L'Istituto superiore di sanità pubblica un decalogo per affrontare il rientro a scuola 2026-2027 e contenere il cosiddetto back to school blues, la malinconia da rientro che in alcuni casi si trasforma in ansia. La guida, firmata da Chiara Cattaneo del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute e da Vittorio Palermo del dipartimento Malattie cardiovascolari, endocrino-metaboliche e invecchiamento, si rivolge a genitori, studenti e insegnanti con indicazioni distinte per età e ruolo.
Come si manifesta il disagio da rientro
I segnali cambiano con l'età. Nei bambini più piccoli prevale la difficoltà a separarsi dalle figure di riferimento, negli anni successivi pesa la preoccupazione per il rendimento scolastico, mentre in preadolescenza e adolescenza al centro finiscono le relazioni tra pari e la paura dell'esclusione dal gruppo. Sul piano fisico l'Iss segnala mal di pancia, nausea, cefalea, disturbi del sonno e riduzione dell'appetito. Non sono infrequenti nemmeno l'irritabilità, la richiesta continua di rassicurazioni, l'evitamento delle attività scolastiche o la resistenza a uscire di casa. Particolare attenzione, avvertono gli esperti, va data ai momenti di transizione scolastica, quando la ridefinizione dei gruppi e delle amicizie può creare incertezza anche in studenti normalmente ben adattati.
Il decalogo Iss: cosa fare a casa e in classe
Per i genitori l'Istituto elenca sette azioni concrete: ripristinare gradualmente le routine di sonno e sveglia già nei giorni precedenti l'inizio delle lezioni, garantire colazione e pasti regolari, ascoltare le preoccupazioni senza minimizzarle, evitare di trasmettere ansie personali, visitare in anticipo gli ambienti scolastici, gestire in modo equilibrato compiti e impegni extrascolastici, non ignorare le difficoltà quando persistono. Agli studenti sono suggerite tecniche di respirazione lenta, problem solving, pianificazione delle attività e aspettative realistiche sui primi giorni. Agli insegnanti l'Iss raccomanda routine chiare, attività graduali nelle prime settimane, attenzione ai nuovi inserimenti, contrasto al bullismo e valorizzazione del senso di appartenenza al gruppo classe.
Il documento richiama il whole-school approach promosso dall'Organizzazione mondiale della sanità: il benessere scolastico è responsabilità condivisa dell'intera comunità educante. Centrali sono le life skills, dall'autoregolazione emotiva all'empatia al problem solving, che risultano più efficaci quando vengono integrate stabilmente nelle attività didattiche, coinvolgendo docenti, studenti e famiglie. Il disagio scolastico, avverte l'Iss, non può essere considerato solo una questione educativa o sanitaria: è un fenomeno multidimensionale con aspetti relazionali, psicologici, sociali ed educativi che richiedono una collaborazione stabile tra scuola, famiglie e servizi del territorio.
Se il rifiuto della scuola o le difficoltà di adattamento si prolungano nel tempo, l'Iss invita a non minimizzare e a costruire un dialogo stabile tra famiglia, insegnanti e servizi territoriali per un'individuazione precoce dei segnali. Il primo passo, ricordano gli esperti, resta la lettura tempestiva del disagio in casa, prima ancora che in classe: rassicurazioni immediate contano meno di un ascolto che fa sentire il bambino compreso. Le indicazioni complete sono consultabili tra i comunicati stampa dell'Istituto Superiore di Sanità.
Domande frequenti
Cos’è il 'back to school blues' e come si manifesta nei diversi gruppi di età?
Il 'back to school blues' è una sensazione di malinconia o disagio legata al rientro a scuola, che può sfociare in ansia. Nei bambini piccoli si manifesta con difficoltà di separazione dai genitori, negli studenti più grandi con preoccupazione per il rendimento, mentre in preadolescenti e adolescenti prevalgono timori legati alle relazioni sociali e all'esclusione dal gruppo.
Quali sono i segnali fisici e comportamentali del disagio da rientro a scuola?
I segnali fisici includono mal di pancia, nausea, cefalea, disturbi del sonno e riduzione dell'appetito. Dal punto di vista comportamentale, si possono osservare irritabilità, richiesta continua di rassicurazioni, evitamento delle attività scolastiche e resistenza a uscire di casa.
Quali strategie consiglia l'Istituto Superiore di Sanità ai genitori per aiutare i figli nel rientro a scuola?
L'Istituto consiglia di ripristinare gradualmente le routine di sonno, garantire pasti regolari, ascoltare le preoccupazioni dei figli senza minimizzarle, evitare di trasmettere ansie personali, visitare anticipatamente la scuola, bilanciare impegni scolastici ed extrascolastici e non ignorare difficoltà persistenti.
Quali sono le raccomandazioni per gli insegnanti e come possono favorire il benessere degli studenti?
Agli insegnanti viene suggerito di mantenere routine chiare, introdurre attività graduali nelle prime settimane, prestare attenzione ai nuovi inserimenti, contrastare il bullismo e promuovere il senso di appartenenza al gruppo classe. Queste azioni contribuiscono a creare un ambiente scolastico più accogliente e supportivo.
Cosa fare se il disagio o il rifiuto della scuola persistono nel tempo?
L'Istituto invita a non minimizzare il problema e a costruire un dialogo stabile tra famiglia, insegnanti e servizi territoriali per individuare precocemente i segnali di disagio. È fondamentale un ascolto attento in famiglia, più efficace delle rassicurazioni immediate, per comprendere e affrontare adeguatamente la situazione.