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Cometa oscura 1998 SH2, il metodo che può ricalibrare 42.000 NEO
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Cometa oscura 1998 SH2, il metodo che può ricalibrare 42.000 NEO

Tracciato 27 anni come asteroide, 1998 SH2 è una cometa oscura: il metodo apre alla revisione di oltre 42.000 orbite near-Earth catalogate.

Per 27 anni gli astronomi lo hanno inseguito come un asteroide. Al passaggio del 28 agosto 2025 a 3 milioni di chilometri dalla Terra, la traiettoria non tornava: 1998 SH2 è una cometa oscura, la dodicesima classificata dal 2016.

Come è stata svelata la vera natura di 1998 SH2

Nell'agosto 2025 gli astronomi si sono accorti che l'oggetto non si trovava dove i modelli prevedevano. Il team guidato da Davide Farnocchia, ingegnere di navigazione al Center for Near-Earth Object Studies del Jet Propulsion Laboratory della NASA, ha misurato perturbazioni non gravitazionali incompatibili con un asteroide. Le immagini del Canada-France-Hawaii Telescope da 3,6 metri sul Mauna Kea, del Danish Telescope da 1,5 metri a La Silla e del Very Large Telescope da 8,2 metri di Cerro Paranal hanno confermato una coda debole ma inequivocabile. Lo studio, pubblicato su Nature Astronomy il 15 luglio 2026, porta anche la firma di Olivier Hainaut dell'European Southern Observatory e del Centro di coordinamento per gli oggetti vicini alla Terra dell'ESA con sede a Frascati. L'oggetto è ora rinominato P/1998 SH2 e conserva un'orbita di 4 anni e mezzo intorno al Sole. Senza la campagna osservativa mirata di quei giorni d'agosto, sarebbe rimasto nel catalogo asteroidi ancora a lungo.

Perché la scoperta apre alla revisione di 42.000 orbite

1998 SH2 non è un caso isolato. Dal 2016 sono state identificate circa dodici comete oscure, oggetti che all'apparenza sono normali asteroidi ma la cui traiettoria è alterata dallo sfiato di gas invisibili ai telescopi convenzionali. La classe si divide in due popolazioni: una interna, con orbite vicine al Sole e diametri di poche decine di metri, e una esterna, con parametri simili alle comete della famiglia di Giove e corpi più grandi. Il database ESA sugli oggetti vicini alla Terra al 31 luglio 2026 elenca 42.077 asteroidi near-Earth e appena 124 comete near-Earth: un rapporto di 340 a 1 che i risultati del team di Farnocchia mettono seriamente in discussione. Il metodo usato per 1998 SH2, l'analisi delle perturbazioni non gravitazionali sulle osservazioni astrometriche di precisione, può ora essere applicato a ciascuno di quei corpi: se una frazione anche piccola dei 42.000 oggetti mostrasse anomalie orbitali simili, la geografia del sistema solare vicino alla Terra andrebbe riscritta. Nel confronto con le comete convenzionali la differenza è netta: la cometa interstellare 3I/ATLAS ha rivelato subito una chioma ricca di cianuro, mentre un oggetto di questa classe si tradisce solo dalla dinamica. La discriminante, oggi, non è l'aspetto ma il movimento.

Cosa cambia per la difesa planetaria e la storia dell'acqua

I modelli usati per stimare il rischio di impatto assumono orbite puramente gravitazionali. Una cometa oscura, spinta da microflussi di gas, si sposta rispetto a quella orbita di poche migliaia di chilometri all'anno: abbastanza per far uscire da o entrare in una zona di rischio un oggetto altrimenti considerato tranquillo. Per 1998 SH2 non c'era pericolo, il passaggio del 28 agosto 2025 è avvenuto a otto volte la distanza Terra-Luna. Il metodo cambia però la scala del problema: ricalibrare 42.000 orbite significa scoprire quali NEO catalogati come innocui hanno una spinta nascosta e quali comete note vanno riclassificate. C'è anche una ricaduta sulla storia dell'acqua terrestre: se molti corpi che sembrano rocciosi sono in realtà ricchi di ghiaccio, la cintura interna di 'asteroidi' potrebbe aver contribuito ai mari primordiali più di quanto ipotizzato. Farnocchia lo sintetizza così: seguire ogni oggetto vicino alla Terra in modo continuo è ora una necessità, non una ridondanza.

Il prossimo test arriverà con la missione NEO Surveyor della NASA, un telescopio infrarosso studiato per catturare proprio gli oggetti scuri e freddi che gli osservatori a terra non riescono a vedere.

Domande frequenti

Che cos'è una cometa oscura e come si differenzia da un asteroide?

Una cometa oscura è un oggetto che appare simile a un asteroide ma la cui traiettoria è alterata dallo sfiato di gas invisibili ai telescopi convenzionali. A differenza degli asteroidi, queste comete possono essere identificate solo tramite l'analisi delle perturbazioni non gravitazionali e non per il loro aspetto.

Come è stata scoperta la vera natura della 1998 SH2?

La vera natura di 1998 SH2 è stata scoperta grazie alle osservazioni di una coda debole e all'analisi delle perturbazioni non gravitazionali che non coincidevano con il comportamento tipico di un asteroide. L'oggetto è stato poi riclassificato come cometa oscura dopo una campagna osservativa internazionale.

Perché la scoperta di 1998 SH2 potrebbe portare a ricalibrare 42.000 NEO?

Il metodo utilizzato per identificare 1998 SH2 può essere applicato a tutti gli oggetti near-Earth catalogati. Se anche una piccola parte dei 42.000 oggetti mostrasse anomalie simili, la classificazione e la comprensione dei corpi vicini alla Terra cambierebbe radicalmente.

Quali sono le implicazioni per la difesa planetaria?

Le orbite dei NEO vengono attualmente calcolate assumendo solo effetti gravitazionali, ma le comete oscure possono deviare dalla traiettoria prevista a causa di microflussi di gas. Questo può modificare il rischio di impatto di alcuni oggetti precedentemente considerati innocui.

In che modo questa scoperta può influenzare la nostra comprensione dell'origine dell'acqua sulla Terra?

Se molti oggetti catalogati come asteroidi sono in realtà comete oscure ricche di ghiaccio, la cintura interna di oggetti vicino alla Terra potrebbe aver avuto un ruolo maggiore nel trasporto di acqua sui mari primordiali del nostro pianeta.

Quali strumenti futuri aiuteranno a studiare le comete oscure?

La missione NEO Surveyor della NASA, un telescopio infrarosso, sarà fondamentale per individuare e studiare oggetti scuri e freddi che sfuggono agli osservatori terrestri tradizionali.

Pubblicato il: 31 luglio 2026 alle ore 14:59

Sara Giorgione

Articolo creato da

Sara Giorgione

Sara Giorgione è laureanda in Lettere Moderne presso l'Università degli Studi di Foggia. Ha maturato esperienza nel settore editoriale, occupandosi di attività legate alla redazione e alla valorizzazione dei contenuti, e svolge attività di moderatrice in eventi letterari, curando il dialogo con autori e pubblico e la conduzione di incontri culturali. Grazie al proprio percorso formativo e professionale ha sviluppato solide competenze nella comunicazione, nella scrittura e nell'organizzazione di iniziative culturali. Su Edunews24 si occupa della cura di contenuti e approfondimenti dedicati al mondo della cultura, dell'attualità e della formazione. È ideatrice e curatrice della rassegna letteraria “Storie da Tè”, progetto nato con l'obiettivo di promuovere la lettura e favorire il confronto tra autori, opere e pubblico attraverso incontri e dialoghi dedicati alla letteratura contemporanea.

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