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Concorso PNRR3, 3 anni nella sede assegnata: cosa prevede il CCNI
Scuola

Concorso PNRR3, 3 anni nella sede assegnata: cosa prevede il CCNI

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Vincitori del concorso PNRR3 bloccati 3 anni nella sede di immissione: niente assegnazione provvisoria al primo anno, le tre alternative del CCNL.

Chi vince il concorso PNRR3 in una regione diversa dalla propria residenza prende servizio il 1 settembre 2026 nella scuola assegnata, senza alcuna possibilità di chiedere assegnazione provvisoria nel primo anno di ruolo. Il vincolo arriva da una norma del 2017 e dal CCNI mobilità annuale triennio 2025-2028 firmato al ministero il 10 luglio 2025.

Tre anni nella stessa sede: la base normativa

Il blocco si fonda sull'articolo 13, comma 5 del decreto legislativo 59/2017 sul reclutamento docenti: i docenti immessi in ruolo devono restare nella scuola in cui hanno svolto l'anno di prova per non meno di tre anni, nella stessa tipologia di posto e classe di concorso. L'anno di prova rientra nel conteggio, quindi i vincitori PNRR3 che firmano a settembre 2026 saranno liberi di trasferirsi solo dal 1 settembre 2029. Non valgono trasferimenti volontari, non valgono passaggi di ruolo: per tre anni scolastici interi la cattedra resta inchiodata a quella sede.

Il bando, pubblicato con i decreti direttoriali del 9 ottobre 2025, ha messo a concorso 58.135 posti complessivi: 27.376 per infanzia e primaria, 30.759 per la secondaria. I candidati hanno potuto iscriversi in una sola regione, ma il punteggio determina l'assegnazione effettiva: chi arriva nelle posizioni alte di graduatoria può finire in provincia diversa da quella scelta, e molti vincitori si trovano già destinati lontano dalla famiglia. Lo stesso era accaduto con il concorso PNRR2 nella scuola dell'infanzia e primaria e con la prova suppletiva del concorso PNRR2 per la secondaria.

Le tre uscite del CCNL e perché non bastano

L'unica strada formale per i neoassunti fuori regione passa per gli istituti del contratto nazionale di lavoro. Sono tre, ognuna con un costo concreto, e nessuna sposta davvero la sede di servizio.

  • Aspettativa per motivi di famiglia (art. 18 CCNL 2007, ancora vigente per rinvio del CCNL Istruzione e Ricerca 2024): fino a 12 mesi, non retribuita e non utile ai fini dell'anno di prova. Al rientro il docente resta legato alla sede originaria per il residuo del triennio.
  • Congedo parentale: 6 mesi retribuiti al 30% entro i primi 12 anni di vita del figlio, secondo le regole del Testo unico sulla maternità. Rinvia l'anno di prova ma non sposta la sede di servizio e copre solo i genitori con figli piccoli.
  • Part-time: si resta sulla cattedra assegnata con stipendio ridotto proporzionalmente. Non risolve la distanza geografica, la riduce solo nelle ore di presenza settimanale e penalizza subito la busta paga del neoassunto.

Il rinvio dell'anno di prova è possibile più volte, perché il decreto 59/2017 richiede 180 giorni di servizio effettivo di cui 120 di attività didattica: chi non li raggiunge slitta automaticamente all'anno successivo. Ma il rinvio congela il percorso, non sposta fisicamente il docente più vicino al nucleo familiare e non azzera il triennio di permanenza, che ricomincia a decorrere dall'anno in cui la prova viene effettivamente svolta.

La deroga over 65 della legge 50/2026

L'unica novità del 2026 è la reintroduzione, con la legge 50/2026 di conversione del decreto-legge PNRR, della deroga per chi assiste genitori che hanno compiuto 65 anni. Era stata eliminata nel CCNI di luglio 2025 ed è stata ripristinata in via legislativa dopo gli emendamenti approvati in Parlamento. Resta però una deroga al vincolo triennale utile per chiedere assegnazione provvisoria dal secondo anno in poi: nel primo anno di ruolo la domanda non è ammessa per nessuno, neppure per chi rientra nelle deroghe per ricongiungimento familiare o assistenza ai parenti.

Per i vincitori del PNRR3 fuori regione la prima domanda di assegnazione provvisoria utile sarà quella di luglio 2027, con effetti dal 1 settembre 2027. Fino ad allora la scelta è binaria: prendere servizio lontano da casa o rinunciare al ruolo guadagnato dopo anni di concorso.

Domande frequenti

Cosa prevede il vincolo triennale per i vincitori del concorso PNRR3?

Il vincolo triennale obbliga i docenti vincitori del concorso PNRR3 a restare per almeno tre anni nella scuola assegnata, compreso l'anno di prova, senza possibilità di trasferimento o passaggio di ruolo durante questo periodo.

È possibile chiedere assegnazione provvisoria nel primo anno di ruolo dopo il concorso PNRR3?

No, nel primo anno di ruolo non è ammessa alcuna domanda di assegnazione provvisoria, neppure per chi ha diritto a deroghe per ricongiungimento familiare o assistenza ai parenti.

Quali alternative hanno i neoassunti fuori regione per avvicinarsi alla famiglia?

Le uniche alternative formali previste sono l’aspettativa per motivi di famiglia, il congedo parentale e il part-time, ma nessuna di queste consente di cambiare sede di servizio durante il vincolo triennale.

Cosa succede se si rinvia l’anno di prova?

Il rinvio dell’anno di prova è possibile se non si raggiungono i giorni di servizio richiesti, ma questo fa slittare l’inizio del triennio di permanenza, che partirà solo dopo aver completato effettivamente l’anno di prova.

Ci sono deroghe al vincolo triennale per determinate categorie di docenti?

Dal 2026 è stata reintrodotta una deroga per chi assiste genitori over 65, che consente di chiedere assegnazione provvisoria dal secondo anno di ruolo, ma non nel primo anno.

Quando si può presentare la prima domanda di assegnazione provvisoria dopo aver vinto il PNRR3?

La prima domanda di assegnazione provvisoria potrà essere presentata solo a luglio 2027, con effetti dal 1 settembre 2027, cioè dal secondo anno di ruolo.

Pubblicato il: 12 giugno 2026 alle ore 14:19

Savino Grimaldi

Articolo creato da

Savino Grimaldi

Giornalista Pubblicista Savino Grimaldi è un giornalista laureando in Economia e Commercio, con una solida esperienza maturata nel settore della formazione. Da anni lavora con competenza nell’ambito della formazione professionale, distinguendosi per una conoscenza approfondita delle politiche attive del lavoro e delle dinamiche che legano istruzione, occupazione e sviluppo delle competenze. Alla preparazione economica e professionale affianca una grande passione per la lettura e per il giornalismo, che ne arricchiscono il profilo umano e culturale. Spazia con disinvoltura tra diverse tematiche, offrendo sempre il proprio punto di vista con equilibrio, sensibilità e spirito critico.

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