Solo 545.247 euro spesi su 3 milioni stanziati. È il rendiconto delle scuole italiane sul contributo 2024/2025 per gli abbonamenti a giornali e riviste. Conseguenza: il bando per il 2025/2026, pubblicato dalla Presidenza del Consiglio il 9 settembre 2025, parte con un milione in meno.
La proposta di Snag e Fondazione Einaudi
Il sindacato nazionale giornalai (Snag) e l'Osservatorio Carta, Penna & Digitale della Fondazione Luigi Einaudi hanno presentato il 24 giugno 2026 tre proposte per rilanciare la lettura dei quotidiani in classe.
La prima chiede di promuovere con più efficacia, presso gli istituti, i programmi che incoraggiano la lettura dei giornali a scuola. La seconda punta a estendere i contributi pubblici all'acquisto di copie in edicola, oggi pensati solo per gli abbonamenti. La terza mira a includere fra le spese ammesse a Carta del docente e bonus Valore cultura l'acquisto di giornali cartacei in edicola.
Al pacchetto si aggiunge una proposta di lungo periodo: istituire un'ora a settimana di educazione civica dedicata alla lettura dei giornali, per insegnare ai ragazzi a riconoscere le fonti, distinguere fatti e opinioni, orientarsi tra notiziari, social e algoritmi.
Il bando perde un milione, le domande restano sotto il 12%
Il punto su cui la proposta tace è la traiettoria del finanziamento. Nel 2024/2025 il contributo previsto dall'articolo 1, comma 389, della legge 160/2019 disponeva di 3 milioni di euro. Le scuole hanno presentato 901 domande, e la spesa rimborsata si è fermata a 545.247 euro: il 18,2% della dotazione.
Confrontato con la platea potenziale, il dato è ancora più stretto. Secondo il Focus dati scuola 2024/2025 - MIM, nel 2024/2025 erano operative 7.473 istituzioni scolastiche statali, fra direzioni didattiche, istituti comprensivi e istituti di secondo grado, a cui vanno aggiunte le paritarie. Le sole statali superano già di otto volte le 901 domande arrivate. Significa che, considerando soltanto la rete statale, meno di un istituto su otto ha attivato la procedura.
L'effetto sul nuovo bando è scritto nel testo stesso del provvedimento: la dotazione 2025/2026 scende a 2 milioni di euro, in calo del 33% rispetto all'anno precedente. La motivazione, riportata nel decreto, è esplicita: la cifra è stata ricalcolata sulla base delle domande pervenute per le precedenti annualità. Un fondo non utilizzato genera, l'anno dopo, un fondo più piccolo.
La misura non è nuova: esiste dal 2020 ed è andata a regime con la legge di bilancio 213/2023, che ha unificato in un unico contributo le precedenti voci per scuole statali e paritarie e ha legato la spesa all'anno scolastico anziché a quello solare. Sei anni di vita non sono bastati a portare la platea oltre quota mille richieste. Il sottoutilizzo, ormai strutturale, è la prima questione che qualsiasi piano di rilancio sulla lettura dei giornali a scuola dovrebbe affrontare prima di chiedere nuove risorse.
Scadenze e condizioni del bando 2025/2026
Per intercettare i 2 milioni residui, le scuole devono aver acquistato uno o più abbonamenti tra il 1° settembre 2025 e il 28 febbraio 2026, e presentare la domanda firmata digitalmente dal dirigente scolastico fra il 10 dicembre 2025 e il 16 marzo 2026. Le modalità telematiche di trasmissione saranno indicate dalla Direzione generale per lo studente del Ministero dell'Istruzione e del Merito.
Il contributo copre fino al 90% della spesa per abbonamenti a quotidiani, periodici e riviste scientifiche e di settore, anche in formato digitale. La copertura riguarda istituti statali e paritari di ogni ordine e grado, dall'infanzia alla secondaria di secondo grado. I dettagli operativi e i requisiti completi sono nel Bando contributi scuole 2025/2026 - Presidenza del Consiglio.
Il rimborso massimo per singola scuola dipende dal numero di richieste ammesse: minore la partecipazione, maggiore la quota pro capite, ma anche maggiore il rischio di lasciare risorse inutilizzate per il terzo anno consecutivo. Per gli istituti che intendono partecipare conviene quindi muoversi sul fronte amministrativo già prima di Natale, completando entro febbraio la sottoscrizione degli abbonamenti e raccogliendo le fatture necessarie per la rendicontazione.
Se la proposta di un'ora settimanale di lettura in educazione civica troverà spazio nella prossima legislatura, dovrà comunque fare i conti con un fondo che intanto si è già ridotto di un terzo.
Domande frequenti
Perché solo una piccola parte delle scuole ha richiesto il rimborso per gli abbonamenti a giornali e riviste?
Il bando è sottoutilizzato: nel 2024/2025 solo 901 scuole su oltre 7.473 hanno presentato domanda, pari a meno del 12% del totale. Le ragioni non sono dettagliate nell'articolo, ma il problema è riconosciuto come strutturale e centrale per eventuali rilanci della misura.
Come cambia il finanziamento per il bando 2025/2026 rispetto all'anno precedente?
Il fondo disponibile per il 2025/2026 scende da 3 milioni a 2 milioni di euro, con una riduzione del 33%. Questo taglio è dovuto al basso numero di domande presentate negli anni precedenti.
Quali sono le principali proposte di Snag e Fondazione Einaudi per promuovere la lettura dei giornali a scuola?
Le proposte includono una promozione più efficace dei programmi di lettura, l'estensione dei contributi anche all'acquisto di copie in edicola e l'ammissione dell'acquisto di giornali tra le spese della Carta del docente. Si aggiunge anche la proposta di istituire un'ora settimanale di educazione civica dedicata alla lettura dei quotidiani.
Chi può accedere ai contributi previsti dal bando e quali spese sono rimborsabili?
Possono accedere le scuole statali e paritarie di ogni ordine e grado. Il contributo copre fino al 90% della spesa per abbonamenti a quotidiani, periodici e riviste scientifiche, inclusi i formati digitali.
Quali sono le scadenze operative del bando 2025/2026 per la richiesta di rimborso?
Le scuole devono acquistare gli abbonamenti tra il 1° settembre 2025 e il 28 febbraio 2026. La domanda, firmata digitalmente dal dirigente scolastico, va presentata tra il 10 dicembre 2025 e il 16 marzo 2026 secondo le modalità che saranno indicate dal Ministero.
Cosa succede se la partecipazione al bando resta bassa anche nel 2025/2026?
Con una bassa partecipazione, il rimborso massimo per scuola potrebbe aumentare, ma il rischio è che una parte significativa dei fondi resti nuovamente inutilizzata, come già avvenuto negli ultimi anni.