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Adolescenti italiani mangiano più carne, gli over 60 spingono le emissioni di gas serra
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Adolescenti italiani mangiano più carne, gli over 60 spingono le emissioni di gas serra

Nature Food: adolescenti 143 g di carne al giorno in Italia, quasi 10 volte il limite LARN. Over 60 responsabili del 25,4% dell'aumento globale.

Gli adolescenti hanno la dieta con la più alta impronta di carbonio pro capite al mondo. Lo certifica una ricerca coordinata dalle università di Birmingham e Groningen appena pubblicata su Nature Food, che ha analizzato 141 prodotti in 22 fasce d'età di 149 Paesi tra il 2000 e il 2019. Il dato risuona in modo particolare in Italia.

Il paradosso della fascia 11-29 anni

Nelle due decadi esaminate le emissioni del sistema alimentare mondiale sono aumentate di 2,1 miliardi di tonnellate di CO2 equivalente. Il singolo fattore più determinante è la carne rossa, il cui consumo cresce insieme al peggioramento della qualità nutrizionale complessiva. Lo studio pubblicato su Nature Food colloca i giovani tra gli 11 e i 29 anni al vertice della graduatoria pro capite, grazie a un mix di carne, latticini e alimenti ultra-trasformati che si consolida in adolescenza.

Sui piatti italiani questo profilo si legge con precisione statistica. Secondo la indagine IV SCAI del CREA condotta su 1.969 individui tra 0 e 74 anni con metodologia armonizzata EFSA, il consumo medio nazionale di carne e prodotti carnei è pari a 100 grammi al giorno. La distribuzione per età mostra però un picco netto tra gli adolescenti: 143 grammi al giorno contro i 125 grammi degli adulti e i 97 grammi degli over 65. Un adolescente italiano mangia quindi il 15% di carne in più di un adulto e quasi il 50% in più di un anziano.

Il divario con le raccomandazioni LARN

I LARN indicano un limite di 100 grammi a settimana per la carne rossa e 50 grammi per la carne trasformata. A 143 grammi al giorno un adolescente medio raggiunge in una sola settimana un consumo pari a dieci volte la soglia consigliata per il tipo più impattante sul clima e sulla salute. La distanza tra abitudine reale e raccomandazione ufficiale è di ordine di grandezza, non di correzione marginale.

Il consumo apparente pro capite si è attestato sui 79 chilogrammi all'anno nel 2024, in calo del 12% rispetto al 2010. Il 33% di chi si dichiara flexitariano cita esplicitamente l'ambiente come motivazione, ma la contrazione visibile riguarda soprattutto la fascia adulta. Il divario territoriale è consistente: il Nord-Est resta sopra gli 85 chilogrammi pro capite, il Sud sotto i 77. Un dato che l'inclusione della variabile età rende ancora più sfumato: gli adolescenti del Nord partono da un livello di consumo più alto rispetto a quelli del Mezzogiorno.

Il contributo silenzioso degli over 60

Il secondo asse dello studio ribalta la lettura giovanile. Sul totale dell'aumento globale delle emissioni alimentari nel ventennio esaminato, il 25,4% è attribuibile agli over 60. Non perché la loro dieta individuale pesi più di quella dei ventenni, ma perché sono la coorte in crescita più rapida nei Paesi ad alto reddito, Italia in testa. Il consumo unitario resta contenuto (97 grammi giornalieri di carne secondo il CREA), ma la moltiplicazione per una fascia demografica in espansione produce l'impatto climatico più rilevante.

Le due leve di riduzione devono quindi muoversi su binari separati: educazione alimentare, riformulazione dei prodotti industriali e riduzione degli ultra-trasformati per gli under 30, ridisegno delle porzioni e delle abitudini quotidiane per la popolazione che invecchia. Il team internazionale coordinato da Yanxian Li avverte che una singola strategia climatica valida per tutte le età rischia di non spostare l'ago della bilancia. Sui giovani perché consumano molto, sugli anziani perché sono tanti. Una lettura che riecheggia il racconto sulla nuova generazione italiana: la disponibilità al cambiamento c'è, mancano incentivi coerenti.

Le prossime linee guida di sana alimentazione italiane, in aggiornamento sui dati SCAI 2017-2020, dovranno affrontare il doppio fronte con obiettivi separati per classe d'età. Senza questa distinzione, il calo del 12% dei consumi complessivi registrato in quindici anni difficilmente si tradurrà in una riduzione proporzionale delle emissioni alimentari nazionali.

Domande frequenti

Perché gli adolescenti italiani hanno la dieta con la più alta impronta di carbonio pro capite?

Gli adolescenti italiani consumano più carne, latticini e alimenti ultra-trasformati rispetto ad altre fasce d'età, raggiungendo livelli molto superiori alle raccomandazioni. Questo mix alimentare contribuisce ad aumentare significativamente l'impronta di carbonio della loro dieta.

Qual è il consumo medio di carne tra adolescenti, adulti e over 65 in Italia?

Gli adolescenti consumano in media 143 grammi di carne al giorno, gli adulti 125 grammi e gli over 65 circa 97 grammi. Questo significa che gli adolescenti mangiano circa il 15% di carne in più rispetto agli adulti e quasi il 50% in più rispetto agli anziani.

Come si confrontano le abitudini alimentari degli italiani con le raccomandazioni LARN?

Le raccomandazioni LARN suggeriscono di non superare 100 grammi di carne rossa e 50 grammi di carne trasformata a settimana. Tuttavia, un adolescente italiano medio consuma in una sola settimana una quantità di carne pari a dieci volte la soglia consigliata.

Qual è il ruolo degli over 60 nell’aumento delle emissioni alimentari?

Gli over 60 contribuiscono per il 25,4% all'aumento globale delle emissioni alimentari, non tanto per il consumo individuale, ma perché rappresentano la fascia demografica in crescita più rapida nei Paesi ad alto reddito come l’Italia. L’impatto deriva dalla somma del loro numero crescente, anche se il consumo unitario rimane contenuto.

Quali strategie sono suggerite per ridurre le emissioni alimentari nelle diverse fasce d’età?

Per gli under 30 sono indicate educazione alimentare, riformulazione dei prodotti industriali e riduzione degli ultra-trasformati, mentre per gli over 60 si suggerisce il ridisegno delle porzioni e delle abitudini quotidiane. Una singola strategia per tutte le età sarebbe poco efficace secondo la ricerca.

Come variano i consumi di carne tra le diverse aree geografiche italiane?

Il Nord-Est registra consumi sopra gli 85 chilogrammi pro capite all’anno, mentre il Sud si attesta sotto i 77 chilogrammi. Gli adolescenti del Nord partono da livelli di consumo più elevati rispetto a quelli del Mezzogiorno.

Pubblicato il: 23 luglio 2026 alle ore 13:12

Sara Giorgione

Articolo creato da

Sara Giorgione

Sara Giorgione è laureanda in Lettere Moderne presso l'Università degli Studi di Foggia. Ha maturato esperienza nel settore editoriale, occupandosi di attività legate alla redazione e alla valorizzazione dei contenuti, e svolge attività di moderatrice in eventi letterari, curando il dialogo con autori e pubblico e la conduzione di incontri culturali. Grazie al proprio percorso formativo e professionale ha sviluppato solide competenze nella comunicazione, nella scrittura e nell'organizzazione di iniziative culturali. Su Edunews24 si occupa della cura di contenuti e approfondimenti dedicati al mondo della cultura, dell'attualità e della formazione. È ideatrice e curatrice della rassegna letteraria “Storie da Tè”, progetto nato con l'obiettivo di promuovere la lettura e favorire il confronto tra autori, opere e pubblico attraverso incontri e dialoghi dedicati alla letteratura contemporanea.

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