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In India il primo biosegnale di 3,5 miliardi di anni con età certa
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In India il primo biosegnale di 3,5 miliardi di anni con età certa

Zirconi datati 3,497 miliardi di anni nello stesso strato del kerogene indiano: cambia la classifica dei più antichi segni di vita fossile.

Un valore di δ¹³C pari a -30,9 per mille, misurato in un frammento di selce di 3,5 miliardi di anni estratto dal Cratone di Singhbhum in India, è oggi il più antico segno di vita sulla Terra con età radiometrica certificata. La roccia risale a 3,497 miliardi di anni fa e conserva le lamine di un antico tappeto microbico fossile.

Cosa hanno trovato nel Bhitardari

Il campione arriva dall'Eastern Iron Ore Greenstone Belt, nella regione al confine tra Jharkhand e Odisha, in India orientale. Al microscopio la roccia mostra lamine sub-millimetriche che alternano materia carboniosa e silice: la firma tipica di un microbial mat litificato in un ambiente vulcanico-idrotermale sottomarino. La spettroscopia Raman colloca la temperatura massima subita dal kerogene tra 324 e 369 gradi Celsius, un intervallo che esclude alterazioni idrotermali tardive capaci di produrre carbonio di origine non biologica.

L'analisi isotopica del carbonio restituisce un valore bulk di -30,9 per mille. È un frazionamento compatibile con la fissazione autotrofa del carbonio inorganico attraverso il Ciclo di Calvin, la stessa via metabolica che oggi usano cianobatteri e piante. Lo studio, guidato da Trisrota Chaudhuri del Geological Survey of India insieme al team di T. Mark Harrison a UCLA, è uscito il 20 agosto 2026 sui Proceedings of the National Academy of Sciences.

Perché non è la più antica ma è la prima datata direttamente

Le rocce del Pilbara australiano restano di poco più antiche: l'Apex Chert descritto da Bill Schopf nel 1993 è datato 3,46 miliardi di anni, e le stromatoliti di Strelley Pool si spingono fino a 3,48. Ma sull'Apex Chert pende dal 2002 una contestazione pesante: Martin Brasier e colleghi hanno reinterpretato quelle strutture come pseudofossili nati dalla riorganizzazione del carbonio in ambienti idrotermali. Nessuna delle candidate storiche al primato ha mai avuto una datazione radiometrica ottenuta proprio sullo strato del biosegnale.

Il colpo del gruppo indiano è metodologico. Nel chert di Bhitardari sono stati isolati zirconi tufacei, quindi di origine vulcanica, intercalati nella stessa lamina che contiene il kerogene. Su otto cristalli analizzati, quattro concordanti al sistema 207Pb/206Pb restituiscono 3.497 ± 5 milioni di anni con un MSWD di 1,2: una coerenza statistica solida. La morfologia allungata a spillo esclude inoltre che si tratti di zirconi detritici trasportati da altre rocce, quindi il cristallo e la materia organica si sono depositati insieme. Datare non la roccia genericamente ma proprio lo strato del biosegnale è la porta che nessuno era mai riuscito ad aprire per l'Archeano inferiore.

Cosa cambia per l'astrobiologia

Le rocce silicee di ambiente vulcanico-idrotermale come Bhitardari sono considerate uno dei migliori analoghi terrestri per la ricerca di vita passata su Marte. Il rover Perseverance della NASA sta raccogliendo campioni nel Cratere Jezero puntando proprio a rocce di questo tipo, e il metodo indiano, cioè datare lo zircone incastonato nello stesso strato del carbonio potenzialmente biogenico, diventa un protocollo replicabile quando i campioni marziani arriveranno a Terra con la missione Mars Sample Return prevista per il decennio 2030.

C'è un secondo effetto. Il campo della ricerca sul passato profondo del pianeta e sulla biologia sta sistematicamente riscrivendo le proprie soglie temporali: dai coralli fossili delle Galapagos che raccontano mille anni di El Niño fino agli studi sulle cellule anti-cancro che quadruplicano oltre i 100 anni o al record di Harvard sugli organoidi cerebrali tenuti vivi oltre cinque anni. Il salto arriva ogni volta dal metodo, non dal campione.

La comunità che studia l'Archeano ora ha un nuovo pavimento cronologico ancorato a un dato numerico verificabile. Il prossimo passo è replicare il protocollo su altri greenstone belt indiani, sudafricani e australiani per capire se 3,5 miliardi di anni è davvero il minimo raggiungibile o solo la nuova soglia da abbassare.

Domande frequenti

Cosa è stato scoperto nel Cratone di Singhbhum in India?

È stato identificato un frammento di selce di 3,5 miliardi di anni che conserva tracce fossili di un antico tappeto microbico, rappresentando il più antico segno di vita con età radiometrica certificata.

Perché questa scoperta è considerata metodologicamente innovativa?

Per la prima volta è stata ottenuta una datazione radiometrica diretta sullo strato contenente il biosegnale, grazie all'analisi di zirconi vulcanici intercalati nello stesso livello del materiale organico.

In che modo questa scoperta influenza la ricerca astrobiologica?

Il metodo di datazione utilizzato può essere applicato anche su campioni marziani, come quelli che il rover Perseverance sta raccogliendo, offrendo un protocollo replicabile per la ricerca di vita passata su Marte.

Come si colloca questa scoperta rispetto ad altri antichi segni di vita sulla Terra?

Pur essendo leggermente più giovane delle rocce del Pilbara australiano, questa scoperta è la prima con una datazione radiometrica diretta sul biosegnale, superando precedenti contestazioni su altre evidenze fossili.

Quali implicazioni ha questa ricerca per lo studio dell'Archeano?

La scoperta offre un nuovo riferimento cronologico solido per il passato profondo della Terra, suggerendo che ulteriori applicazioni del metodo su altre formazioni geologiche potrebbero abbassare ancora la soglia temporale della vita antica.

Pubblicato il: 7 settembre 2026 alle ore 09:46

Sara Giorgione

Articolo creato da

Sara Giorgione

Sara Giorgione è laureanda in Lettere Moderne presso l'Università degli Studi di Foggia. Ha maturato esperienza nel settore editoriale, occupandosi di attività legate alla redazione e alla valorizzazione dei contenuti, e svolge attività di moderatrice in eventi letterari, curando il dialogo con autori e pubblico e la conduzione di incontri culturali. Grazie al proprio percorso formativo e professionale ha sviluppato solide competenze nella comunicazione, nella scrittura e nell'organizzazione di iniziative culturali. Su Edunews24 si occupa della cura di contenuti e approfondimenti dedicati al mondo della cultura, dell'attualità e della formazione. È ideatrice e curatrice della rassegna letteraria “Storie da Tè”, progetto nato con l'obiettivo di promuovere la lettura e favorire il confronto tra autori, opere e pubblico attraverso incontri e dialoghi dedicati alla letteratura contemporanea.

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