Su oltre 7.000 istituti scolastici monitorati dagli Uffici scolastici regionali, i casi di attività riconducibili al mondo islamico sono risultati pochissimi. Lo ha chiarito il 2 luglio il Sottosegretario all’Istruzione Paola Frassinetti, respingendo le accuse di «schedatura» rilanciate dalla Flc Cgil dopo la comunicazione inviata alle scuole dagli uffici del Ministero dell’Istruzione e del Merito. La richiesta invitava a segnalare riunioni con imam, visite nelle moschee e dibattiti a tema religioso, e aveva innescato una polemica politica nel giro di poche ore, con prese di posizione da parte di opposizioni e sindacati.
«Un normale lavoro istruttorio»
Nel comunicato ufficiale il Sottosegretario ha definito la ricognizione un normale lavoro istruttorio del Ministero, senza finalità di controllo ideologico. La raccolta dati, ha spiegato Frassinetti, serve a preparare la risposta tecnica a due atti di indirizzo depositati in Parlamento. Il Sottosegretario ha giudicato «fuori luogo» sia chi parla di «fantomatiche schedature» sia chi vorrebbe trasformare la procedura «in uno scontro politico», invitando a evitare «sterili contrapposizioni». I casi già emersi dagli Uffici scolastici regionali, precisa la nota, sono tutti tracciabili: rientrano nei Piani triennali dell’offerta formativa (PTOF), sono stati approvati dagli organi collegiali e condivisi in anticipo con le famiglie degli studenti. In pratica nessuna delle attività segnalate risulta al di fuori dei documenti programmatici della scuola, che restano lo strumento pubblico attraverso cui ciascun istituto rende conto della propria offerta didattica e delle iniziative culturali proposte agli alunni.
Le due risoluzioni parlamentari
La ricognizione risponde a due risoluzioni depositate in Parlamento. La prima, presentata dal deputato Rossano Sasso, chiede di prevenire presunti rischi di indottrinamento nelle attività scolastiche legate al mondo islamico. La seconda, a firma della deputata Giovanna Miele, punta invece al rafforzamento delle garanzie di pluralismo culturale nelle scuole italiane. La Flc Cgil aveva definito «gravissima» la richiesta ministeriale e l’aveva interpretata come un attacco all’autonomia degli istituti, chiedendone il ritiro immediato. Il Ministero, in una prima replica, aveva già chiarito che la comunicazione era «solo una richiesta di informazioni», propedeutica alla risposta agli atti di indirizzo. La nota di Frassinetti arriva a poche ore dalla presa di posizione del sindacato e dalle reazioni delle opposizioni, che avevano parlato di censimento ideologico e chiesto un chiarimento in Aula.
Chiudendo la nota, il Sottosegretario ha richiamato il ruolo delle istituzioni scolastiche nel garantire il rispetto dei principi costituzionali e ha invitato a non trasformare la vicenda in una contrapposizione permanente tra forze politiche. La risposta formale del Ministero alle due risoluzioni parlamentari è attesa nel prossimo passaggio in Aula, dopo il completamento della raccolta dati sugli USR territoriali. Nel frattempo i dirigenti scolastici possono verificare che i progetti su temi religiosi risultino inseriti nel PTOF e regolarmente comunicati alle famiglie, come previsto dalle procedure ordinarie di programmazione didattica.
Domande frequenti
Cosa ha chiarito il Sottosegretario Paola Frassinetti riguardo alla presunta schedatura sull’Islam nelle scuole?
Paola Frassinetti ha specificato che non c’è stata nessuna schedatura sull’Islam nelle scuole, ma solo una normale attività istruttoria richiesta dal Ministero per rispondere a due risoluzioni parlamentari.
Qual era l'obiettivo della richiesta inviata alle scuole dal Ministero dell’Istruzione e del Merito?
La richiesta mirava a raccogliere informazioni su riunioni con imam, visite in moschee e dibattiti religiosi per preparare una risposta tecnica a due atti di indirizzo parlamentari, senza finalità di controllo ideologico.
Quanti casi di attività riconducibili al mondo islamico sono stati riscontrati nelle scuole italiane?
Su oltre 7.000 istituti scolastici monitorati, i casi segnalati sono risultati pochissimi e tutti tracciabili nei documenti programmatici della scuola.
Come vengono gestite e approvate le attività scolastiche legate a temi religiosi?
Tutte le attività vengono inserite nel Piano Triennale dell’Offerta Formativa (PTOF), approvate dagli organi collegiali e comunicate in anticipo alle famiglie, seguendo le procedure ordinarie di programmazione didattica.
Quali sono le due risoluzioni parlamentari che hanno motivato la raccolta dati nelle scuole?
La prima risoluzione chiede di prevenire rischi di indottrinamento nelle scuole, mentre la seconda punta a rafforzare le garanzie di pluralismo culturale negli istituti italiani.
Come ha risposto il Ministero alle critiche di sindacati e opposizioni riguardo la raccolta dati?
Il Ministero ha chiarito che si trattava solo di una richiesta informativa, necessaria per rispondere alle risoluzioni parlamentari, e ha invitato a evitare polemiche e contrapposizioni politiche.