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Da un graffito al coltellino: il caso di Belluno e il dato nazionale
Scuola

Da un graffito al coltellino: il caso di Belluno e il dato nazionale

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A Belluno 18enne fermato per un graffito, in tasca un coltello da 15 cm. Le denunce di minori armati sono passate da 778 a 1.946 in 5 anni.

A Belluno la pattuglia che voleva fermare un graffito ha trovato altro. Il diciottenne sorpreso a imbrattare la parete della palestra di una scuola superiore, scala di ferro e bombolette nello zaino, durante la perquisizione aveva con sé un coltellino svizzero da quindici centimetri. Da denuncia per imbrattamento a denuncia per porto d'armi.

Il fermo davanti all'istituto

La ricostruzione la fornisce l'Ansa, ripresa dalla cronaca scolastica: la pattuglia interviene di notte mentre il ragazzo sta tracciando una scritta a vernice spray sulla facciata della palestra. Con sé ha la scala di ferro, lo zaino con vernici e bombolette e, come emergerà poco dopo, il coltello. Non è solo: un'amica lo aspetta in auto e ha filmato l'azione con il telefono.

La scritta, secondo gli inquirenti, è un graffito di protesta, una forma di esposizione visiva che la cronaca degli ultimi mesi ha visto convivere con le proteste più strutturate, dai cortei agli scioperi nazionali del comparto scuola. La polizia denuncia entrambi i ragazzi per deturpamento e imbrattamento di cose altrui, l'ipotesi prevista dall'articolo 639 del codice penale. Per il diciottenne si aggiunge la denuncia per porto fuori dell'abitazione di un'arma da taglio senza giustificato motivo, prevista dall'articolo 4 della legge 110 del 1975.

Il dato che mancava: +150% di minori armati in cinque anni

Il coltello nello zaino non è un dettaglio di cronaca. È il riflesso di una curva che il singolo episodio raramente espone. Secondo il Servizio Analisi Criminale del Ministero dell'Interno, le denunce di minori per porto abusivo di armi od oggetti atti a offendere sono passate da 778 nel 2019 a 1.946 nel 2024: +150% in cinque anni. Il primo semestre del 2025 conferma la traiettoria, con 1.096 minori già segnalati nei primi sei mesi.

Il fenomeno è concentrato nelle aree metropolitane. Napoli passa da 59 denunce nel 2019 a 152 nel 2024. Milano da 43 a 150. Roma da 32 a 96. Bologna da 21 a 88. Quattro città in cui i numeri sono almeno triplicati nello spazio di un quinquennio.

Belluno non rientra nelle statistiche dei capoluoghi metropolitani, ma il caso ne riproduce la dinamica di base: oggetti di uso comune, dal coltellino svizzero al taglierino, portati addosso anche fuori da contesti d'uso. Il quadro generale dei reati di strada commessi da minori segna nello stesso intervallo +25% di rapine, +45% di minacce, +64% di lesioni personali e +99% di risse.

Tre milioni per le scuole danneggiate

L'altra faccia della vicenda di Belluno è patrimoniale. Il Ministero dell'Istruzione e del Merito, con il decreto ministeriale n. 89 del 21 maggio 2024, ha stanziato 3 milioni di euro per le istituzioni scolastiche che hanno subito furti, atti vandalici e danneggiamenti di materiale didattico-laboratoriale tra il 4 novembre 2020 e il 4 novembre 2023. Il fondo serve a rimettere a posto attrezzature, laboratori, arredi e tecnologie compromesse, ed è distribuito su richiesta motivata delle singole scuole.

Sullo stesso terreno si muove la nota ministeriale del febbraio 2026 con cui il ministro Valditara ha indicato la linea del chi rompe paga: addebito diretto dei danni alle famiglie degli studenti responsabili, sanzioni disciplinari fino al 5 in condotta e costituzione di parte civile del Ministero nei procedimenti penali. Il fondo copre la perdita patrimoniale, la nota ribalta il costo della riparazione su chi ha imbrattato o danneggiato.

Per la palestra di Belluno il danno è quantificabile e con buona probabilità verrà ricaricato sui due giovani tramite richiesta della scuola o procedimento civile. La parte non quantificabile resta quella del coltello: l'uscita di casa con una lama in tasca, anche solo per ragioni di percezione, è il segnale che la prevenzione passa per gli adulti di riferimento prima che per le aule. La prossima rilevazione del Viminale dirà se la curva si rompe.

Domande frequenti

Quali sono le conseguenze legali per i minori che portano armi o oggetti atti a offendere?

I minori sorpresi con armi o oggetti atti a offendere, come coltelli, possono essere denunciati per porto abusivo secondo l'articolo 4 della legge 110 del 1975. La denuncia può avere ripercussioni penali e disciplinari.

Come vengono gestiti i danni causati da atti vandalici nelle scuole?

Il Ministero dell'Istruzione ha stanziato fondi per il ripristino delle strutture danneggiate e, con una nota ministeriale, ha previsto l'addebito diretto dei danni alle famiglie degli studenti responsabili. Le scuole possono chiedere il risarcimento anche tramite procedimento civile.

Quanto è aumentato il fenomeno del porto di armi tra i minori negli ultimi anni?

Secondo i dati del Ministero dell'Interno, le denunce di minori per porto abusivo di armi o oggetti atti a offendere sono aumentate del 150% in cinque anni, passando da 778 nel 2019 a 1.946 nel 2024.

In quali città italiane si registra il maggior aumento di minori denunciati per porto di armi?

Le aree metropolitane come Napoli, Milano, Roma e Bologna hanno visto un significativo aumento delle denunce, con numeri almeno triplicati tra il 2019 e il 2024.

Quali misure disciplinari possono essere adottate contro gli studenti responsabili di atti vandalici?

Oltre all'addebito dei danni alle famiglie, sono previste sanzioni disciplinari che possono arrivare fino al 5 in condotta e la costituzione di parte civile del Ministero nei procedimenti penali.

Che ruolo ha la prevenzione da parte degli adulti nel contrastare questi fenomeni?

La prevenzione passa innanzitutto dagli adulti di riferimento, che devono educare e monitorare i comportamenti dei ragazzi prima che la situazione degeneri e sia necessario l'intervento delle autorità.

Pubblicato il: 11 giugno 2026 alle ore 08:01

Redazione EduNews24

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