui social, sono stati rimossi dopo l'esplosione della polemica.
L'interrogazione parlamentare e le verifiche del MIM
Il deputato Silvio Giovine (FdI) ha depositato un'interrogazione parlamentare al ministro Giuseppe Valditara, sostenendo che gli alunni sarebbero stati coinvolti in un percorso per immedesimarsi in «migranti irregolari costretti a sfuggire ai controlli delle forze dell'ordine». L'europarlamentare Elena Donazzan (FdI) ha definito l'iniziativa una «deriva ideologica gravissima», ha parlato di «propaganda politica» e ha accusato la cooperativa Conca d'Oro e la scuola di usare i bambini «per veicolare messaggi ideologici».
Fornasir replica che la descrizione dei migranti come «clandestini in fuga dai controlli» è «un'alterazione della realtà persino ridicola»: quella sera in piazza Libertà le forze dell'ordine erano presenti e guardavano. Il Ministero dell'Istruzione ha avviato verifiche sull'iniziativa per chiarire metodi didattici e modalità di svolgimento, anche in seguito alle richieste degli esponenti di Fratelli d'Italia.
Anche la cooperativa sociale Conca d'Oro di Bassano del Grappa, chiamata in causa da Donazzan per aver donato cibo all'iniziativa, chiarisce di non essere l'organizzatrice e di non ricevere fondi pubblici. Le verifiche ministeriali in corso stabiliranno se il progetto rientri nei margini dell'autonomia didattica o richieda una risposta dall'Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto.