Loading...
Carta docente estesa ad ATA e supplenti brevi: quanto costerebbe davvero
Scuola

Carta docente estesa ad ATA e supplenti brevi: quanto costerebbe davvero

Estendere la Carta docente ai 196.477 ATA vale 75 milioni l'anno. La richiesta Anief si scontra con il fondo da 465 milioni gia' ripartito su 1,2 milioni.

Marcello Pacifico, presidente Anief, chiede al Governo di riportare la Carta del docente a 500 euro e di estenderla al personale ATA e ai supplenti brevi. Il conto della sola estensione ai 196.477 posti in organico ATA vale circa 75 milioni di euro l'anno, oltre l'incremento del fondo introdotto dall'ultima legge di bilancio. Le due richieste insieme superano i 200 milioni.

Perche' la Carta e' scesa a 383 euro

Il decreto interministeriale n. 59 del 31 marzo 2026, firmato dal MIM di concerto con il MEF, fissa a 383 euro il valore nominale della Carta docente per l'anno scolastico 2025/2026. E' la prima volta che l'importo scende sotto i 500 euro previsti come tetto massimo dalla legge 107/2015.

La discesa non nasce da un taglio. L'articolo 1 comma 573 della legge 207/2024 ha incrementato il fondo strutturale di 60 milioni di euro annui a decorrere dal 2025, portando la dotazione complessiva vicina ai 465 milioni. A cambiare e' il denominatore. La stessa manovra ha esteso il beneficio ai docenti con supplenza annuale su posto vacante e ai supplenti fino al termine delle attivita' didattiche, portando la platea sopra 1,2 milioni di beneficiari, oltre 190.000 in piu' rispetto agli anni precedenti. Distribuiti fra tutti, restano 383 euro a testa: il calo di 117 euro a testa vale il 23,4% del budget individuale per la formazione.

Estendere ad ATA e supplenti brevi: la matematica dei 75 milioni

La richiesta di allargare la Carta al personale amministrativo, tecnico e ausiliario e ai supplenti brevi si scontra con un vincolo numerico. L'organico ATA 2025/2026 conta 196.477 posti secondo l'informativa MIM sui contingenti provinciali diffusa a luglio 2025. Anche mantenendo il valore attuale di 383 euro pro capite, coprire quella platea richiederebbe 75,25 milioni di euro l'anno solo per gli ATA: piu' dell'intero incremento di 60 milioni deciso dal Parlamento per il 2025.

Aggiungere anche i supplenti brevi porterebbe il conto oltre i 150 milioni: la stessa fascia esclusa dalla polizza sanitaria di categoria e' la piu' difficile da quantificare, perche' il numero varia mese per mese e comprende anche contratti di pochi giorni. Sindacati e stampa specializzata stimano fra 150.000 e 200.000 posti coperti annualmente da supplenze brevi. Riportare l'importo individuale a 500 euro, come chiede Pacifico, aggiungerebbe altri 145 milioni al fabbisogno complessivo sulla platea attuale di 1,2 milioni di aventi diritto. Il fondo strutturale non copre nessuno di questi scenari senza un rifinanziamento aggiuntivo nella prossima legge di bilancio.

Cosa puo' fare chi oggi resta escluso

I supplenti brevi che continuano a non ricevere la Carta hanno un'unica strada per il beneficio economico: il contenzioso individuale. La Corte di giustizia UE, con sentenza del 3 luglio 2025 nella causa C-268/24, ha dichiarato contraria al diritto comunitario l'esclusione automatica dei docenti con contratti brevi, richiamando la clausola 4 dell'accordo quadro sul lavoro a tempo determinato allegato alla direttiva 1999/70/CE. La durata del contratto, ha scritto la Corte, non e' di per se' una ragione oggettiva sufficiente a giustificare la disparita' di trattamento nell'accesso a un beneficio legato alla formazione.

Dopo la pronuncia i tribunali del lavoro di Brescia, Catania, Modena, Roma e Venezia hanno riconosciuto arretrati fino a 2.500 euro a insegnanti con piu' anni di supplenza. Chi ha invece gia' ricevuto il credito 2025/2026 deve tenere conto delle nuove regole per hardware e software: il decreto 59 consente l'acquisto di computer, tablet e programmi solo alla prima erogazione e poi con cadenza quadriennale. Le istruzioni operative per usare il residuo restano valide anche per il credito 2024/2025, spendibile durante l'anno scolastico successivo.

La legge di bilancio 2027 sara' il primo banco di prova per la richiesta sindacale: senza risorse dedicate, l'estensione ad ATA e supplenti brevi resta un obiettivo dichiarato ma non finanziato.

Domande frequenti

Perché il valore della Carta docente è sceso a 383 euro?

Il valore della Carta docente è sceso a 383 euro per l'anno scolastico 2025/2026 perché è aumentato il numero dei beneficiari, includendo anche i docenti con supplenza annuale e fino al termine delle attività didattiche. Pur avendo incrementato il fondo di 60 milioni di euro, la maggiore platea ha ridotto la quota individuale.

Quanto costerebbe estendere la Carta docente al personale ATA e ai supplenti brevi?

L'estensione della Carta docente al personale ATA costerebbe circa 75 milioni di euro all'anno. Includendo anche i supplenti brevi, il costo totale supererebbe i 150 milioni di euro, senza considerare ulteriori aumenti se si volesse riportare l'importo individuale a 500 euro.

Cosa può fare chi è escluso dalla Carta docente?

I supplenti brevi esclusi dalla Carta docente possono ricorrere al contenzioso individuale. Dopo la sentenza della Corte di giustizia UE del 3 luglio 2025, diversi tribunali italiani hanno riconosciuto agli insegnanti con più anni di supplenza arretrati fino a 2.500 euro.

Il fondo attuale è sufficiente per ampliare la platea dei beneficiari della Carta docente?

No, il fondo strutturale attuale non è sufficiente per coprire l'estensione della Carta docente al personale ATA e ai supplenti brevi. Sarebbe necessario un rifinanziamento aggiuntivo nella prossima legge di bilancio.

Ci sono nuove regole per l'utilizzo della Carta docente per hardware e software?

Sì, il decreto 59 stabilisce che l'acquisto di computer, tablet e software è consentito solo alla prima erogazione della Carta e poi con cadenza quadriennale. Le istruzioni operative restano valide anche per il credito 2024/2025, utilizzabile nell'anno scolastico successivo.

Pubblicato il: 30 agosto 2026 alle ore 17:33

Savino Grimaldi

Articolo creato da

Savino Grimaldi

Giornalista Pubblicista Savino Grimaldi è un giornalista laureando in Economia e Commercio, con una solida esperienza maturata nel settore della formazione. Da anni lavora con competenza nell’ambito della formazione professionale, distinguendosi per una conoscenza approfondita delle politiche attive del lavoro e delle dinamiche che legano istruzione, occupazione e sviluppo delle competenze. Alla preparazione economica e professionale affianca una grande passione per la lettura e per il giornalismo, che ne arricchiscono il profilo umano e culturale. Spazia con disinvoltura tra diverse tematiche, offrendo sempre il proprio punto di vista con equilibrio, sensibilità e spirito critico.

Articoli Correlati