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FIR digitale dal 16 settembre 2026: quali scuole rischiano la multa
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FIR digitale dal 16 settembre 2026: quali scuole rischiano la multa

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Solo le scuole che producono rifiuti pericolosi devono iscriversi al RENTRI. Sanzioni da 1.000 a 3.000 euro per ogni FIR non trasmesso digitalmente.

La legge di conversione del decreto Milleproroghe ha spostato di sette mesi l'obbligo di FIR digitale per i soggetti iscritti al RENTRI: dal 16 settembre 2026 il formulario di identificazione del rifiuto va emesso esclusivamente in formato elettronico. Per le scuole il punto critico non è la nuova data ma capire quali, tra le 7.981 istituzioni statali italiane, sono davvero tenute a iscriversi al registro.

Cosa cambia il 16 settembre 2026

La Legge 27 febbraio 2026 n. 26, in vigore con la conversione del DL 200/2025, ha rinviato la scadenza inizialmente fissata al 13 febbraio 2026. Fino al 15 settembre 2026 resta possibile usare il FIR cartaceo e, sullo stesso intervallo, sono sospese le sanzioni per la mancata o incompleta trasmissione dei dati alla piattaforma ministeriale. La proroga riguarda solo il formulario digitale: i tempi di iscrizione al Portale ufficiale RENTRI - MASE restano quelli dettati dal DM 4 aprile 2023 n. 59.

Quali scuole devono iscriversi e quali no

L'obbligo di iscrizione al RENTRI scatta solo per i produttori di rifiuti pericolosi. Una scuola che conferisce esclusivamente rifiuti urbani assimilati, carta, plastica, indifferenziato di mensa, resta fuori dal perimetro. L'obbligo si attiva invece quando l'istituto produce anche un solo rifiuto pericoloso: reagenti chimici scaduti, solventi e acidi dei laboratori scientifici, oli esausti delle officine degli istituti tecnici, RAEE gestiti fuori dalle modalità semplificate previste dal DM 65/2010. Anche i toner esausti delle stampanti, se non rientrano nello smaltimento semplificato, contano come rifiuto pericoloso.

In pratica la mappa cambia per tipo di scuola: istituti tecnici e professionali con laboratori chimici, biologici o meccanici sono quasi sempre dentro; primarie e secondarie di primo grado senza laboratori restano fuori, a meno di produzione episodica, come lo smaltimento di attrezzature elettroniche obsolete fuori dal canale RAEE semplificato. La verifica va fatta per ogni anno scolastico: l'apertura di un nuovo laboratorio o un singolo conferimento straordinario fa scattare l'obbligo. Vale anche per gli istituti comprensivi che ospitano una sola sede con laboratorio: la responsabilità è del dirigente dell'istituzione, non della singola sede.

Quanto costa sbagliare

Le sanzioni sono fissate dall'articolo 258 del Decreto MASE 4 aprile 2023 n. 59 - Gazzetta Ufficiale, che attua l'articolo 188-bis del D.Lgs. 152/2006. Per le scuole produttrici di rifiuti pericolosi si parla di 1.000-3.000 euro per la mancata o irregolare iscrizione al registro, e dello stesso intervallo per la mancata o incompleta trasmissione dei dati di ciascun formulario. Le sanzioni sono ridotte a un terzo se l'iscrizione viene effettuata entro 60 giorni dalla scadenza. Importi modesti per un'azienda, significativi per il bilancio di funzionamento di una scuola, dove un singolo FIR mal compilato può equivalere a uno o due mesi di acquisto di materiale di consumo.

Cosa deve fare il DSGA da qui a settembre

La finestra estiva è il periodo critico per chi si occupa di adempimenti del personale ATA e di segreteria. Tre passaggi operativi: mappare i rifiuti prodotti effettivamente dall'istituto distinguendo pericolosi e non, verificare l'iscrizione al RENTRI se l'istituto produce rifiuti pericolosi (con firma digitale del dirigente), allineare il software di tenuta del registro di carico e scarico in formato elettronico o usare i servizi gratuiti messi a disposizione dal portale RENTRI. Il contratto con il gestore dei rifiuti va aggiornato per definire chi emette materialmente il FIR digitale al momento del ritiro.

A settembre la moratoria si chiude e gli importi delle sanzioni torneranno applicabili a pieno regime. Le scuole che non hanno mai gestito rifiuti pericolosi devono comunque verificare prima dell'inizio dell'anno scolastico se qualche attività episodica le abbia portate dentro il perimetro: il rischio non è la nuova procedura digitale, è arrivare al 16 settembre senza essere iscritti.

Domande frequenti

Quali scuole sono obbligate a iscriversi al RENTRI e a utilizzare il FIR digitale dal 16 settembre 2026?

L’obbligo riguarda solo le scuole che producono rifiuti pericolosi, come istituti tecnici e professionali con laboratori o officine. Le scuole che producono solo rifiuti urbani assimilati restano escluse, a meno di conferimenti episodici di rifiuti pericolosi.

Cosa succede fino al 15 settembre 2026 riguardo al FIR digitale e alle sanzioni?

Fino a questa data è ancora possibile utilizzare il FIR cartaceo e non sono applicate sanzioni per la mancata o incompleta trasmissione dei dati. Dal 16 settembre 2026, il formulario dovrà essere esclusivamente elettronico e torneranno applicabili tutte le sanzioni previste.

Quali sono le sanzioni per le scuole che non rispettano l'obbligo di iscrizione o trasmissione dati al RENTRI?

Le sanzioni variano da 1.000 a 3.000 euro sia per la mancata o irregolare iscrizione al registro sia per la mancata o incompleta trasmissione dei dati. L’importo si riduce a un terzo se l’iscrizione viene regolarizzata entro 60 giorni dalla scadenza.

Cosa devono fare le scuole e il DSGA per prepararsi alla scadenza di settembre 2026?

Devono mappare i rifiuti prodotti distinguendo tra pericolosi e non, verificare l’iscrizione al RENTRI se necessario, aggiornare il software per la gestione dei registri digitali e adeguare i contratti con i gestori dei rifiuti per la compilazione del FIR digitale.

Una scuola che non ha mai gestito rifiuti pericolosi deve comunque verificare la propria posizione?

Sì, è necessario verificare annualmente se vi siano state attività episodiche che abbiano comportato la produzione di rifiuti pericolosi, poiché anche un singolo conferimento può far scattare l’obbligo di iscrizione e FIR digitale.

Pubblicato il: 20 giugno 2026 alle ore 10:17

Savino Grimaldi

Articolo creato da

Savino Grimaldi

Giornalista Pubblicista Savino Grimaldi è un giornalista laureando in Economia e Commercio, con una solida esperienza maturata nel settore della formazione. Da anni lavora con competenza nell’ambito della formazione professionale, distinguendosi per una conoscenza approfondita delle politiche attive del lavoro e delle dinamiche che legano istruzione, occupazione e sviluppo delle competenze. Alla preparazione economica e professionale affianca una grande passione per la lettura e per il giornalismo, che ne arricchiscono il profilo umano e culturale. Spazia con disinvoltura tra diverse tematiche, offrendo sempre il proprio punto di vista con equilibrio, sensibilità e spirito critico.

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