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L'Italia nazione forestale: i boschi crescono dove la popolazione cala
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L'Italia nazione forestale: i boschi crescono dove la popolazione cala

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L'Italia supera i 100mila km² di boschi: il 75,7% è in Comuni montani che ospitano solo il 13,5% della popolazione. I dati del rapporto Foreste in Comune.

Il 13,5% degli italiani custodisce il 75,7% delle foreste nazionali. È il dato chiave del primo rapporto Foreste in Comune, presentato il 7 giugno 2026 a Marcetelli, in provincia di Rieti.

I numeri della nazione forestale

Le foreste italiane hanno superato i 100.000 chilometri quadrati di estensione, occupando oltre un terzo del territorio nazionale. Dal 2020 la superficie forestale ha sorpassato la Superficie Agricola Utilizzata, un sorpasso che non avveniva dal Medioevo.

Il record di copertura percentuale spetta a Marcetelli (Rieti), con il 98,4% del territorio comunale coperto da boschi. Seguono Bormida (Savona) al 97,07% e Percile (Roma) al 96,99%. Per estensione assoluta primeggia invece Gubbio (Perugia), con 26.804,26 ettari di superficie forestale, davanti a San Giovanni in Fiore (Cosenza) con 21.938 ettari e Città di Castello (Perugia) con 21.838 ettari.

Il quadro arriva dal rapporto promosso da Pefc Italia con Uncem, Legambiente e Consorzio Caire: prima indagine socio-economica sul patrimonio forestale italiano comune per comune, costruita su dati dell'Inventario Nazionale delle Foreste e dei serbatoi forestali di Carbonio gestito da Carabinieri Forestali e CREA.

13,5% degli italiani custodisce il 75,7% dei boschi

Il dato che cambia la prospettiva non sono i comuni più boscosi, ma la geografia complessiva. I 3.596 Comuni montani italiani occupano il 47,8% della superficie nazionale e ospitano il 13,5% della popolazione, ma concentrano il 75,7% dell'intera superficie forestale del Paese.

Il caso estremo riguarda i 495 Comuni "iper-boscosi", con copertura superiore all'80%: lì vive l'1% della popolazione italiana e si concentra il 13,94% delle foreste nazionali. Un italiano su 100 ha in carico circa un settimo del patrimonio forestale del Paese.

Il dato fa il paio con le rilevazioni ISTAT sulla geografia delle aree interne: territori che valgono oltre la metà della superficie nazionale ospitano poco più di un quinto della popolazione, e la quota cala ogni anno. Le foreste italiane non crescono per scelta politica, ma per sottrazione: avanzano dove i terreni agricoli vengono abbandonati e i borghi si svuotano.

"Oltre tre quarti delle foreste italiane sono concentrate nei Comuni montani", commenta Marco Bussone, presidente di Pefc Italia e Uncem. Il rapporto, aggiunge, "rende evidente la necessità di rafforzare strumenti di governance territoriale e politiche che sostengano concretamente le comunità che custodiscono questi patrimoni".

Servizi ecosistemici, ricerca pubblica e governance

I numeri assumono peso quando si traducono in valore economico. Marcetelli, poco più di 80 abitanti, produce servizi ecosistemici stimati attorno agli 8 milioni di euro l'anno: circa 150.000 euro per abitante in valore naturale, tra stoccaggio di carbonio, protezione idrogeologica e regolazione del clima locale.

È il tipo di evidenza che apre un fronte di lavoro per università ed enti pubblici di ricerca. Mentre la ricerca italiana investe in infrastrutture come il supercomputer Cresco8 per la fusione nucleare e discute di come trattenere e attrarre talenti scientifici, le politiche territoriali sulla montagna restano frammentate fra Stato, Regioni e Comuni. Il precedente di campagne nazionali su evidenze scientifiche, come l'appello dell'Accademia dei Lincei sulla sensibilizzazione vaccinale, mostra che senza una base di dati condivisa le politiche pubbliche restano sulla carta.

Il rapporto Foreste in Comune introduce per la prima volta l'Indice di Boscosità a livello comunale e lo incrocia con saldo demografico, consumo di suolo e flussi migratori interni: uno strumento che permette ai sindaci di chiedere risorse parametriche sul valore naturale del proprio territorio, non solo sui residenti.

Senza politiche dedicate alla montagna e investimenti specifici sulla gestione attiva del bosco, il 13,5% di italiani che custodisce tre quarti dei boschi continuerà a diminuire, e con esso la capacità di gestire un patrimonio che produce ogni anno miliardi di euro in servizi ambientali per chi vive in pianura.

Domande frequenti

Perché le foreste italiane stanno aumentando di superficie?

Le foreste italiane aumentano perché i terreni agricoli vengono abbandonati e i borghi si svuotano, non per una scelta politica mirata. Questo fenomeno è legato al calo della popolazione nelle aree interne e montane.

Quali sono i Comuni italiani con la maggiore copertura forestale?

I Comuni con la maggiore copertura percentuale di boschi sono Marcetelli (Rieti) con il 98,4% del territorio, Bormida (Savona) con il 97,07% e Percile (Roma) con il 96,99%. In termini di estensione assoluta, primeggia Gubbio (Perugia) con oltre 26.800 ettari di superficie forestale.

Che ruolo hanno le comunità montane nella gestione delle foreste italiane?

Le comunità montane, che rappresentano solo il 13,5% della popolazione italiana, custodiscono il 75,7% delle foreste nazionali. Tuttavia, queste comunità rischiano di diminuire ulteriormente, mettendo a rischio la gestione attiva di questo patrimonio naturale.

Qual è il valore economico delle foreste per i piccoli Comuni?

Le foreste generano servizi ecosistemici di grande valore economico, come lo stoccaggio di carbonio e la protezione idrogeologica. Ad esempio, Marcetelli produce servizi naturali stimati in circa 8 milioni di euro l'anno, pari a 150.000 euro per abitante.

Cosa propone il rapporto Foreste in Comune per migliorare la gestione forestale?

Il rapporto introduce l'Indice di Boscosità a livello comunale, incrociato con dati demografici e ambientali, per permettere ai sindaci di richiedere risorse basate sul valore naturale del territorio. Sottolinea inoltre la necessità di rafforzare politiche e strumenti di governance territoriale per sostenere le comunità che custodiscono le foreste.

Quali sono le principali sfide per la governance delle foreste italiane?

Le principali sfide riguardano la frammentazione delle politiche tra Stato, Regioni e Comuni e la mancanza di una base di dati condivisa. Senza politiche dedicate e investimenti specifici, la capacità di gestire efficacemente il patrimonio forestale rischia di ridursi ulteriormente.

Pubblicato il: 8 giugno 2026 alle ore 08:06

Antonello Torchia

Articolo creato da

Antonello Torchia

Direttore Responsabile di EduNews24.it Antonello Torchia è giornalista professionista, politologo e geografo, con un percorso formativo e professionale di ampio respiro che integra competenze in ambito economico, geopolitico, comunicativo e territoriale. Vanta una solida formazione accademica multidisciplinare: ha conseguito la Laurea in Economia e Commercio (quadriennale, Vecchio Ordinamento), la Laurea Magistrale in Relazioni Internazionali (LM-52) con la votazione di 110/110 e lode, e la Laurea Magistrale in Scienze Geografiche (LM-80). Un trittico di competenze che gli consente di leggere i fenomeni contemporanei con una prospettiva che abbraccia le dinamiche economiche, le relazioni tra Stati e le dimensioni spaziali e territoriali della società. Nel corso della sua carriera ha maturato una significativa esperienza nella comunicazione istituzionale e politica, collaborando con emittenti televisive e testate della carta stampata. Questa esperienza sul campo gli ha conferito una padronanza trasversale dei linguaggi mediatici, dalla televisione al digitale. Attualmente ricopre il ruolo di Direttore Responsabile di EduNews24.it, testata giornalistica online dedicata al mondo dell'istruzione, della formazione e delle politiche educative italiane ed europee, dove cura la linea editoriale e supervisiona la produzione di contenuti rivolti a docenti, studenti, istituzioni e operatori del settore educativo. È inoltre docente di Comunicazione presso la SSML Città di Lamezia Terme, istituto universitario specializzato nella mediazione linguistica, dove mette a disposizione delle nuove generazioni di professionisti della comunicazione il proprio bagaglio di competenze giornalistiche, analitiche e accademiche.

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