Per quattro notti consecutive un trentenne ha lanciato petardi dalla finestra della propria abitazione nel cortile di una scuola materna di Cinecittà Est, a Roma. È stato arrestato in flagranza dagli agenti del commissariato Romanina dopo un appostamento sotto casa, durato diverse notti.
Cosa è successo nell'asilo di Cinecittà Est
L'allarme è scattato tra la fine di marzo e i primi giorni di aprile, dopo le segnalazioni dei condomini spaventati dalle esplosioni nel cuore della notte. La preside dell'istituto ha denunciato almeno quattro episodi: al mattino, insegnanti e genitori trovavano nel cortile diversi botti, alcuni già esplosi e altri ancora integri.
Gli investigatori della squadra giudiziaria esterna della Romanina, coordinati dal sostituto procuratore Pierluigi Cipolla, hanno organizzato un appostamento sotto l'abitazione dell'uomo. Quando lo hanno visto lanciare un altro petardo dalla finestra sono intervenuti. L'arresto in flagranza è stato successivamente convalidato dal giudice.
Nella perquisizione domiciliare sono stati trovati una grande quantità di materiale pirotecnico, numerosi fuochi d'artificio e un mortaio metallico installato sul terrazzo, usato per sparare i fuochi in sicurezza. La prima ipotesi degli inquirenti è stata quella di trovarsi davanti a un emulo del terrorista americano Unabomber.
Perché l'arresto si è chiuso con una multa
Gli accertamenti del pubblico ministero hanno cambiato il quadro. Tutto il materiale sequestrato rientrava nelle categorie F1 e F2, i fuochi di libera vendita disciplinati dal decreto legislativo 123/2015. Secondo la guida ai fuochi d'artificio della Polizia di Stato, i prodotti F1 sono vendibili ai maggiori di 14 anni per uso interno, gli F2 ai maggiori di 18 anni per uso esterno a basso rischio.
La normativa consente la detenzione privata fino a 5 chilogrammi di massa attiva senza obbligo di registrazione, purché il materiale sia marcato CE e custodito in modo idoneo. Il trentenne, incensurato, aveva acquistato tutto presso negozi autorizzati e i fuochi erano correttamente etichettati. Per questo l'ipotesi iniziale di reato è stata riqualificata: l'illecito contestato è amministrativo, sanzionato con una multa pecuniaria.
Resta sul tavolo la condotta vera: il lancio reiterato di esplosivi in luogo abitato. Quella condotta rientra nell'articolo 703 del codice penale sulle accensioni ed esplosioni pericolose, una contravvenzione che punisce con ammenda fino a 103 euro chi accende fuochi senza licenza in un luogo abitato o nelle sue adiacenze. La pena sale all'arresto fino a un mese soltanto se l'esplosione avviene dove c'è adunanza o concorso di persone, condizione che di notte, in un asilo chiuso e vuoto, non si configura. Il bene tutelato dalla norma è l'incolumità pubblica in generale, non quella specifica dell'edificio scolastico, tantomeno la quiete dei residenti del condominio adiacente.
Cosa lascia aperto il caso per le scuole d'infanzia
L'episodio si è svolto fuori dall'orario scolastico, ma le tracce restavano. La presenza al mattino di botti integri nel cortile significava la possibilità che un bambino, al rientro a scuola, raccogliesse un ordigno inesploso. La denuncia della preside è stata l'unico vero strumento di tutela: l'asilo, come gran parte delle oltre 40 mila strutture scolastiche italiane censite dall'anagrafe nazionale dell'edilizia, non dispone di sorveglianza notturna né di presidi armati.
Le scuole dell'infanzia sono il segmento del sistema con la più alta concentrazione di utenti vulnerabili. Solo per la prova scritta del concorso PNRR 2 sull'infanzia hanno superato la soglia minima oltre 10mila candidati per il posto comune, a misura della dimensione del comparto. La sicurezza perimetrale di questi edifici resta affidata, nelle ore di chiusura, alla buona volontà di insegnanti, genitori e vicini di casa.
Il trentenne se la caverà con una multa amministrativa e, in caso di contestazione del 703, con un'ammenda di poche decine di euro. La vicenda di Cinecittà Est restituisce un punto concreto: nelle ore notturne, la difesa di un asilo dipende soprattutto da chi lo vede dall'esterno.
Domande frequenti
Cosa prevede l’articolo 703 del codice penale?
L'articolo 703 punisce con un'ammenda fino a 103 euro chi accende fuochi o esplosivi senza licenza in un luogo abitato o nelle sue adiacenze. La pena può salire all’arresto fino a un mese solo se l’esplosione avviene in presenza di un concorso di persone, condizione che di notte, in un asilo vuoto, non si configura.
Perché il trentenne è stato multato invece di essere arrestato?
Il materiale pirotecnico sequestrato era di categoria F1 e F2, di libera vendita e correttamente acquistato presso negozi autorizzati. Non essendoci altre violazioni penali gravi, l’illecito è stato riqualificato come amministrativo e punito solo con una multa.
Quali rischi concreti si sono presentati per i bambini dell’asilo?
Al mattino, nel cortile della scuola venivano rinvenuti botti inesplosi, con il rischio che un bambino potesse raccoglierli e farsi male. La presenza di ordigni inesplosi rappresentava quindi un pericolo concreto per la sicurezza degli alunni.
Come viene garantita la sicurezza nelle scuole dell’infanzia durante le ore notturne?
Nella maggior parte dei casi, le scuole dell’infanzia non dispongono di sorveglianza notturna o presidi armati. La sicurezza perimetrale è affidata principalmente a insegnanti, genitori e vicini di casa che segnalano eventuali anomalie.
Cosa tutela esattamente l’articolo 703: la sicurezza dell’edificio scolastico o altro?
L’articolo 703 tutela l’incolumità pubblica in generale e non specificamente la sicurezza dell’edificio scolastico o la quiete del condominio. La norma si applica a episodi pericolosi che possono minacciare la collettività in zone abitate.
Qual è stato il ruolo della preside nell’episodio avvenuto a Cinecittà Est?
La preside dell’istituto ha denunciato gli episodi alle autorità, attivando così l’intervento delle forze dell’ordine. La sua segnalazione è stata fondamentale per la tutela della scuola e la risoluzione del caso.