Sono 377mila gli alunni con disabilità nelle scuole italiane, 18mila in più rispetto all'anno precedente. In dieci anni la loro quota sul totale degli iscritti è quasi raddoppiata, dal 2,6% al 4,8%. Eppure all'avvio dell'ultimo anno scolastico oltre un docente di sostegno su cinque non era ancora stato nominato.
I numeri di un sistema che rincorre la domanda
L'ultimo Report ISTAT sull'inclusione scolastica - anno scolastico 2024-2025 fotografa un sistema in piena espansione. Gli insegnanti per il sostegno sono saliti del 6% in un anno superando quota 261mila, mentre gli assistenti all'autonomia e alla comunicazione sono cresciuti del 7% arrivando a oltre 85mila. La formazione specifica continua a migliorare: la quota di docenti specializzati è passata dal 63% al 78% in cinque anni.
Restano però 57mila docenti senza titolo di specializzazione, il 22% del totale. Il rapporto alunno-insegnante, pari a 1,4 nella scuola statale, rispetta i parametri previsti dalla Legge 244/2007 ma nasconde squilibri vistosi nella distribuzione delle ore: 21,1 settimanali nella scuola dell'infanzia, 17,2 nella primaria e solo 13,6 nella scuola secondaria di primo e secondo grado.
La discontinuità che pesa più del divario geografico
Il dato che il dibattito Nord-Sud lascia spesso ai margini riguarda la continuità dell'intervento educativo. Il 59,7% degli alunni con disabilità ha cambiato insegnante di sostegno: il 50,4% nel passaggio dall'anno precedente, l'1,7% durante l'anno scolastico e il 7,4% in entrambi i passaggi. È una percentuale stabile nel tempo e senza differenze significative sul territorio.
A questa instabilità si somma il ritardo nelle nomine. Oltre il 22% dei docenti di sostegno non era ancora assegnato a inizio anno e a un mese dalle lezioni il 10% dei posti restava vacante. La criticità si concentra sulla scuola dell'infanzia (27% di docenti non assegnati) e sulla primaria (25%), ma è la ripartizione del Nord a registrare i ritardi più ampi, con un docente su quattro fuori posto all'avvio delle lezioni.
Sul versante della pianificazione, il Piano educativo individualizzato è stato redatto per il 97% degli studenti, ma alla data del 31 ottobre risultava ancora non predisposto per il 17% degli alunni. Solo per il 40% dei PEI l'insegnante di sostegno dichiara una coerenza piena con il progetto di vita: per oltre la metà degli studenti, infatti, il progetto di vita non è stato neppure formalizzato.
Il divario territoriale come moltiplicatore
È su questo scheletro fragile che si innesta il divario Nord-Sud. Nelle scuole del Mezzogiorno le ore medie settimanali di sostegno arrivano a 17,4 contro le 14,3 del Nord, ma proprio nelle regioni meridionali i ricorsi al TAR per l'inadeguatezza delle ore coinvolgono il 5,3% delle famiglie, a fronte del 2,9% registrato al Nord. Più ore non si traducono in un servizio percepito come adeguato.
Sulle infrastrutture la geografia si capovolge. Solo il 35% delle scuole del Sud è privo di barriere fisiche contro il 44% del Nord, con la Valle d'Aosta al 64% di accessibilità e la Campania ferma al 30%. Al Nord il problema critico è invece la formazione: il 32% dei docenti di sostegno non possiede una specializzazione, percentuale che al Mezzogiorno scende all'11%.
Anche gli strumenti seguono linee territoriali opposte. La segnaletica in Comunicazione Aumentativa Alternativa è presente nell'11% delle scuole del Nord ma solo nel 6,5% di quelle meridionali, mentre tre scuole del Mezzogiorno su quattro segnalano il bisogno di postazioni informatiche aggiuntive contro una media nazionale del 65%. La digitalizzazione delle scuole pubbliche italiane incrocia direttamente questa domanda inevasa di strumenti per l'inclusione.
Nelle nuove indicazioni nazionali 2025 e competenze digitali nelle scuole il rafforzamento delle competenze digitali figura tra i pilastri del nuovo curricolo. La distanza fra le ore di sostegno dichiarate e l'esperienza concreta dei 377mila studenti coinvolti passa proprio da qui: continuità del personale, edifici accessibili e strumenti realmente disponibili in classe.
Domande frequenti
Quanti sono gli alunni con disabilità nelle scuole italiane e come è cambiata la loro presenza negli ultimi anni?
Gli alunni con disabilità sono 377mila, 18mila in più rispetto all'anno precedente. Negli ultimi dieci anni la loro quota è quasi raddoppiata, passando dal 2,6% al 4,8% degli iscritti.
Quali sono le principali criticità nella nomina e formazione degli insegnanti di sostegno?
Oltre un docente di sostegno su cinque non era stato ancora nominato a inizio anno e il 22% dei docenti non possiede la specializzazione richiesta. Inoltre, la discontinuità degli insegnanti di sostegno riguarda quasi il 60% degli alunni con disabilità.
Come si distribuiscono le ore di sostegno tra i diversi gradi scolastici?
La distribuzione delle ore di sostegno è disomogenea: nella scuola dell'infanzia sono 21,1 ore settimanali, nella primaria 17,2 e nella secondaria di primo e secondo grado solo 13,6 ore a settimana.
Il divario Nord-Sud incide sull'inclusione scolastica degli alunni con disabilità?
Sì, il divario Nord-Sud si manifesta in vari aspetti: al Sud ci sono più ore di sostegno ma anche più ricorsi per inadeguatezza del servizio e minore accessibilità delle infrastrutture. Al Nord, invece, c'è una maggiore carenza di docenti specializzati e più presenza di segnaletica in Comunicazione Aumentativa Alternativa.
Qual è la situazione dei Piani Educativi Individualizzati (PEI) per gli studenti con disabilità?
Il PEI è stato redatto per il 97% degli studenti con disabilità, ma il 17% dei casi non era ancora predisposto a fine ottobre. Solo nel 40% dei PEI si riscontra una piena coerenza con il progetto di vita dello studente.
Quali strumenti e risorse digitali sono disponibili per l’inclusione scolastica e quali sono le criticità riscontrate?
La dotazione di strumenti digitali è insufficiente, soprattutto nel Mezzogiorno dove tre scuole su quattro segnalano il bisogno di postazioni informatiche aggiuntive. A livello nazionale, la digitalizzazione delle scuole e la presenza di segnaletica CAA sono ancora carenti rispetto alle necessità degli alunni con disabilità.