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Dieta Mediterranea Bio, quando l'alimentazione fa bene alla salute: uno studio condotto da UniTorVergata e FederBio
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Dieta Mediterranea Bio, quando l'alimentazione fa bene alla salute: uno studio condotto da UniTorVergata e FederBio

Il Bioreport Crea 2024-2025 dedica un capitolo alla campagna FederBio 'Il bio dentro di noi' e allo studio IMOD sul microbiota intestinale.

Il Bioreport 2024-2025 del Crea, pubblicato in questi giorni, dedica un capitolo specifico alla campagna 'Il bio dentro di noi' promossa da FederBio, AssoBio e Consorzio il Biologico. Il rapporto istituzionale sull'agricoltura biologica in Italia valorizza in particolare lo studio IMOD, condotto dall'Università di Roma Tor Vergata, sull'impatto della dieta mediterranea biologica sul microbiota intestinale dei consumatori.

Cosa dice lo studio IMOD di Tor Vergata

La ricerca è guidata dalla professoressa Laura Di Renzo, direttrice della Sezione di Nutrizione clinica e nutrigenomica del Dipartimento di Biomedicina e prevenzione dell'Università di Roma Tor Vergata. Il protocollo ha confrontato una dieta mediterranea con alimenti biologici e una equivalente basata su alimenti convenzionali, a parità di calorie e nutrienti forniti ai partecipanti. L'obiettivo era misurare se la sola qualità della materia prima potesse produrre effetti distinguibili sulla composizione del microbiota intestinale in un intervallo breve.

Dopo quattro settimane, il gruppo con regime biologico ha mostrato una maggiore diversità microbica e cambiamenti significativi nella composizione del microbiota. Il batterio Faecalibacterium prausnitzii, associato al contrasto dell'infiammazione, è aumentato circa quattro volte rispetto al gruppo con alimenti convenzionali. L'Anaerostipes hadrus è cresciuto più del doppio, mentre il Parabacteroides distasonis ha registrato un incremento marcato. I dati sono pubblicati sulla rivista scientifica Microorganisms.

Un secondo lavoro dello stesso gruppo di ricerca, apparso su Metabolites, ha analizzato con disegno crossover il profilo metabolico urinario dei volontari, sottoposti in tempi diversi a entrambi i regimi alimentari. Entrambi gli interventi hanno migliorato alcuni parametri inizialmente alterati, ma la dieta mediterranea biologica ha prodotto cambiamenti più ampi. Nel loro insieme, i due studi ampliano le prove disponibili sul rapporto fra qualità degli alimenti, microbiota e salute.

Perché il riconoscimento del Crea pesa per il settore

Il Bioreport è il principale rapporto nazionale dedicato all'agricoltura biologica, elaborato dal Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria. Il documento è considerato un punto di riferimento per il Ministero dell'agricoltura e per le politiche di sviluppo del settore. L'inclusione della campagna 'Il bio dentro di noi' nel capitolo dedicato segnala che il modello promosso dalle tre organizzazioni è ritenuto rilevante per orientare la crescita del biologico italiano oltre il valore simbolico del riconoscimento.

Per la presidente FederBio Maria Grazia Mammuccini, il riconoscimento arriva dal principale strumento di analisi e monitoraggio del biologico italiano e certifica un percorso che ha unito le organizzazioni di settore e il mondo della ricerca. La presidente AssoBio Nicoletta Maffini ha annunciato che il prosieguo della campagna coinvolgerà nel prossimo autunno le aziende associate, per portare i risultati della ricerca più vicino ai consumatori. Il presidente del Consorzio il Biologico Marco Pirani ha sottolineato l'ampiezza dei dati raccolti, definendo lo studio IMOD uno dei più completi a livello internazionale.

Le Pubblicazioni istituzionali del Crea-PB raccolgono le edizioni del Bioreport. Con questa uscita il rapporto amplia il quadro delle evidenze scientifiche sul legame fra qualità degli alimenti biologici e salute del microbiota.

Domande frequenti

Qual è il principale risultato dello studio IMOD condotto dall'Università di Tor Vergata?

Lo studio IMOD ha dimostrato che una dieta mediterranea basata su alimenti biologici, rispetto a una equivalente con alimenti convenzionali, aumenta la diversità e modifica positivamente la composizione del microbiota intestinale in soli quattro settimane.

Quali batteri intestinali sono aumentati con la dieta mediterranea biologica?

Con la dieta mediterranea biologica sono aumentati significativamente batteri come Faecalibacterium prausnitzii, Anaerostipes hadrus e Parabacteroides distasonis, noti per il loro ruolo benefico nel contrastare l'infiammazione e migliorare la salute dell'intestino.

Perché il riconoscimento del Bioreport Crea è importante per il settore biologico?

Il Bioreport Crea è il principale rapporto nazionale sull'agricoltura biologica e rappresenta un riferimento per le politiche di sviluppo del settore. L'inclusione della campagna 'Il bio dentro di noi' certifica la rilevanza scientifica e strategica del modello promosso dalle organizzazioni coinvolte.

Quali effetti metabolici sono stati osservati con la dieta mediterranea biologica rispetto a quella convenzionale?

Entrambe le diete hanno migliorato alcuni parametri metabolici inizialmente alterati, ma la dieta mediterranea biologica ha prodotto cambiamenti più ampi e significativi nel profilo metabolico urinario dei partecipanti.

In che modo i risultati dello studio saranno diffusi ai consumatori?

Le organizzazioni promotrici prevedono di coinvolgere le aziende associate nella prossima fase della campagna, portando i risultati della ricerca più vicino ai consumatori tramite iniziative e attività divulgative nel prossimo autunno.

Pubblicato il: 28 luglio 2026 alle ore 19:51

Natale Labia

Articolo creato da

Natale Labia

Giornalista Professionista Giornalista con oltre 30 anni di esperienza, laureato in scienze politiche e relazioni internazionali all’Università La Sapienza di Roma, collaboro a contratto con L’Edicola e Il Mattino di Puglia e Basilicata dove mi occupo di politica e di economia. Per Edunews24 curo l’informazione politica relativa ai temi dell’Istruzione. In particolare, scrivendo delle attività istituzionali con un focus sia sulle iniziative e sui programmi dei Ministeri dell’Istruzione e del Merito, dell’Università e della Ricerca e della Cultura che su quelle delle commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Inoltre, sono amministratore unico di Italialab srl con cui curo uffici stampa pubblici e privati e sviluppo programmi di valorizzazione culturale e di promozione territoriale. In passato ho collaborato con testate nazionali e regionali, in particolare pugliesi, e ho scritto i volumi Il sindaco di Tutti, edito da Il Castello editore e Dal Rosso al Nero. Ho partecipato al volume collettivo edito dalla Fondazione Tatarella e da Giubilei Regnani editore sui trent’anni dalla fondazione di Alleanza nazionale. Per tre legislature sono stato collaboratore parlamentare occupandomi di legge di bilancio e di politiche agroalimentari con particolare riferimento all’export del Made in Italy e al contrasto dell’Italian sounding, collaborando con le Camera di commercio italiane all’estero. Appassionato di storia, di sociologia e di costume, spesso racconto all’interno delle collaborazioni giornalistiche i cambiamenti della società italiana e internazionale attraverso gli usi, le abitudini e i protagonisti che hanno accompagnato negli anni lo sviluppo e la crescita sociale e culturale. Pugliese di nascita, vivo a Roma o in un ipotetico altrove.

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