Loading...
Carriera alias ferma al 7% delle scuole, il MIM resta senza linee guida
Scuola

Carriera alias ferma al 7% delle scuole, il MIM resta senza linee guida

Disponibile in formato audio

Solo 530 scuole italiane su quasi 7.600 hanno un protocollo per studenti trans. Le nuove adesioni calano dal 2023 e mancano linee guida MIM.

Sono 530 le scuole italiane che hanno introdotto la carriera alias, lo strumento di inclusione per studenti con disforia di genere che permette di farsi chiamare con il nome scelto al posto di quello anagrafico. Il dato AGEDO aggiornato al 23 maggio 2026 copre circa il 7% delle quasi 7.600 istituzioni scolastiche statali. E le nuove adesioni stanno rallentando: 148 nel 2023, 100 nel 2024, 80 nel 2025.

La mappa dell'inclusione: 234 scuole al Nord, 138 al Sud

Il Nord conta 234 istituti con regolamento, guidato dalla Lombardia con 72 scuole. Il Centro arriva a 158, ma il Lazio da solo ne raccoglie 76. Sud e Isole insieme si fermano a 138, con la Campania a 40 e la Sicilia a 30. Sei anni fa, nell'anno scolastico 2020-21, le scuole con un protocollo erano 51. Il salto e stato netto fino al 2023, poi il ritmo si e quasi dimezzato. Un rallentamento che cade in un anno scolastico gia attraversato da tensioni: lo sciopero nazionale del 7 maggio ha mostrato un comparto pressato su piu fronti, dalle prove INVALSI alle nuove Indicazioni nazionali. Per le scuole, anche un protocollo di inclusione diventa una scelta che richiede tempo, formazione e una copertura giuridica che oggi resta affidata alla buona volonta del singolo istituto.

Senza linee guida MIM, decide ogni dirigente scolastico

Il Ministero dell'Istruzione e del Merito non ha mai pubblicato un protocollo nazionale sulla carriera alias. Le scuole che la attivano si appoggiano alla legge 107/2015, articolo 1 comma 16, che impone di garantire pari opportunita e prevenire le discriminazioni di genere. Le linee guida ministeriali sulla parita di genere citano la disforia di genere come tema di formazione, senza pero fornire strumenti applicativi: ne una procedura per attivare il nome di elezione nel registro elettronico, ne un modello di regolamento, ne un riferimento normativo per gestire scrutini, pagelle e colloqui con le famiglie.

Il risultato e che ogni dirigente decide caso per caso. Due studenti con la stessa storia, nella stessa provincia, possono trovare due scuole con due risposte opposte: una con modulistica, referente formato e procedura scritta; l'altra senza alcuno strumento, dove il nome anagrafico rischia di comparire in classe, nei corridoi, nei colloqui con le famiglie.

Le universita pubbliche hanno colmato questo vuoto. La Scuola IMT Alti Studi di Lucca ha pubblicato nel maggio 2025 linee guida dettagliate, con procedure, ruoli e tempistiche. Atenei come Bologna, Sapienza, Torino e Milano Statale hanno fatto lo stesso, con protocolli pubblici accessibili sia agli studenti sia al personale amministrativo. Per la scuola del primo e secondo ciclo, invece, non esiste un documento equivalente.

Cosa cambia per docenti e nuovi ingressi

L'assenza di un riferimento ministeriale ricade sulla formazione. Su altri temi il MIM ha deciso di muoversi: per l'intelligenza artificiale, la visione di Antonello Giannelli descrive un percorso strutturato e sostenuto dal Ministero, con linee guida nazionali pubblicate. Sull'inclusione degli studenti trans, nulla di simile.

Sul fronte del reclutamento, le procedure del concorso PNRR 2 per docenti di infanzia e primaria non hanno previsto prove specifiche sulla gestione di alunni con identita di genere non corrispondente a quella anagrafica. Per chi entra in classe oggi, significa partire da zero. Per chi e gia in cattedra, significa cercare risposte da soli, spesso tramite corsi di aggiornamento privati con costi a carico del docente.

Per le famiglie che chiedono la carriera alias, intanto, la possibilita di ottenerla dipende dal codice postale dell'istituto, non da uno standard nazionale. Il 93% delle scuole italiane resta senza un protocollo formalizzato. La prossima rilevazione AGEDO, attesa per l'inizio dell'anno scolastico 2026-27, dira se la curva tornera a salire o se il rallentamento e strutturale.

Domande frequenti

Cos'è la carriera alias nelle scuole italiane?

La carriera alias è uno strumento di inclusione che permette agli studenti con disforia di genere di essere chiamati con il nome scelto invece di quello anagrafico. Serve a garantire il rispetto dell'identità di genere all'interno dell'ambiente scolastico.

Quante scuole italiane hanno adottato la carriera alias e qual è la distribuzione geografica?

Solo il 7% delle scuole statali italiane, pari a 530 istituti, ha introdotto la carriera alias. La maggior parte si trova al Nord (234 scuole), seguono il Centro (158) e il Sud e le Isole (138).

Perché l'adozione della carriera alias nelle scuole sta rallentando?

Il rallentamento è dovuto alla mancanza di linee guida nazionali e alla necessità per ogni scuola di gestire autonomamente procedure, formazione e copertura giuridica. Dal 2023 il numero di nuove adesioni annuali si è quasi dimezzato.

Come viene gestita la carriera alias in assenza di linee guida ministeriali?

Ogni dirigente scolastico decide autonomamente come attivare la carriera alias, basandosi sulla legge 107/2015, ma senza un protocollo standardizzato. Ciò porta a situazioni molto diverse tra scuole anche all'interno della stessa provincia.

Cosa cambia per docenti e famiglie rispetto alla carriera alias?

I docenti non ricevono formazione specifica dal Ministero sull'inclusione di studenti trans e spesso devono formarsi privatamente. Per le famiglie, la possibilità di ottenere la carriera alias dipende dalla singola scuola e non da uno standard nazionale.

Le università italiane hanno adottato protocolli sulla carriera alias?

Sì, molte università pubbliche hanno colmato il vuoto normativo pubblicando linee guida dettagliate e protocolli accessibili per studenti e personale, a differenza delle scuole di primo e secondo ciclo.

Pubblicato il: 31 maggio 2026 alle ore 10:49

Savino Grimaldi

Articolo creato da

Savino Grimaldi

Giornalista Pubblicista Savino Grimaldi è un giornalista laureando in Economia e Commercio, con una solida esperienza maturata nel settore della formazione. Da anni lavora con competenza nell’ambito della formazione professionale, distinguendosi per una conoscenza approfondita delle politiche attive del lavoro e delle dinamiche che legano istruzione, occupazione e sviluppo delle competenze. Alla preparazione economica e professionale affianca una grande passione per la lettura e per il giornalismo, che ne arricchiscono il profilo umano e culturale. Spazia con disinvoltura tra diverse tematiche, offrendo sempre il proprio punto di vista con equilibrio, sensibilità e spirito critico.

Articoli Correlati