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Costi scuola in Europa, l'Italia paga la quota più alta del reddito
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Costi scuola in Europa, l'Italia paga la quota più alta del reddito

Le famiglie italiane spendono il 10,80% del reddito mensile per il materiale scolastico di base. In Irlanda i libri di testo sono a carico dello Stato.

In Italia le famiglie destinano il 10,80% del reddito mensile all'acquisto del minimo indispensabile di materiale scolastico, esclusi i libri di testo. È la percentuale più alta tra i grandi paesi europei analizzati da uno studio di Euronews rilanciato da El Confidencial nell'ambito del progetto internazionale PULSE.

Materiale scolastico: la quota più alta del reddito in Italia

L'analisi prende in esame 20 articoli scolastici essenziali venduti a prezzi analoghi in catene di supermercati e negozi: matite, penne, gomme, evidenziatori, pennarelli, astucci, quaderni, diari, album da disegno e forbici. In classifica, Italia e Spagna registrano i prezzi più alti per il materiale di base, a fronte di salari inferiori rispetto a Francia, Germania e Regno Unito. Il combinato di prezzi elevati e redditi contenuti sposta l'onere sulle famiglie, con il picco della spesa concentrato nelle settimane a ridosso del rientro in aula. Sulle piattaforme online il costo dell'occorrente si aggira intorno ai 200 euro per studente, secondo le rilevazioni riportate nel servizio. In Spagna, secondo l'Organizzazione dei Consumatori e degli Utenti (OCU), la spesa media annua per studente ha toccato i 2.484 euro nell'anno scolastico 2025/2026, comprensiva di libri, materiale, divise, attrezzature, mensa, trasporti e attività extracurricolari. Il dato varia in base al tipo di scuola frequentata: la scelta di un istituto pubblico consente di risparmiare oltre 2.000 euro l'anno rispetto a una scuola privata sovvenzionata dallo Stato (il cosiddetto centro concertado) e più di 7.000 euro rispetto a una scuola interamente privata.

La formula irlandese e il divario sui libri di testo

Sul fronte dei libri di testo, il divario europeo è ancora più marcato. In Spagna il costo medio nel 2025 ha raggiunto i 187,88 euro per studente, secondo il comparatore finanziario Banqmi, cifra che pesa sul budget familiare in aggiunta al corredo di base. In Irlanda la stessa spesa è invece coperta interamente dallo Stato per gli alunni delle scuole primarie e secondarie, un modello di finanziamento che emerge anche dai dati Eurostat sulla spesa per l'istruzione. In Spagna, dove i libri restano a carico delle famiglie, si registrano notevoli differenze regionali nella gestione dei costi, con la spesa iniziale in crescita costante secondo l'OCU. Le famiglie spagnole segnalano che tornare a scuola sta diventando sempre più oneroso, in particolare nella fase di avvio dell'anno scolastico.

Per le famiglie italiane il confronto europeo indica un peso economico proporzionalmente più alto rispetto a Francia, Germania e Regno Unito, dove i redditi mensili risultano superiori. Sull'altro estremo della classifica resta la formula irlandese, che scarica sullo Stato il costo dei libri di testo di primarie e secondarie. L'assenza di uno schema pubblico paragonabile in Italia lascia il conto interamente alle famiglie, in un anno in cui il prezzo di penne, quaderni e astucci continua a salire.

Domande frequenti

Quanto incidono i costi del materiale scolastico sul reddito delle famiglie italiane?

Le famiglie italiane destinano il 10,80% del reddito mensile all'acquisto del materiale scolastico essenziale, la percentuale più alta tra i grandi paesi europei analizzati.

Quali sono i principali articoli scolastici considerati nell'analisi dei costi?

L'analisi prende in esame 20 articoli di base tra cui matite, penne, gomme, evidenziatori, pennarelli, astucci, quaderni, diari, album da disegno e forbici.

In che modo i costi del materiale scolastico italiano si confrontano con quelli degli altri paesi europei?

Italia e Spagna registrano i prezzi più alti per il materiale scolastico di base, mentre Francia, Germania e Regno Unito hanno prezzi inferiori e redditi mediamente più alti, riducendo l'incidenza della spesa sulle famiglie.

Come vengono gestiti i costi dei libri di testo nei diversi paesi europei?

In Italia e Spagna i libri di testo sono a carico delle famiglie, mentre in Irlanda il costo viene interamente coperto dallo Stato per le scuole primarie e secondarie, alleviando il peso economico per le famiglie.

Qual è la spesa media annua per studente in Spagna e da cosa dipende?

La spesa media in Spagna per studente è di 2.484 euro annui e varia in base al tipo di scuola: frequentare una scuola pubblica consente risparmi notevoli rispetto alle scuole private e private sovvenzionate.

Quali sono le principali criticità evidenziate per le famiglie italiane rispetto al resto d'Europa?

Le famiglie italiane affrontano un peso economico proporzionalmente più alto per il materiale scolastico rispetto ai paesi con redditi superiori e con modelli di finanziamento pubblico più favorevoli, come l'Irlanda.

Pubblicato il: 19 settembre 2026 alle ore 15:27

Natale Labia

Articolo creato da

Natale Labia

Giornalista Professionista Giornalista con oltre 30 anni di esperienza, laureato in scienze politiche e relazioni internazionali all’Università La Sapienza di Roma, collaboro a contratto con L’Edicola e Il Mattino di Puglia e Basilicata dove mi occupo di politica e di economia. Per Edunews24 curo l’informazione politica relativa ai temi dell’Istruzione. In particolare, scrivendo delle attività istituzionali con un focus sia sulle iniziative e sui programmi dei Ministeri dell’Istruzione e del Merito, dell’Università e della Ricerca e della Cultura che su quelle delle commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Inoltre, sono amministratore unico di Italialab srl con cui curo uffici stampa pubblici e privati e sviluppo programmi di valorizzazione culturale e di promozione territoriale. In passato ho collaborato con testate nazionali e regionali, in particolare pugliesi, e ho scritto i volumi Il sindaco di Tutti, edito da Il Castello editore e Dal Rosso al Nero. Ho partecipato al volume collettivo edito dalla Fondazione Tatarella e da Giubilei Regnani editore sui trent’anni dalla fondazione di Alleanza nazionale. Per tre legislature sono stato collaboratore parlamentare occupandomi di legge di bilancio e di politiche agroalimentari con particolare riferimento all’export del Made in Italy e al contrasto dell’Italian sounding, collaborando con le Camera di commercio italiane all’estero. Appassionato di storia, di sociologia e di costume, spesso racconto all’interno delle collaborazioni giornalistiche i cambiamenti della società italiana e internazionale attraverso gli usi, le abitudini e i protagonisti che hanno accompagnato negli anni lo sviluppo e la crescita sociale e culturale. Pugliese di nascita, vivo a Roma o in un ipotetico altrove.

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