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Artemis II, la Nasa fissa il lancio al primo aprile: quattro astronauti verso la Luna
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Artemis II, la Nasa fissa il lancio al primo aprile: quattro astronauti verso la Luna

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Risolti i problemi allo Space Launch System, il razzo tornerà sulla rampa di lancio il 19 marzo. Ma il programma lunare cambia volto: Artemis III non prevede più l'allunaggio

La data cerchiata in rosso: primo aprile 2026

Non è uno scherzo, anche se la data potrebbe suggerirlo. La Nasa ha ufficialmente indicato il primo aprile 2026 come giorno previsto per il lancio della missione Artemis II, quella che riporterà esseri umani in orbita lunare per la prima volta dal lontano dicembre 1972. Dal Kennedy Space Center, in Florida, il colossale Space Launch System (SLS) con in cima la capsula Orion dovrebbe finalmente staccarsi dalla rampa 39B, la stessa da cui partivano gli shuttle.

L'agenzia spaziale americana ha comunque previsto un margine di sicurezza: qualora emergessero intoppi dell'ultimo momento, esistono finestre di lancio alternative dal 2 al 6 aprile. Una cautela che, vista la storia travagliata del programma Artemis, appare più che giustificata.

Il razzo torna sulla rampa: cosa era successo

La notizia chiave è che i problemi tecnici emersi nello Space Launch System sono stati risolti. Stando a quanto comunicato dalla Nasa, il razzo e la capsula Orion saranno trasportati nuovamente sulla piattaforma di lancio il 19 marzo, a bordo del gigantesco crawler-transporter che percorre i pochi chilometri dal Vehicle Assembly Building alla rampa con la lentezza proverbiale di un chilometro all'ora.

I dettagli tecnici sulle anomalie riscontrate non sono stati divulgati in modo esaustivo, ma l'agenzia ha assicurato che ogni componente critico è stato sottoposto a verifiche approfondite. Il rollout del 19 marzo rappresenta dunque un passaggio simbolico oltre che operativo: significa che gli ingegneri considerano il veicolo pronto per le procedure finali pre-lancio.

Dieci giorni attorno alla Luna

Artemis II non è una missione qualsiasi. Quattro astronauti — tra cui per la prima volta una donna e un afroamericano diretti verso la Luna — viaggeranno a bordo della capsula Orion per circa dieci giorni, compiendo un sorvolo ravvicinato del nostro satellite naturale prima di rientrare sulla Terra.

Nessun allunaggio, dunque, ma una verifica fondamentale: testare i sistemi di supporto vitale in condizioni reali, valutare le prestazioni della capsula con equipaggio a bordo e validare le procedure di navigazione e comunicazione nello spazio profondo. È, in sostanza, il volo di collaudo che precede le missioni più ambiziose. Artemis I, nel novembre 2022, aveva compiuto un percorso analogo ma senza astronauti.

La posta in gioco è altissima. Se tutto andrà secondo i piani, Artemis II dimostrerà che la Nasa dispone finalmente di un sistema di trasporto affidabile per portare esseri umani oltre l'orbita bassa terrestre, una capacità che l'agenzia aveva perso con la chiusura del programma Apollo.

Artemis III cambia pelle: niente allunaggio

Mentre l'attenzione mediatica si concentra sul lancio di aprile, una modifica sostanziale al programma è passata relativamente sottotraccia. Artemis III, la missione che avrebbe dovuto riportare astronauti sulla superficie lunare, non sarà più dedicata all'allunaggio. La Nasa ha ridefinito i suoi obiettivi: il volo servirà piuttosto a testare le manovre di attracco tra la capsula Orion e il lander lunare — lo Starship Human Landing System sviluppato da SpaceX — in orbita cislunare.

Si tratta di un ridimensionamento significativo, che sposta in avanti la data del primo allunaggio del XXI secolo, probabilmente ad Artemis IV o a missioni successive. La decisione riflette le complessità tecniche ancora irrisolte del lander di SpaceX e la volontà della Nasa di procedere con un approccio incrementale, testando ogni fase separatamente prima di tentare la discesa sulla superficie.

Una scelta prudente, forse, ma che non mancherà di alimentare il dibattito su tempistiche e costi di un programma che ha già accumulato ritardi pluriennali e superato ampiamente i budget iniziali.

Il contesto più ampio: la corsa lunare non si ferma

La missione Artemis II si inserisce in un panorama di esplorazione lunare che negli ultimi mesi ha visto sviluppi importanti. Il Lander Blue Ghost Conclude la Sua Missione sulla Luna con Successo, dimostrando che anche operatori privati possono raggiungere e operare sulla superficie selenica. Sul fronte internazionale, l'Italia gioca le sue carte: Strumento Italiano in Partenza per la Luna con la Missione Chang'e-8, a conferma di una collaborazione scientifica che attraversa i confini geopolitici.

La Luna, insomma, è tornata al centro della competizione spaziale globale, con Cina, Stati Uniti, Europa e operatori privati tutti impegnati in una partita che si gioca su più tavoli contemporaneamente. Artemis II, se il lancio del primo aprile andrà a buon fine, rappresenterà il passo più concreto compiuto dagli americani per riaffermare la propria leadership.

I prossimi giorni, con il rollout del 19 marzo, diranno se questa volta il conto alla rovescia arriverà davvero a zero.

Pubblicato il: 15 marzo 2026 alle ore 10:23

Domande frequenti

Quando è previsto il lancio della missione Artemis II e quali sono le alternative in caso di ritardi?

Il lancio della missione Artemis II è previsto per il primo aprile 2026 dal Kennedy Space Center. In caso di imprevisti, la NASA ha individuato finestre di lancio alternative dal 2 al 6 aprile.

Quali problemi tecnici sono stati risolti prima del rollout di Artemis II?

Sono stati risolti problemi tecnici riscontrati nello Space Launch System, anche se la NASA non ha divulgato nel dettaglio le anomalie. Ogni componente critico è stato sottoposto a verifiche approfondite e i tecnici ora considerano il veicolo pronto per le procedure finali pre-lancio.

Quali sono gli obiettivi principali della missione Artemis II?

Artemis II punta a portare quattro astronauti in orbita lunare per circa dieci giorni, testando sistemi di supporto vitale, prestazioni della capsula con equipaggio e procedure di navigazione e comunicazione nello spazio profondo. Non è previsto l’allunaggio, ma si tratta di una missione di collaudo fondamentale per le successive imprese lunari.

Come è cambiato il programma per Artemis III rispetto alle previsioni iniziali?

Artemis III non prevede più l’allunaggio come obiettivo principale; la missione servirà invece a testare le manovre di attracco tra la capsula Orion e il lander lunare Starship in orbita cislunare. Il primo allunaggio è stato quindi rimandato ad Artemis IV o missioni successive, riflettendo le difficoltà tecniche ancora da risolvere.

Perché la missione Artemis II è importante nel contesto della nuova corsa lunare?

Artemis II rappresenta il ritorno degli esseri umani in orbita lunare dopo più di cinquant'anni e dimostra la capacità della NASA di portare astronauti oltre l'orbita bassa terrestre. Il successo della missione rafforzerebbe la leadership statunitense nella competizione spaziale globale, caratterizzata dalla partecipazione di molteplici attori internazionali e privati.

Savino Grimaldi

Articolo creato da

Savino Grimaldi

Giornalista Pubblicista Savino Grimaldi è un giornalista laureando in Economia e Commercio, con una solida esperienza maturata nel settore della formazione. Da anni lavora con competenza nell’ambito della formazione professionale, distinguendosi per una conoscenza approfondita delle politiche attive del lavoro e delle dinamiche che legano istruzione, occupazione e sviluppo delle competenze. Alla preparazione economica e professionale affianca una grande passione per la lettura e per il giornalismo, che ne arricchiscono il profilo umano e culturale. Spazia con disinvoltura tra diverse tematiche, offrendo sempre il proprio punto di vista con equilibrio, sensibilità e spirito critico.

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