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Fine dell'anno scolastico: oggi l'ultimo giorno per molti
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Fine dell'anno scolastico: oggi l'ultimo giorno per molti

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Si chiude l'anno scolastico 2025/26 per chi non affronta l'esame di Stato. Le date variano per Regione, con impatto su famiglie e centri estivi.

Lunedì 8 giugno 2026 è l'ultimo giorno di scuola per molte studentesse e molti studenti italiani che non devono sostenere l'esame di Stato. La chiusura dell'anno scolastico 2025/26 non avviene però nello stesso giorno in tutto il Paese: ogni Regione fissa un proprio calendario, e le date di fine lezioni cambiano da un territorio all'altro. A confermare la scena di sempre, fatta di voti consegnati, ultimi compiti in classe e abbracci davanti al cancello, c'è anche il servizio di Rai News, che racconta gioia e malinconia di chi saluta la scuola fino a settembre.

Calendari regionali differenti

Il Ministero dell'Istruzione e del Merito stabilisce il numero minimo di giorni di lezione previsti dall'ordinamento, ma sono le singole Regioni a definire la data di inizio e di chiusura dell'anno scolastico. È per questo motivo che in alcuni territori le lezioni si concludono già nei primi giorni di giugno, mentre in altri proseguono fino a metà del mese. Il quadro vale per tutti gli ordini di scuola: dall'infanzia alla primaria, dalla secondaria di primo grado a quella di secondo grado. Resta invariato, invece, il calendario nazionale per chi affronta l'esame di Stato, gestito direttamente dal MIM con un'ordinanza ministeriale dedicata. La cornice normativa dell'autonomia scolastica, definita dal DPR 275 del 1999, lascia alle Regioni la possibilità di adattare il calendario alle esigenze territoriali, purché sia garantito il numero minimo di giornate di lezione previste.

Centri estivi e impatto sulle famiglie

Con la fine delle lezioni si apre il tema della copertura organizzativa per i mesi di pausa, che in Italia restano tra i più lunghi d'Europa. Molte famiglie si rivolgono a centri estivi pubblici, parrocchiali o privati per coprire la finestra che separa la fine della scuola dalla ripresa di settembre. Il servizio Rai segnala che la spesa per queste attività rappresenta una voce significativa nel bilancio domestico, soprattutto per i nuclei che non possono contare su una rete familiare di supporto. La disponibilità dei posti e i criteri di accesso variano da Comune a Comune e in alcuni casi prevedono contributi a sostegno delle famiglie con redditi più bassi. A questi servizi territoriali si affiancano programmi pubblici come il bando estate dell'INPS, destinato ai figli di dipendenti e pensionati della pubblica amministrazione, e i contributi previsti da alcune Regioni e Città metropolitane per la frequenza di centri ricreativi accreditati.

L'8 giugno chiude così un capitolo per la maggior parte degli studenti italiani, ma per chi affronta l'esame di Stato e per chi cerca soluzioni di gestione del periodo estivo il percorso è solo a metà strada. Il calendario 2026/27 sarà definito dalle stesse Regioni nei prossimi mesi, con le consuete differenze territoriali tra Nord, Centro e Sud del Paese. Resta sul tavolo, intanto, il tema strutturale di una pausa estiva tra le più lunghe d'Europa e dei servizi pubblici e privati necessari a coprirla.

Domande frequenti

Perché la data di fine anno scolastico varia tra le diverse Regioni italiane?

Ogni Regione italiana stabilisce autonomamente il proprio calendario scolastico, decidendo la data di inizio e di fine delle lezioni, purché venga rispettato il numero minimo di giorni di lezione previsto a livello nazionale.

Cosa succede agli studenti che devono sostenere l'esame di Stato?

Per gli studenti che devono affrontare l'esame di Stato, il calendario segue disposizioni nazionali definite dal Ministero dell'Istruzione e del Merito tramite un'ordinanza ministeriale specifica.

Come si organizzano le famiglie durante la lunga pausa estiva scolastica?

Molte famiglie si affidano a centri estivi pubblici, parrocchiali o privati per coprire il periodo che separa la fine delle lezioni dalla ripresa a settembre, spesso sostenendo una spesa significativa, soprattutto in assenza di una rete familiare di supporto.

Esistono agevolazioni economiche per accedere ai centri estivi?

In alcuni Comuni sono previsti contributi a sostegno delle famiglie con redditi più bassi; inoltre, esistono programmi pubblici come il bando estate dell'INPS e contributi regionali o delle Città metropolitane per la frequenza di centri ricreativi accreditati.

Quando sarà definito il calendario scolastico per l'anno 2026/27?

Il calendario scolastico 2026/27 sarà stabilito nei prossimi mesi dalle singole Regioni, che continueranno a differenziarsi per date di inizio e fine delle lezioni a seconda delle esigenze territoriali.

Pubblicato il: 9 giugno 2026 alle ore 15:09

Natale Labia

Articolo creato da

Natale Labia

Giornalista Professionista Giornalista con oltre 30 anni di esperienza, laureato in scienze politiche e relazioni internazionali all’Università La Sapienza di Roma, collaboro a contratto con L’Edicola e Il Mattino di Puglia e Basilicata dove mi occupo di politica e di economia. Per Edunews24 curo l’informazione politica relativa ai temi dell’Istruzione. In particolare, scrivendo delle attività istituzionali con un focus sia sulle iniziative e sui programmi dei Ministeri dell’Istruzione e del Merito, dell’Università e della Ricerca e della Cultura che su quelle delle commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Inoltre, sono amministratore unico di Italialab srl con cui curo uffici stampa pubblici e privati e sviluppo programmi di valorizzazione culturale e di promozione territoriale. In passato ho collaborato con testate nazionali e regionali, in particolare pugliesi, e ho scritto i volumi Il sindaco di Tutti, edito da Il Castello editore e Dal Rosso al Nero. Ho partecipato al volume collettivo edito dalla Fondazione Tatarella e da Giubilei Regnani editore sui trent’anni dalla fondazione di Alleanza nazionale. Per tre legislature sono stato collaboratore parlamentare occupandomi di legge di bilancio e di politiche agroalimentari con particolare riferimento all’export del Made in Italy e al contrasto dell’Italian sounding, collaborando con le Camera di commercio italiane all’estero. Appassionato di storia, di sociologia e di costume, spesso racconto all’interno delle collaborazioni giornalistiche i cambiamenti della società italiana e internazionale attraverso gli usi, le abitudini e i protagonisti che hanno accompagnato negli anni lo sviluppo e la crescita sociale e culturale. Pugliese di nascita, vivo a Roma o in un ipotetico altrove.

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